Bloodline (terza stagione)

Per coloro che sono curiosi se la stagione finale di Bloodline sia all’altezza del resto della serie, risponderò sinteticamente: .

Al suo meglio, Bloodline ha trovato è riuscita a giocare e tenere alta la tensione grazie all’intreccio tra dramma morale individuale, conflitti interpersonali e una famiglia che si rivela molto più complessa e cupa di quanto sia all’apparenza.

Ogni personaggio principale è chiamato a chiudere il cerchio con se stesso, a fare i conti finale con la propria coscienza, con il passato e gli altri Raybourn.

Non solo non è facile, ma è un’indagine interiore che richiede una vera discesa nell’abisso, prese di posizione, confessioni e cambiamenti.

La famiglia, già sgretolata, cade a pezzi, così sembra cadere a pezzi la psiche dei protagonisti, in un crescendo che nelle prime puntate si rivela alquanto affascinante.

Gli episodi, oltre a riprendere le fila di quanto lasciato in sospeso, sono caratterizzati da un ritmo alquanto lento, che in alcuni passaggi è perfetto, ha un sapore visionario (soprattutto le immagini legate all’acqua, simboliche e molto intense), trasmette un senso di tormento che arriva a corrodere la lucidità.
Non ci sono più i buoni e i cattivi, tutta la famiglia si rivela per quello che è.

Purtroppo, soprattutto da circa metà stagione, gli episodi iniziano ad annoiare.
Troppi flashback, o comunque eccessivamente lunghi, trama che si dilunga e non ha molto da aggiungere.

Si poteva chiudere con metà episodi in modo più dignitoso.

Sempre grande il cast, gli attori sono eccellenti, riescono a incarnare alla perfezione i sentimenti devastanti e la caduta dall’empireo della famiglia Raybourn.

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Grace & Frankie (Prima e seconda stagione)

grace_and_frankie_netflix_series_jane_fonda_lily_tomlin_sam_waterston_sol_martin_sheen_robert_brooklyn_decker_mallory_june_diane_raphael_brianna_ethan_embry_coyote_baron_vaughn_nwabudike_poster_video_Di solito io non amo particolarmente il genere commedia (più si avvicina al comico, poi, meno lo sopporto), ma ci sono le dovute eccezioni.
Un’eccellente scoperta è stato Grace & Frankie di Netflix.

Grace e Frankie sono due donne di 70 anni, che si conoscono da sempre e che avrebbero pensato di invecchiare con i loro mariti, soci di uno studio legale.
Una sera, in una cena a quattro, i mariti annunciano di essere gay, amanti di vecchia data e di voler divorziare per poi sposarsi. Lo shock delle donne è assicurato, ancor più per il fatto di trovarsi a condividere lo stesso tetto, una volta abbandonata la propria casa, ovvero una proprietà in comune sull’oceano.

Le donne, infatti, a mala pena si sopportano e sono agli antipodi una dell’altra, caratterialmente e come stile di vita.
Improvvisamente, però, sono accomunate da questa tragedia, e benché in modo diverso, con il cuore spezzato, tradito, una vita che sembra ormai inutile.

Eppure è questo dolore che le fa inaspettatamente avvicinare, perché, pur nella loro diversità, sembrano le uniche persone che riescono a comprendersi a vicenda, a sostenersi.
E questo legame, sorprendentemente, diventa sempre più stretto, tanto da rendere le due donne amiche vere, sincere, nonostante le divergenze e le non infrequenti discussioni. Continue reading “Grace & Frankie (Prima e seconda stagione)”

Bloodline (Prima e seconda stagione)

“We’re not bad people, but we did a bad thing.”

4ef54cf0022780a3fe09cfac1d503424Bloodline è una serie tv drammatica a marchio Netflix, caratterizzata da un cast invidiabile, l’ambientazione in una location unica (Florida Keys) e, non da ultimo, capace, grazie anche agli showrunner, di emergere come un’ottima produzione, degna di elogi e premiazioni, e di meritarsi il titolo di una delle migliori produzioni di Netflix stessa.

Perno di tutte le vicende è la famiglia Rayburn: in apparenza una delle più rispettabili famiglie di Islamorada, perfetta e felice… In apparenza, appunto.
Perché quanto torna uno dei fratelli, Danny, le cose iniziano pian piano a cambiare, a stravolgersi, non solo perché Danny è la “pecora nera” della famiglia, ma man mano emergono verità sul passato e presente dei protagonisti che fanno rendere conto che i Rayburn sono una delle più classiche famiglie disfunzionali, di quelle perfette per tale genere di serie drammatiche.

Questo non dia da pensare che la trama sia scontata, perché, anche se la dinamica di base della famiglia disfunzionale è facilmente riconoscibile, i creatori hanno saputo renderla unica e ben calibrata, in un crescendo emotivo e psicologico che rende il meglio soprattutto nella seconda stagione.
Episodio dopo episodio, viene a galla un tragico passato, verità celate, bugie, tradimenti, silenzi, che pesano sempre di più sul presente, facilitando il punto di non ritorno che fa perdere l’equilibrio ai protagonisti, forse facendo emergere un lato di sé represso ma reale. Continue reading “Bloodline (Prima e seconda stagione)”

Serie tv: una carrellata della prima metà del 2015

Purtroppo non ho avuto modo di seguire tutto quello che avrei voluto, ma di seguitò alcuni flash sulle serie che ho visto in questa prima metà del 2015.

Person Of Interest (quarta stagione)
Mi mancano gli ultimi cinque episodi della quarta stagione, che mi è sembrata in genere abbastanza sottotono, soprattutto dopo la magistrale conclusione della precedente.
Magari mi ricrederò vedendo gli ultimi, ma ha iniziato un pochino a stancarmi, soprattutto il solito schema numero + salviamo il personaggio di turno.

The Flash (prima stagione)
Con queste serie non vado molto d’accordo. Pur amando i supereroi, finiscono per stancarmi, come è accaduto con Arrow. Abbandonata circa a metà, non so se avrò voglia di continuare.

iZombie (prima stagione)
Premesso che si tratta di qualcosa di molto (molto) leggero, l’ho trovato un gradevole passatempo. Senza pretese né eccellenze, fa il suo mestiere di intrattenere quando si ha voglia di staccare e guardare qualcosa senza impegno.

The Last man on Earth (prima stagione)
Avendo apprezzato molto la graphic novel, non potevo non dare una chance alla serie.
Visti solo i primi quattro episodi, gradevoli e di sicuro divertenti, tuttavia forse non è troppo nelle mie corde la comicità, alla lunga.
Se avrò tempo, mi piacerebbe finirla, anche questa può essere un riempitivo senza impegno passabile.

How to get away with murder (prima stagione)
Mi ha preso subito e mi è piaciuto, soprattutto la prima metà della serie. L’altra metà è risultata un po’ diluita negli argomenti e talora prevedibile, però non mi è affatto dispiaciuta. Continue reading “Serie tv: una carrellata della prima metà del 2015”

Serie TV: serie che sopravvivono (autunno-inizio inverno 2014)

Dopo le “Serie TV: pilot e prime stagioni autunno 2014”, passo in carrellata le serie delle quali sto proseguendo la visione.

***Attenzione, potrebbero esserci spoiler sulle stagioni precedenti***

The Walking Dead (quarta stagione – in corso)
Sul mitico polpettone zombie si può dire di tutto e di più, che va bene.
Ormai lo seguo per affezione e per curiosità, spesso per farmi due risate sugli espedienti balordi e improbabili che gli sceneggiatori tirano fuori per far proseguire la serie.
Per ora, grandissima Carol, gli altri sono poco o tanto senza patina.

Person Of Interest (quarta stagione – in corso)
Dopo l’epica conclusione della scorsa stagione, in cui tutto veniva ribaltato, i nuovi episodi sono altalenanti.
I meno appassionanti sono quelli che ripetono lo schema “nuovo numero e persona da salvare”, mentre sono più interessanti quelli legati, direttamente o più sottilmente, al contrasto tra Samaritan e The Machine e tutto quanto vi è di annesso. Spero si prosegua soprattutto su questa linea, perché è appassionante e forse lo sviluppo che un po’ tutti attendono.

Ripper Street (terza stagione – in corso)
Fresca fresca appena iniziata e in modo eccellente.
Dopo le varie vicissitudini, che avevano fatto cancellare questa ottima serie inglese e poi salvarla in extremis, tornano le vicende del Commissariato londinese della zona di Whitechapel a fine ‘800.
Già i primi due episodi sono stati ricchissimi di suspense e colpi di scena e la qualità mi sembra degna delle prime due stagioni – forse emotivamente anche più intensa.

Doctor Who (ottava stagione – recentemente terminata, credo)
Lapidatemi, ma non lo reggo più.
Già la scorsa stagione l’ho piantata dopo pochi episodi, questa idem.
Benché il nuovo Dottore, Capaldi, mi piaccia, non reggo minimamente Clara, le puntate non mi coinvolgono, le trovo emotivamente banali e ripetitive.
Se avrò tempo e voglia, recupererò più avanti, ma che fatica – purtroppo.

Boardwalk Empire (quinta e ultima stagione – conclusa)
Fino alla terza stagione, questa serie mi è piaciuta tantissimo. La quarta è stata terribile e quest’ultima sufficiente: alcuni episodi belli e toccanti, ma parecchi momenti noiosi o meh.
Stagione che ha alternato l’epilogo delle vicende a tanti (troppi) flashback sul passato di Nucky, che più che aiutare a comprendere meglio il personaggio, hanno agevolato lo sbadiglio.
Peccato, la adoravo, ma meglio sia finita che rovinare i vecchi ricordi ulteriormente.

Devo ancora iniziare la quarta stagione di The Legend of Korra (un po’ demotivata dalla terza che non mi aveva fatto impazzire), mentre ho perso per strada (volontariamente alcune, altre temporaneamente e che recupererò se avrò tempo) parecchie altre serie che mi avevano stufato.

Serie TV: pilot e prime stagioni autunno 2014

Ho deciso di fare qualche post riassuntivo sulle serie tv vecchie e nuove di quest’autunno, senza però profondermi in presentazioni, analisi e recensioni dettagliate (ci sono ottimi siti che lo fanno) o pretendere di coprire tutto (purtroppo non ho il tempo; ma per questo rimando alla utile tabellina voti di Serialmente), una semplice carrellata di cosa ho visto, seguo oppure ho abbandonato.

Si inizia con le novità.

The Strain (prima stagione terminata)
Iniziato già quest’estate, l’ho trovato molto intrigante, con personaggi memorabili e generalmente un buon horror. Purtroppo non tutte le puntate sono state di buon livello, soprattutto le ultime (e che dire del finale? sigh!) hanno decisamente perso mordente.
Credo seguirò la prossima stagione.
My rating: 7.5/10

Extant (prima stagione terminata)
Anche questa era una novità dell’estate trascorsa ed era partita carica di spunti interessanti e premesse, per annacquarsi in solfe melodrammatiche e un finale banale. Ho retto a stento fino all’ultimo episodio e non vedrò la prossima stagione.
My rating: 5.5-6/10

Outlander (terminata metà della prima stagione, che riprenderà a primavera)
I primi episodi non mi erano dispiaciuti, molto bello il paesaggio e la ricostruzione storica di abiti e scenografie.
Presa dalla curiosità della trama, ho letto il romanzo dal quale è tratto (Outlander di Diana Galbadon) – scorrevole, ma che non mi ha affatto entusiasmato – e da allora ho perso ogni curiosità verso la serie. Vuoi perché sapevo già come proseguiva, poiché ogni puntata era più traboccante di “romance” (sono intollerante), ho spiluccato i vari episodi e non proseguirò a vederla.
My rating: 5/10

Legends (prima stagione in corso)
Ho visto solo i primi due episodi.
Non male, benché si basi su uno schema narrativo consueto e non brilli per originalità.
Forse da recuperare in mancanza di altro, senza pretese.
My rating: 6.5/10

Intruders (prima stagione in corso)
Visto solo il pilot e abbandonata senza rimpianti.
Ci può stare una prima puntata che faccia capire poco per svilupparsi poi, ma non astrusa e poco coinvolgente (= noia).
Mi spiace solo per James Frain.
My rating: 3/10

Gotham (prima stagione in corso)
Serie che sto seguendo e mi piace.
Come già commentato altrove, a onor del vero, non è eccezionale, anzi, direi si attesta su un discreto a livello narrativo.
Bellissima la ricostruzione scenografica della città di Gotham e ottimi i personaggi (e performance) di Seline (Catwoman da adolescente) e Oswald Cobblepot (il Pinguino da giovane).
Anche se non brilla, amo troppo Batman e il suo universo, sono sfacciatamente di parte e la guardo con piacere.
My rating: 7-7.5/10 Continue reading “Serie TV: pilot e prime stagioni autunno 2014”

Halt and catch fire (Prima stagione)

Halt and catch fire è una serie ambientata nei periodi più nostalgici della storia americana (gli anni ’80, recentemente tornati in auge) e si concentra su un momento rivoluzionario, lo sviluppo tecnologico dei computer, in particolare il passaggio dalla costruzione di macchine e relativo sviluppo di software utili solo ad attività prettamente lavorative, a qualcosa che fosse molto più user-friendly, anzi, diventasse per l’utente qualcosa non solo di “utile” e performante, ma anche una parte fondamentale della vita quotidiana e che fosse pure piacevole, dilettevole, esperienziale.

Ambientata nel 1983 in Texas, la storia contrappone gli ingegneri giovani e talentuosi che vogliono portare avanti idee nuove, dall’altra i dirigenti mirano solo al profitto e a standard consolidati. Questo viene esemplificato da questa serie mettendo in scena il cinico ma carismatico Joe MacMillan, ex dirigente IBM, che approda alla Cardiff Electric per lanciare un ambizioso progetto, costruire il primo computer portatile, con un nuovo software e performance di eccellenza.

La trama si sviluppa principalmente intorno ai suoi protagonisti, al loro carattere e alle loro scelte, rivelandosi infine una storia sulla ricerca di se stessi, dei propri sogni e delle proprie ambizioni, in un contesto altamente competitivo e business oriented.
Sta proprio nella capacità dei personaggi di evolversi, capire cosa stanno cercando, essere aperti alla vera innovazione, risultare alla fine vincenti – se non (o non solo) sul mercato, nel portare avanti la vera innovazione. Continue reading “Halt and catch fire (Prima stagione)”