Han Kang, “The vegetarian”

the_vegetarian_-_han_kangHo letto The Vegetarian, romanzo di debutto di Han Kang, in inglese, dopo alcuni mesi dall’uscita e quando già iniziava a far parlare di sé, mentre in Italia era ancora pressoché sconosciuto.
Ora, già da un po’, è disponibile anche in italiano per la sempre sia lodata Adelphi.

Innanzitutto, sgomberiamo ogni dubbio possibile: questo non si tratta di un libro animalista o sul vegetarianismo comunemente inteso (quale scelta – coscienziosa o modaiola che sia – di alimentazione), anzi, non ha minimamente a che fare con questi aspetti. Pertanto, se siete scettici a prenderlo in considerazione per questi motivi, non vi sono più scuse.

La vegetariana è la storia di due sorelle e di due famiglie (moglie e marito), suddiviso in tre parti, tre novelle in parte indipendenti, in quanto ognuna parla da un punto di osservazione differente, ma altrettanto legate dai personaggi principali, dalla storia di base, ma soprattutto da uno dei temi fondanti della storia, qui reso in modo a dir poco doloroso: la sopravvivenza in un mondo che esige conformità. Sì, questo è ineccepibile: questo libro trasmette un dolore palpabile, sia fisico che interiore. Continua a leggere “Han Kang, “The vegetarian””

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Sara Taylor, “Tutto il nostro sangue”

00004Opera di debutto di Sara Taylor, Tutto il nostro sangue si compone di tredici capitoli, corrispondenti ad altrettante storie che coprono circa 300 anni di storia, il cui legame è l’albero genealogico che si trova in apertura del libro e raggruppa il lignaggio di due linee familiari distanti tra loro, ma tutte vissute nello stesso luogo – un tratto remoto della costa orientale della Virginia e il suo piccolo arcipelago circostante, noto per il paesaggio, affascinante quanto impervio e i cavalli selvaggi.

Così vibrante, intenso, anche sottilmente inquietante nella sua primordialità è questo luogo quanto la prosa della Taylor, che sembra sfruttare la durezza del paesaggio, contraddistinto da quello scontro imperterrito e continuo tra oceano e costa, per esplorare altri terreni, quelli interiori, e spesso lesi, dei personaggi che vi abitano.

Le storie, alcune più approfondite, altre più veloci, non si trovano in ordine, ma l’inizio, cronologicamente, risale al 1876 e a Medora, una giovane di etnia mista, figlia illegittima che cerca di fuggire dalla sua quotidianità di abusi e violenza.
All’estremo opposto, si arriva al 2143, in uno scenario post apocalittico dopo una terribile epidemia, ove troviamo Simian, metà uomo e metà mutante, storpio, che scopre Jillet, figlia del custode dell’isola. Continua a leggere “Sara Taylor, “Tutto il nostro sangue””

Delphine De Vigan, “Le ore sotterranee”

9788804608592_0_0_311_80A sera inoltrata, ascoltando le eteree e mistiche musiche di Eivør, cerco le parole per descrivere il mio primo romanzo di Delphine De Vigan, Le ore sotterranee.
Scoperto per caso, ovviamente il titolo è stato una calamita, la quarta di copertina ancor di più.

E sì, saper scolpire il senso di solitudine e la disperazione con classe e incisività è un dono di tanti scrittori francesi, tra i quali anche appunto la De Vigan.

Il romanzo si svolge nel corso di un solo giorno (come in un’opera teatrale classicamente aristotelica), il 20 maggio, giorno che una sensitiva ha predetto a Mathilde, madre, vedova e lavoratrice, sarebbe stato di svolta e durante il quale avrebbe incontrato un uomo speciale.
Mathilde si accinge ad affrontare almeno quella giornata con rinnovata curiosità, sperando in un cambiamento durante un periodo difficilissimo, in particolare sul posto di lavoro, ove da mesi sta subendo un atroce mobbing da parte del suo superiore, Jacques, che la esautora, mette in disparte, umilia pubblicamente.
Prima di uscire di casa, il ricordo di quando sapeva ancora sorridere con la famiglia – scena atroce, momento struggente che fa collidere memoria del passato, l’aspettativa di una speranza forse assurda e il susseguirsi di giornate presenti che cadono via a via a pezzi. Continua a leggere “Delphine De Vigan, “Le ore sotterranee””

Beth Underwood, “The Witchfinder’s Sister”

img_8861The Witchfinder’s Sister è il romanzo d’esordio di Beth Underwood.
Ambientato nel XVII secolo, nel periodo della cosiddetta “caccia alle streghe”, la storia ha come protagonista un’immaginaria Alice Hopkins, che torna alla casa di famiglia, dal fratello Matthew Hopkins, famigerato cacciatore di streghe, dopo la morte del marito.

Quando Alice scopre la vera natura del fratello, le sue idee e azioni, scopre non c’è nulla che possa fare per fermarlo il fratello e non ha altra scelta che stare a guardare mentre l’uomo distrugge la vita di alcuni dei loro conoscenti più care e datate. La donna cerca in ogni modo di capire le radice di tale comportamento e cosa può fare, ma la situazione rischia di diventare molto pericolosa per lei stessa.

La storia è raccontata dal punto di vista di Alice, ma si allarga spesso a divenire uno sguardo sulle condizioni di vita della donna a quel tempo, come essere completamente soggette agli uomini e come alcune conoscenze e inclinazioni, prima tra tutte l’empatia e il desiderio di aiutare il prossimo, vennero additate quali arti malefiche. Continua a leggere “Beth Underwood, “The Witchfinder’s Sister””

Christina Henry, “Alice”

Con questo romanzo, Catherine Henry non vuole confezionare l’ennesimo retelling fantastico per ragazzi di Alice in Wonderland, bensì è riuscita a scrivere un romanzo per adulti oscuro, cupo, inquietante, originale, simbolico.

La storia è ambientata in un mondo diviso tra New City, la parte di città dei benestanti, pulita e per bene, e Old City, ghetto affollato da povera gente e delinquenti, governato da diversi boss criminali.
A sedici anni, Alice e l’amica Dor si avventurano, nonostante il divieto, nella città vecchia, ove Alice ha un’esperienza traumatica e terribile, della quale non ricorda nulla se non un uomo con lunghe orecchie pelose e bianche chiamato Rabbit e la terribile cicatrice che egli le ha lasciato su una guancia.
Ritenendola pazza, i genitori la fanno internare in un ospedale psichiatrico.

Trascorrono dieci anni, Alice sopravvive nella sua piccola cella, dimenticata dai genitori, maltrattata dagli inservienti, con un unico amico, Hatcher, suo vicino di cella, pluriomicida, convinto che sotto l’edificio sia imprigionato un terrificante mostro, detto Jabberwocky. Continua a leggere “Christina Henry, “Alice””

Frances Hardinge, “The Lie Tree”

Anche con il suo ultimo romanzo, The Lie Tree, Frances Hardinge si conferma un’autrice di primo piano nella narrativa fantastica young adult, ma di quella YA che non cede a stereotipi o alle frivolezze, bensì è curata in ogni dettaglio e mette in primo piano i contenuti, tutti elementi che fanno risultare i suoi libri molto appetibili anche per lettori adulti.

The Lie Tree è ambientato in un imprecisato passato, all’incirca nel nel periodo vittoriano, diversi anni dopo la pubblicazione dei primi sconvolgenti saggi di Darwin sulla origine delle specie.
Dopo che il padre della protagonista, Faith, cade in disgrazia a causa di uno scandalo, tutta la famiglia si trasferisce su un’isola al largo della costa inglese, per sfuggire alle dicerie e rincominciare una nuova vita. Dopo un apparente discreto inizio, le cose iniziano a peggiorare, fino a quando il padre di Faith viene trovato morto. Tutti pensano che sia un suicidio, soltanto la nostra protagonista non si arrende e inizia ad indagare per scoprire i segreti del padre e la verità. Continua a leggere “Frances Hardinge, “The Lie Tree””

Lucia Patrizi, “My Little Moray Eel”

Quando sento parlare di testi autopubblicati da italiani, fuggo urlando. Sì per orrore e per pregiudizio, grazie allo tsunami di testi-spazzatura che escono senza posa quasi quotidianamente.

Talora però mi lascio anche incuriosire… E rischio. E quando mi imbatto in romanzi più che validi, scritti davvero bene, curati sotto ogni aspetto, avvincenti e originali, mi arrabbio ancor di più, perché questi autori valevoli, che per fortuna esistono, dovrebbero sterminare (non essendo possibile in senso fisico, bisognerebbe trovare un altro modo…) tutta la marmaglia che fa uscire orrori improponibili, perché li danneggia come non mai.

Una perla rara è proprio My Little Moray Eel di Lucia Patrizi. Seguo da un po’ il blog di Lucia, Il Giorno degli Zombi, e sono sempre rimasta positivamente colpita dall’accuratezza e stile dei suoi post e delle sue recensioni, pertanto ho voluto provare a leggere il suo primo romanzo.

E che primo (sottolineo: primo) romanzo! Continua a leggere “Lucia Patrizi, “My Little Moray Eel””