Only Lovers Left Alive (2013)

Ero molto scettica se guardare questo film o meno, temevo di trovarmi davanti l’ennesimo paranormal romance senza nulla di interessante da trasmettere.
Dopo aver letto pareri “di fiducia” incoraggianti, ho tentato la visione.

Il film è molto particolare e si discosta affatto dal genere vampiresco adolescenziale che ha distrutto secoli di nobile narrativa horror.

La trama in sé è molto semplice da riassumere: Adam (Tom Hiddleston) è un vampiro, stanco del mondo contemporaneo in cui vive, che si è auto relegato in una grande casa a Detroit, dedicandosi quasi solo a comporre musica. Sempre più d’umor cupo, inizia a pensare anche al suicidio. Avendo captato che qualcosa turba il marito, arriva al suo fianco la compagna di sempre, Eve (Tilda Swinton), lasciando la sua abitazione a Tangeri.
Per poco i due si ritrovano e stanno insieme, fino a quando non arriva la sorella di lei, Eva (Mia Wasikowska) a portare guai e a distruggere l’idillio. Continue reading “Only Lovers Left Alive (2013)”

Snowpiercer (2013)

Snowpiercer, film del regista coreano Joon-ho Bong, arrivato al cinema di recente e bistrattato dalla distribuzione italiana (sigh!), è un adattamento del fumetto francese Le Transperceneige.

Siamo nell’anno 2031 e la storia è ambientata in un futuro postapocalittico, allorché la terra sta vivendo una nuova glaciazione e gli ultimi superstiti si trovano a bordo dello Snowpiercer, treno altamente tecnologico e piccolo ecosistema autosufficiente, che grazie a un motore eterno, continua a viaggiare intorno al mondo e garantire al contempo la sopravvivenza della specie umana – una sorta di novella arca di Noè, insomma.

Gli abitanti del treno conducono stili di vita disparati a seconda della loro collocazione sul veicolo − quelli davanti sono i più benestanti, che vivono nel lusso, fino a coloro che sono situati in coda, sottoposti a un’esistenza terribile, povera e di oppressione.
Il treno, in sostanza, è stato concepito come un microcosmo che rispecchia, semplificandola, la stratificazione che esiste nelle società capitalistiche contemporanee − il ricco nella parte anteriore, i poveri nella parte posteriore, una serie elaborata di porte per dividerli in modo da mantenere il sistema sotto controllo.
Saranno (ovviamente) gli occupanti della coda, guidati da Curtis, dopo aver subito l’ennesima angheria, a insorgere e tentare di prendere il controllo del treno. Continue reading “Snowpiercer (2013)”

Her (2013)

Her era nella mia watchlist ben prima che vincesse, meritatamente, l’Oscar 2014 come miglior sceneggiatura e devo dire che è davvero un film di altissimo livello, ricco di contenuti, spunti di riflessione, toccante e coinvolgente.

La scena di apertura è significativa di quello che ci aspetta.
Un uomo sta dettando al computer una lettera d’amore, tanto profonda e sincera, quanto il tono dell’uomo appare distaccato. È un effetto straniante, disarmante.
Allorché si allarga l’inquadratura e si susseguono le scene, si capisce che Theodore Twombly (Joaquin Phoenix), questo il nome del protagonista, non sta scrivendo per sé, ma lo fa per lavoro, presso la sede di un sito web chiamato BeautfulHandwrittenLetters.com.
Se questa scoperta mette in pace la logica che non capiva l’estraniamento iniziale, qualcosa dentro rimane, non ci si capacita di come parole così dense possano scaturire meramente per dovere e si sospetta che dietro l’atteggiamento composto ma che cela una inconfessabile tristezza di Theo ci sia molto di più.

Her è una sorta di film di fantascienza, ambientato in un futuro non troppo lontano, che combina alcuni progressi tecnologici futuristici ma è incentrato anche sull’uomo.
Il tutto sullo sfondo di una Los Angeles estremamente affascinante, con suoi cieli ingrigiti dallo smog, i suoi scintillanti grattacieli che di notte sembrano i diodi di un gigantesco computer, gremita di persone, ognuna delle quali che segue il proprio percorso assorta sul proprio smartphone e sul mormorio dei propri auricolari, una vasta marea solipsistica di umanità. Continue reading “Her (2013)”

La vita di Adèle (2013)

Ultima pellicola di Abdellatif Kechiche, premiata con la Palma d’Oro al Festival di Cannes, La Vita di Adèle è un film spiazzante.
Sì, spiazzante ma non per l’ardire dei temi trattati, bensì per la profondità, la bellezza, l’intensità che questo film riesce a manifestare.

La storia è ispirata alla graphic novelLe Bleu est une couleur chaude” di Julie Maroh, ma il regista trae solo spunto dal fumetto (bello, originale e coraggioso nell’affrontare il tema dell’omosessualità, benché troppo succinto), in quanto l’impianto cronologico e il nome della protagonista vengono cambiati, ogni nota di gusto per il melodrammatico affatto cassata, gli eventi attualizzati e lo spessore delle due protagoniste e della storia stessa portata a livelli eccellenti.

Nelle tre ore di pellicola, tra silenzi, musica, dialoghi a volte intensi e altre molto scarni, il centro della macchina da presa è sempre principalmente il volto e il corpo di Adèle, quasi a volerne tracciare ogni espressione o moto emotivo, regalandoci un’analisi senza filtri di questa adolescente che vedrà la sua vita sconvolta dall’amore per Emma.
La storia è idealmente suddivisa, come suggerisce il sottotitolo originale, “Chapitre 1 & 2“, in due parti: la prima dedicata all’educazione sentimentale e alla formazione sessuale di Adèle, la seconda alla fine dell’idillio, alla maturità. Continue reading “La vita di Adèle (2013)”

Europa Report (2013)

Film di fantascienza indipendente e a low budget, Europa Report si conferma una storia d’eccezione, di alto livello qualitativo per i suoi contenuti.

Il film è trae spunto dalla scoperta nel 2011 dell’acqua sotto i ghiacci di Europa, il quarto satellite naturale del pianeta Giove, e racconta la storia di una spedizione spaziale alla ricerca di ulteriori prove al riguardo, in particolare per verificare se possa esserci qualche forma di vita prelevando dei campioni di superficie e materia sotterranea.

Già entro i primi 10 minuti, si capisce che la missione ha avuto un esito diverso dalle attese, forse addirittura tragico, allorché l’equipaggio perde tutte le comunicazioni con la Terra.
A poco a poco, viene rivelato cos’è accaduto, la lotta degli astronauti e scienziati a bordo per sopravvivere all’ignoto, attraverso una narrazione in forma di documentario che alterna news televisive, interviste personali con gli scienziati che hanno finanziato la spedizione, filmati di quanto accaduto che consistono in una sorta di found footage (registrazioni fatte a bordo della nave spaziale o direttamente dal casco delle tute).

Grazie a questa tecnica di montaggio e alla bravura del cast, si assiste, impotenti e rapiti, alle ultime ore della missione e del destino dei singoli astronauti a bordo.

Oltre al modo in cui il film è strutturato, che rende la storia estremamente realistica quasi stessimo assistendo a un reale documentario, colpisce la specificità del gergo scientifico utilizzato, benché mai diventi oscuro o incomprensibile al pubblico. Continue reading “Europa Report (2013)”

Carrie (2013)

Lo presagivo avendo sbirciato alcune recensioni e il pronostico negativo è stato confermato: il remake di Carrie (tratto dal celeberrimo romanzo di Stephen King e portato sullo schermo mirabilmente da Brian De Palma) è pressoché inguardabile.

Non c’è praticamente nulla in questa pellicola: viene ripresa fedelmente la trasposizione di De Palma, ma solo dal punto di vista delle scene e sequenze, poiché il film manca di originalità, spessore, non spicca alcuna performance né tanto meno vengono sviscerati i temi portanti (una adolescente tormentata da angherie e violenza psicologica).

La trama di questo nuovo Carrie è identica a quello della precedente pellicola; a parte un paio di scene, non c’è davvero nulla , a livello narrativo, per distinguere questo film dall’originale. Contemporaneamente, però, è molto peggio.
Infatti, non si respira nemmeno per un attimo un senso di inquietudine, timore oppure orrore, tutto scorre assolutamente in maniera piatta.
Nemmeno Chloë Moretz e Julianne Moore sembrano essere le brave attrici che hanno altrove dimostrato di essere, la loro recitazione è spenta, non convince. Continue reading “Carrie (2013)”

Belle e Sébastien (2013)

È il momento dei remake nostalgici (sintomo che l’età galoppa?): dopo il film di Capitan Harlock, ecco sullo schermo Belle e Sébastien, che non potevo perdere (sono corsa il fine settimana scorsa appena uscito), sempre in nome della mia infanzia più che per motivi oggettivi.

Belle et Sébastien è un romanzo di Cécile Aubry che narra di un bambino di sei anni di nome Sébastien e del suo cane Belle, che vivono in un villaggio delle Alpi francesi vicina alla frontiera con l’Italia. Sébastien vive con il nonno adottivo, poiché la madre, una rom, è morta dopo averlo dato alla luce nel tentativo di attraversare il confine il giorno di San Sebastiano.
Dal romanzo è stata tratta una serie televisiva francese nel 1965 e una versione anime giapponese all’inizio degli anni ‘80.

Arriviamo quindi a quest’ultima versione cinematografica, che punta ad un pubblico prevalentemente familiare, benché l’ambientazione nel 1943, in pieno periodo bellico e nazista, e l’aggiunta della trama dei fuggitivi (spesso ebrei) che cercano di valicare le montagne verso la neutrale Svizzera, sono elementi che danno una tinta più impegnata alla pellicola. Continue reading “Belle e Sébastien (2013)”