AA.VV., “Propulsioni d’improbabilità”

N.B.: La mia non vuole essere una recensione analitico-stilistica, men che meno un esame dei singoli racconti, tutti meritevoli, ma una riflessione su quanto la lettura nel suo complesso mi ha lasciato.

Shall I project a world?
(Thomas Pynchon)

propulsioni-dimprobabilitacc80-cop-663x900Antologia: hm.
Di più autori: pregiudizievole meh.
Zona 42: bè, allora…
Propulsioni d’improbabilità”: che titolo fico!
Libro preso.

Ammetto che l’incipit sembra partorito da una creatura con QI -273 incrociata con un Vogon (… e ciò mi fa sovvenire dubbi sulla mia reale ascendenza genetica… che spiegherebbe pure molte cose, NdA), ma è quanto mi è passato in testa appena ho scorto l’antologia edita da Zona 42.

A chiunque stia leggendo, subito dico: sbaragliate eventuali pregiudizi e non esitate ad acquistarla subito, ma subito eh, perché è un vero gioiello. E del tutto inatteso, se devo essere sincera.
Non c’è nessun intento di far cassa mettendo insieme pezzi di voci più o meno altisonanti che per l’occasione tirano fuori dal cassetto (o dal cassonetto) qualcosa di mediocre (come purtroppo capita in non poche sillogi di fantastico, soprattutto americane).
Le storie sono davvero ottime, tutte, sia dal punto di vista qualitativo che stilistico, e denotano una maturità narrativa notevole.

Nella prefazione (già il fatto che ci sia una prefazione, oltretutto eccellente, dovrebbe far intuire il valore dell’opera) si spiega come la raccolta abbia alla base un progetto preciso, benché non sia stata fatta alcuna forzatura agli autori. Il risultato è comunque che “i racconti che leggerete hanno legami invisibili tra loro, che non sono stati mai voluti né decisi”. Continua a leggere “AA.VV., “Propulsioni d’improbabilità””

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Julian Fellowes, “Belgravia”

belgravia-9788854512832Julian Fellowes, creatore della celebre serie televisiva Downton Abbey, ha messo a punto un nuovo progetto editoriale – nuovo in ogni senso, anche perché davvero innovativo.

Ispirandosi a The Pickwick Papers, primo libro di Charles Dickens, Belgravia è nato come romanzo a puntate, fruibile tramite una app dedicata che a cadenza regolare ha permesso di acquistarne ogni singola parte in formato digitale (disponibile sia in ebook che audio).
E’ stata una sfida questo progetto, inteso come un’innovazione nel mercato, ma anche una rivitalizzazione della grande tradizione editoriale, uno sposalizio tra le moderne tecnologie e il classico romanzo vittoriano.

Terminata la pubblicazione a puntate, il romanzo è uscito anche in versione unica.

La storia inizia con uno scorcio di un ballo nella Bruxelles del 1815, poco prima della battaglia di Waterloo, con al centro due giovani innamorati, la diciottenne Sophia Trenchard, figlia di un ricco commerciante, e Lord Edmund Bellasis, erede di una delle famiglie più importanti della Gran Bretagna.
Ci si sposa in seguito a Londra, venticinque anni dopo, ove i Trenchard vivono a Belgravia, un quartiere di nuova costruzione edificato dal capofamiglia James, che ha fatto fortuna nel campo dell’edilizia. A poche case di distanza, sorge la dimora dei conti di Brockenhurst, i genitori di Edmund Bellasis, deceduto proprio nella battaglia di Waterloo.
Le due famiglie appaiono tanto distanti per estrazione sociale quanto unite da un segreto custodto per tanti anni, che inaspettatamente diviene oggetto di pettegolezzi nei salotti londinesi e mettendo in moto una catena di eventi non privi di colpi di scena e rivelazioni. Continua a leggere “Julian Fellowes, “Belgravia””

Tyrolin Puxty, “Broken Dolls (Broken Dolls, #1)”

cover-683x1024Che bello quando si riceve una arc e si scopre un romanzo altrettanto piacevole!

Broken Dolls di Tyrolin Puxty è uno YA che mescola spunti sf e distopici, non senza alcune scene che definirei più “inquietanti” che decisamente “horror”.

La protagonista è Ella, una bambola molto particolare, poiché in grado di muoversi e parlare autonomamente, benché incapace di provare vere emozioni e sensazioni.
Ella è una creazione del professore con il quale vive, uno scienziato le cui creazioni sono appunto queste particolari bambole, molto simili a delle IA, che non ricordano nulla della loro vita precedente, se non quanto ha detto loro il Professore stesso, ovvero che prima di arrivare da lui erano “rotte” (broken).

Il mondo di Ella inizia a venire sconvolto quando una nuova bambola, Lisa, il cui carattere è alquanto impertinente, ma soprattutto, dopo essere stata attivata, ha ancora dei flashback del suo passato e vuole ad ogni costo visitare il laboratorio del Professore per sapere la verità sulle “bambole rotte”.

Proseguire a delineare la trama vorrebbe dire svelare alcuni particolari inattesi che lascio ai lettori – basti dire che il climax è tutto in salita e ci saranno molte rivelazioni e prima del finale. Continua a leggere “Tyrolin Puxty, “Broken Dolls (Broken Dolls, #1)””

Chuck Wendig, “Zer0es”

tumblr_ntms19jGGu1rfh2uao1_500Chuck Wendig è un autore che apprezzo molto e del quale ho letto diversi romanzi, pertanto l’uscita del suo ultimo lavoro, Zer0es, techno-cyber-thriller che ruota attorno ad hacker, intelligenza artificiale e cospirazione governativa, mi ha davvero stuzzicata.

Zer0es è essenzialmente un romanzo sull’avanguardia tecnologica e una riflessione di fondo sul suo utilizzo.
La storia racconta di un gruppo eterogeneo di hacker, ciascuno dei quali è stato condannato per crimini informatici, ma che ha la chance di riscattarsi accettando di intraprendere una missione segreta per il governo.
Il gruppo è riunito e portato in un luogo remoto chiamato The Lodge, dove sarà testato, messo alla prova e addestrato per compiere la missione segreta.
Tuttavia, ben presto lo scopo della missione si farà sempre meno chiaro, sarà offuscato e messo a rischio da incursioni di altri hacker (o, meglio, cyber presenze), ma soprattutto l’individualità e il passato di ciascuno dei singoli tornerà a galla e metterà il gruppo a dura prova. Continua a leggere “Chuck Wendig, “Zer0es””

Jeff Lemire, Dustin Nguyen, “Descender, Vol. 1: Tin Stars (Descender, #1)”

Descender, Vol. 1: Tin Stars è il volume che raccoglie le prime sei uscite dell’omonima graphic novel di fantascienza creata da Jeff Lemire (testi) e Dustin Nguyen (grafica).
Qunado ho richiesto l’arc ero incuriosita dalla copertina e dalla trama, ma altrettanto scettica che fosse l’ennesima storia riciclata senza grande verve. Invece, ho scoperto una chicca, il fumetto mi è piaciuto tantissimo sotto ogni punto di vista.

In un lontano sistema galattico (Core Planets), l’unione dei nove pianeti che costituiscono lo United Galactic Council, viene attaccata da una specie di enormi robot senzienti. Il dottor Jin Quon, esperto di robotica, è presente sul pianeta Nyrata durante l’attacco iniziale.
Dieci anni più tardi, un giovane ragazzo di nome Tim si sveglia su Dirishu-6, una colonia mineraria su una luna lontana. Tim, che in realtà è un androide, TIM-21, nonché una reliquia di un tempo remoto prima che gli androidi fossero stati messi fuori legge dallo United Galactic Council, scopre di aver “dormito” per dieci anni e di trovarsi su una colonia ove tutto è ormai morto e in rovina. Non solo, molto è drasticamente cambiato nell’intero spezio dopo l’evento che molti denominano “The Harvesters”. Continua a leggere “Jeff Lemire, Dustin Nguyen, “Descender, Vol. 1: Tin Stars (Descender, #1)””

Torben Kuhlmann, “Moletown”

Moletown di Torben Kuhlmann è un piccolo gioiello: una fiaba pressoché senza testo narrativo di accompagnamento, raccontata soltanto da meravigliose tavole.

Una fiaba, tuttavia, che è anche una metafora capace di affrontare un tema attuale come quello dell’ecosostenibilità, in modo piacevole e affascinante grazie alla esuberante ricchezza visiva.

La storia racconta di una talpa che si insedia a vivere in una tana sotto un prato verde e lussureggiante. Rimase sola per poco, poiché altre talpe presto desiderano possedere una bella casa simile.
Quindi, squadre di talpe-operaie si mettono al lavoro per ampliare la città: tutto grotte spaziose e accoglienti sono progettate e convertite a piccole unità abitative, il progresso tecnico avanza, la vita diviene più veloce, ma lo spazio vitale diventa altrettanto affollato e rumoroso. E inquinato.
Alla fine cosa rimane di tutta questa modernità? Un grigio e sporco deserto industriale. Continua a leggere “Torben Kuhlmann, “Moletown””

Chuck Wendig, “Under the Empyrean Sky (The Heartland Trilogy, #1)”

Chuck Wendig è uno scrittore che apprezzo molto ed ero proprio curiosa di leggere Under the Empyrean Sky, romanzo distopico e YA, target che solitamente è ben lontano dai lettori ai quali egli si rivolge.

Wendig è ovviamente a conoscenza delle tendenze del mercato e nell’imbastire questo libro si capisce che ne ha tenuto ben conto; troviamo, infatti, elementi caratterizzanti il genere quali il governo opprimente, adolescenti sulla soglia dell’età adulta, l’inizio di un triangolo amoroso, un evento che mette sottosopra la vita dei giovani, la lotta o rivolta contro gli oppressori.
Fin qui, sembra dunque che l’autore si si cimentato in un’operazione di mercato, cosa che si denota anche dall’adattamento dello stile a un pubblico più giovane – qui mancano le peculiarità che fanno amare Wendig, ossia la violenza, le immagini forti e dirette, il linguaggio scurrile (il tutto, ovviamente, mai fine a se stesso), o, meglio, sono molto, molto diluite e leggere. Continua a leggere “Chuck Wendig, “Under the Empyrean Sky (The Heartland Trilogy, #1)””