Paul Auster, “4 3 2 1”

9781627794466Dopo anni di attesa, è in uscita il nuovo romanzo di Paul Auster, 4 3 2 1, che si presenta come qualcosa di significativo fin dalla mole, di quasi 900 pagine.

Il libro racconta “semplicemente” la storia della vita di Archie Ferguson, nato il 3 marzo 1947.
Auster chiama sempre il suo personaggio con il suo cognome, Ferguson – cosa che in qualche modo sembra quasi uno sberleffo, dato che, come ci è stato detto nelle pagine di apertura, il nome è un incidente causato da un burocrate impaziente, che l’assegnato a suo nonno appena sbarcato a Ellis Island.

Ferguson non ha alcun potere particolarmente rilevante o tratti del carattere stupefacenti. In un certo senso, è una persona qualunque, benché la sua vita sia piena, abbia vaghe ambizioni di diventare uno scrittore, faccia molto sesso e ami viaggiare.
La trama, pur snodandosi come un romanzo di formazione, non narra grandi accadimenti, bensì accumula piccoli incidenti e avvenimenti, anche ordinari – i particolari traboccano e sono catalogati in modo esaustivo, ma anche arrivano ad annoiare quando diventano del tutto pedissequi e addirittura ripetitivi. Continua a leggere “Paul Auster, “4 3 2 1””

Peter S. Beagle, “Summerlong”

summerlongSummerlong, il nuovo romanzo di Peter S. Beagle, è un libro che nonostante la brevità riesce a costruire una storia efficace e coinvolgente, immersa in un tempo narrativo che prende respiro dalla sfera dei sentimenti dei protagonisti, più che essere scandito dal tempo reale.

L’intera storia, infatti, spesso sembra un viaggio introspettivo nei meandri più profondi dei personaggi, più che un susseguirsi di azioni, cosa che potrebbe far risultare l’andamento un po’ lento all’inizio, finché non si è completamente immersi nelle atmosfere che l’autore sa creare.

Questo è proprio il punto di forza che ho preferito, le atmosfere oniriche, rarefatte, spesso dal sapore agrodolce o nostalgico, che riescono a dare alla storia un’aura quasi magica, senza tempo, forse addirittura mitica – e mitica non a caso, dal momento che il mito di Persefone viene citato.

Gran parte di questo merito è dato non solo dallo stile, sempre attendo, ricercato, cesellato nei dettagli, ma anche dall’ambientazione, ovvero l’immaginaria isola di Gardner ove si svolge la storia.
Il paesaggio è descritto con vividezza, ricchezza di colori e trabocca dei sentimenti che i protagonisti riversano verso questo luogo, diventando anch’esso qualcosa di vivo, strettamente legato con la storia dei suoi abitanti. Continua a leggere “Peter S. Beagle, “Summerlong””

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Dan Wells, “Bluescreen”
YA che mescola fantascienza e thriller tecnologico.
La storia non è il massimo dell’originalità, a causa anche di alcuni cliché da YA che ormai mi sono indigesti, ma per certi versi è anche passabile, tuttavia il libro, benché non lunghissimo, non è riuscito a coinvolgermi e un eccesso di informazioni non indispensabili mi ha reso alcune parti un po’ noiose.
My rating: 3/5

Elizabeth Strout, “My name is Lucy Barton”
Il fluire della storia è un tutt’uno con I pensieri e il sentire della protagonista, tanto che il lettore riesce, dopo poche pagine, a percepire il mondo di Lucy come se fosse il suo, a vedere con i suoi occhi e a scoprire le sue emozioni, il suo passato in modo incredibile.
La Strout si riconferma eccellente, capace di narrare una, o più vite, un mondo con poche pagine, difficilmente dimenticabili.
My rating: 4-4.5/5

Fiona Carnarvon, “Lady Almina and the Real Downton Abbey: The Lost Legacy of Highclere Castle”
Non fiction.
L’entusiasmo per Downton Abbey mi ha fregato, speravo di leggere un buon saggio, invece fa acqua da tutte le parti.
La componente storica è snocciolata enciclopedicamente, il ritratto dei luoghi non risalta con grande vividezza, le persone sono sbalzate più o meno discretamente, ma senza far risaltare davvero nulla, senza far emergere alcuna personalità.
Riflessioni storiche o sociali inesistenti.
My rating: 2.5/5

Nnedi Okorafor, “Binti”
Novella sf, molto celebrata e acclamata – come l’autrice, che però io digerisco male (mea culpa).
La storia non è male, ma non sopporto il sentimento di fondo che ho trovato anche il altri racconti di questa autrice, ovvero di ingiustizia razziale, conseguente rabbia/frustrazione. Detta così, si potrebbe sostenere che è un sentimento legittimo e giustificato in certi casi, ma non sopporto come lo porta avanti la Okorafor, con quel senso di sottesa superiorità incompresa e nell’auto ghettizzazione/reclusione di questi “diversi” (migliori degli altri).
Per questi aspetti voto 1, in generale 3/5 Continua a leggere “Ultime letture”

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Kai Ashante Wilson, “The Sorcerer of the Wildeeps”
Novella fantasy molto interessante ed originale, che pur nella sua brevità dimostra buona capacità di intessere più strati narrative – ed emotivi – da parte dell’autore.
Forse l’ho presa un po’ troppo alla leggera pensando di aspettarmi qualcosa di più leggero, invece la lettura richiede attenzione per cogliere tutti i particolari sottesi.
La storia gioca su un crescendo di emozioni, con un finale molto denso e coinvolgente.
My rating: 3.5-4/5

Brandon Sanderson, “Elantris”
Romanzo di debutto del prolifico Sanderson, high fantasy con alcune basi abbastanza classiche, ma che già fanno notare degli elementi che diverranno distintivi della produzione di questo scrittore (su tutti, il sistema magico).
Molto interessante l’idea di partenza, le descrizioni della città di Elantris (sia nel suo antico splendore che dopo).
La trama è pulita ma talora un po’ lenta e ingenua, di sicuro i libri successivi dimostrano una rapida e decisa maturazione stilistica dell’autore.
My rating: 3-3.5/5

Tasha Alexander, “Dangerous to Know (Lady Emily, #5)”
Quinto capitolo delle avventure investigative (alla leggera e tra spunti romance) di Lady Emily.
Abbastanza gradevole, gli eventi del precedente, un nuovo personaggio (la suocera) e il cambio di ambientazione aiutano a far stare a galla la storia, che si legge velocemente e sempre senza pretese.
My rating: 3.5-4/5 Continua a leggere “Ultime letture”

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Jeff VanderMeer, “Authority: A Novel” (Southern Reach, #2)
Se il primo libro non mi era dispiaciuto (con qualche “ma”), questo mi è risultato piuttosto noioso, una fatica portarlo alla fine.
Incentrato sulla figura di Control e appesantito da troppi flashback, alla fine non dà risposte e aggiunge poco al senso della trilogia.
My rating: 2.5-3/5

Elizabeth von Arnim, “Una donna indipendente”
È il mio primo approccio a questa scrittrice e il giudizio è completamente positivo.
Il romanzo si svolge in forma epistolare, ma riesce a dare una visione completa dei personaggi, della loro individualità, dei paesaggi, della storia stessa.
Rose-Marie, la protagonista, mi è piaciuta moltissimo: solo nelle prime pagine dà l’impressione di comportarsi come l’ennesima innamorata insulsa, dopo dà prova di vera personalità e carattere.
My rating: 4.5/5

Elizabeth von Arnim, “Il circolo delle ingrate”
Come per il precedente, il romanzo è ben scritto e uno dei suoi pregi che caratterizzano la Von Arnim è la ricerca psicologica dei suoi personaggi principali, in particolare legata al contesto sociale.
Questa storia non mi ha fatto impazzire, soprattutto perché non sopportavo la protagonista, Anna, e per il finale che mi ha lasciato un po’ perplessa.
My rating: 3.5/5

Stefan Zweig, “Lettera di una sconosciuta”
Bello, delicato e toccante.
Nella sua brevità, questa “lettera” riesce a coinvolgere a fondo qualunque lettrice, perché tutti, in varie forme e tempi, abbiamo amato senza essere né corrisposti né riconosciuti.
Straordinario come Zweig riesca a cogliere alcuni aspetti dell’animo femminile, mettendone a nudo con un lirismo apparente semplice il dolore atroce, la rabbia, ma anche la profondità.
Stupendo.
My rating: 4.5-5/5 Continua a leggere “Ultime letture”

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José Saramago, Le intermittenze della morte
Un romanzo un po’ diverso da quelli ai quali Saramago ci ha abituato. Soprattutto la prima parte ha un carattere di analisi generale, quasi sociologica dell’agire umano, delle relazioni (personali e non).
Interessante punto di vista e spunto narrativo, l’ho letto con attenzione, ma non ha saputo davvero coinvolgermi.
My rating: 3/5

Alexander Lernet-Holenia, Un sogno in rosso
Trovo sempre affascinante leggere della Russia, vuoi del suo passato che del suo presente, ha sempre qualcosa di terribile e al contempo di misteriosamente magico.
Questo libro è uno scorcio sul periodo russo dalla Rivoluzione Russa al dopoguerra, ma si concentra su alcuni personaggi oggetto di una inesplicabile profezia di un altrettanto enigmatico soggetto, chiamato Anachin.
Attraverso lo scorcio delle vite coinvolte, viene presentata la storia di un paesenella sua crudezza, violenza, ma anche sentimenti intimi, non senza un alone di mistero, magia, sguardo al futuro che dà disperazione e speranza.
Molto particolare e interessante.
My rating: 4/5 Continua a leggere “Ultime letture”

Ultime letture

Inauguro questi nuovi post per elencare le ultime letture concluse – data la mia pigrizia/mancanza di tempo nel recensire, almeno posso segnalare cosa mi è piaciuto o meno.
Dall’elenco rimangono esclusi eventuali testi recensiti in post appositi e racconti.

Jonathan Stroud, The Hollow Boy (Lockwood & Co., #3)
Terzo capitolo della saga urban fantasy Lockwood & Co., ambientato in una Londra che di notte è infestata da vari tipi di presenze spettrali e fantasmi, che gli agenti delle varie agenzie cercano di fermare.
Stroud è straordinario da ogni punto di vista, come nel gestire la trama e i personaggi (strepitosi e indimenticabili) e nella fantasia che dispiega per immergerci in scenari fantastici e talora inquietanti.
In questo romanzo i protagonisti sono alle prese con nuovi casi, ma sono anche cresciuti, i rapporti tra loro si fanno più complessi ma anche profondi, così come il terrore che minaccia Londra dovrà far comprendere che l’alleanza con altre agenzie è d’obbligo.
Bellissimo, avvincente, fantastici personaggi. Ho letto che ce ne sarà un altro e non vedo l’ora di leggerlo.
My rating: 4.5/5 Continua a leggere “Ultime letture”