Silvia Moreno-Garcia, “Mexican Gothic”

È possibile, oggi, scrivere un romanzo gotico che sia accattivante senza scadere solo in banalità?

Ebbene, Silvia Moreno-Garcia, col suo Mexican Gothic, ha dato risposta a questa domanda in modo assolutamente positivo.

Nel romanzo ci imbattiamo infatti in tutti i classici elementi del genere – una famiglia che nasconde oscuri segreti, antenati violenti e misteriosi, la cugina malata, una casa tetra infestata da presenze… Ma nella storia c’è molto di più, a partire dall’inedita cornice, il Messico dei primi anni ’50, alla protagonista affatto originale.

Personaggio principale è Noemí Taboada, una giovane donna bella, facoltosa, estroversa e intraprendente, appassionata di antropologia tanto da voler studiare questa materia all’università. Continua a leggere

Camilla Grudova, “Alfabeto di bambola”

Intrigata dalla sinossi e dalla copertina, mi sono immersa nella lettura di queste storie come si discende in un sogno surreale dalle tinte orrorifiche.

I lettori alla ricerca di personaggi amabili e atmosfere distese, meglio non si avvicinino ad Alfabeto di bambola di Camilla Grudova. Descritta come “l’erede di Angela Carter“, la Grudova propone tredici racconti nei quali costruisce con cura un mondo in cui la disperazione, la violenza e la rovina materiale governano le vite dei singoli personaggi. Qui, gli uomini portano a casa i cadaveri di nani e le donne ne infilano gli organi in salotto, i bambini inventano macchine che proiettano immagini ipnotizzanti sui muri e siedono davanti a loro per anni. Costumi, macchine da cucire e bambole prendono vita, grottescamente animati dalle paure e dalle ossessioni delle persone che li circondano. Questo universo weird, a tratti impassibile, dopo averci cullato con una apparente banalità, sprofonda in surrealismi disturbanti: una sorta di realismo magico distopico e cupo, un’immaginazione variegata ma coerente, un incubo monocromatico non senza tocchi ironici.

Non c’è un orizzonte consolante in queste storie. Sebbene non vengano fornite date o luoghi geografici (le storie si svolgono nel “quartiere” o “nella fabbrica” o, molto spesso, in case e appartamenti di città anonime), l’atmosfera richiama una Londra di recente industrializzazione, dickensiana. Continua a leggere

Steve Rasnic Tem, “UBO”

48619UBO di Steve Rasnic Tem è un romanzo di fantascienza che sconfina spesso nell’horror.

La storia è incentrata su gruppo di uomini intrappolati all’interno di una struttura di ricerca, che tuttavia non hanno precisa cognizione se siano sulla terra o su un altro pianeta in una galassia lontana, né chi siano gli scarafaggi giganti (di dimensioni umane – una delle cose più carine del libro!) che gestiscono la struttura e quale sia il motivo per cui li sottopongono a una sorta di programma di cambiamento della mente e della memoria, mandandoli indietro nel tempo nella coscienza di alcuni dei personaggi più vili della storia (reale e non, così abbiamo Stalin, Jack the Ripper, Falstaff, Hitler, ecc.).

Le premesse del romanzo sono di sicuro accattivanti, soprattutto la descrizione di UBO e tutta l’incertezza angosciante su cosa sia reale, allucinazione, memoria o impianto – aspetto che ricorda molto P.K. Dick.

Purtroppo la trama non è riuscita a prendermi e a interessarmi fino in fondo e ho trovato poco azzeccato mostrare volutamente scene crude per renderle un monito più efficace –  in realtà mi sono parse alquanto fini a se stesse. Continua a leggere

Thomas Ott, “Cinema Panopticum”

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Mi piace l’horror, non perché mi spaventi (per nulla), ma per una sorta di gusto per il macabro, di attrazione per il ripugnante.
Purtroppo oggi le produzioni del settore sono per lo più superficiali e scialbe, c’è ben poco di ben costruito, che spicchi per contenuti e originalità.

Cinema Panopticum di Thomas Ott credo possa essere annoverato tra quanto valido di considerazione, pur essendo un breve fumetto muto (non compaiono dialoghi), è in grado di insinuare uno strisciante senso di inquietudine, far rabbrividire nelle sue semplici tavole in bianco e nero.

Una ragazzina vagabonda per una fiera o parco di divertimenti, finché non si imbatte in un tendone ove campeggia l’insegna “Cinema Panopticum”.
Incuriosita, entra e si trova davanti, disposte circolarmente, cinque postazioni, ciascuna per un film differente.
Contate le monetine a disposizione, la ragazzina inizia a visionare le storie, in un crescendo di ambiguità, orrore e straniamento che culminerà con l’ultima visione.

Ogni cortometraggio racconta una favola macabra che sovverte le leggi della realtà.
Il primo, “The Hotel”, vede un uomo entrare in un hotel che non riesce più a lasciare; il secondo, “The Champion”, ha per protagonista un lottatore mascherato che si trova a combatte contro la morte. Segue “The Experiment”, in cui un paziente è curato da uno scienziato folle per la sua miopia, mentre in “The Prophet”, ove un uomo senza dimora scopre i segni dell’avvicinarsi all’apocalisse. L’ultima scatola è intitolata “The Girl”: non è mostrato al lettore la pellicola, ma soltanto la reazione della bambina. Continua a leggere

Jonathan Hickman, Nick Dragotta, “East Of West (Voll. 1-3)”

200px-east_of_westSono incappata in questo fumetto assolutamente per caso, cercando qualche graphic novel a me inedita da leggere, e… wow.
Già la trama aveva catturato la mia attenzione, dopo aver letto i primi tre volumi della serie, sono assolutamente conquistata.

L’opera, a firma Hickman e Dragotta, è una singolare miscela di fantascienza, western, post-apocalittico, con elementi tipici della cultura occidentale e ma anche orientale.

La storia è ambientata nel 2064, ma in una timeline alternativa, in cui gli Stati Uniti sono stati divisi in sette nazioni a seguito di un evento apocalittico occorso durante la guerra civile. Hickman fa un lavoro incredibile nella costruzione di questo mondo, ove entrano scena ambientazioni folgoranti, personaggi del più diverso tipo, creature ibride, pistoleri, intelligenze artificiali, mostri interdimensionali… nonché i quattro cavalieri dell’Apocalisse, complotti, missioni segrete, antichi rancori, sete di vendetta, magia, profezie e guerre imminenti. Continua a leggere

Viola Carr, The Diabolical Miss Hyde (Electric Empire, #1)

misshydecoverCi sono dei libri che si possono assaporare solo al momento giusto, ad esempio quando si ha voglia di qualcosa di assolutamente spensierato, leggero e… con un tocco trash.
Eccovi dunque servito The Diabolical Miss Hyde di Viola Carr, primo romanzo della serie Electric Empire.

In una versione alternativa della Londra vittoriana, decisamente steampunk e con pennellate paranormal, alcune donne vengono brutalmente assassinate e smembrate. Eliza Jekyll è determinata a scoprire chi c’è dietro i crimini e, oltre a cercare di risolvere gli omicidi, deve gestire l’arrivo di un nuovo ispettore, Lafayette della Royal Society, che ha il potere di arrestarla al minimo accenno di uso di qualcosa di diverso dalla scienza “normale” – questo perché magia e la stregoneria sono rigorosamente fuorilegge.
Eliza, però, serba un segreto molto più pericoloso: è difatti la figlia del dottor Henry Jekyll – l’uomo che ha realizzato un elisir che lo sdoppia tra due personalità differenti. Ed Eliza ha lo stesso problema, ovvero deve aver a che fare con la presenza del suo alter ego, Lizzie Hyde, benché con l’aiuto di un rimedio sia riuscita a tenerla a bada… Almeno fino ad ora. Proprio in concomitanza con l’inizio delle indagini, infatti, Lizzie è tornata ad essere una presenza ingombrante e persino pericolosa, tanto che la stessa Eliza teme possa essere coinvolta nei crimini che investiga. Continua a leggere