Ted Chiang, “Stories of Your Life and Others”

223380Dopo la visione dell’eccelso film Arrival, era d’obbligo leggere questa raccolta di Ted Chiang!

Nelle mani di Chiang, la fantascienza diviene davvero “letteratura di idee“, speculativa, nel solco della tradizione dei grandi del genere ma con temi assolutamente nuovi, contemporanei, dirompenti.
Complesse questioni linguistico-glottologico, matematica, fisica forniscono il gancio narrativo per raccontare storie che fanno riflettere, partendo sempre comunque dall’uomo, quasi da un profondo senso di rinnovato (o nuovo) umanesimo, tanto che anche i più astrusi voli pindarici filosofici diventano risonanza emozionale, intessuti strettamente con la vita e l’interiorità dell’individuo.

Nell’universo di Chiang, questo umanesimo è inscindibile dalla razionalità, dalla scienza. Questo non fa sì che i personaggi siano distaccati o freddi, anzi, Chiang nel delinearli fa capire che è il razionalismo stesso che li rende umani, capaci di emozioni e di introspezione, e questa concezione lega tutte le storie. Continua a leggere “Ted Chiang, “Stories of Your Life and Others””

Viola Carr, The Diabolical Miss Hyde (Electric Empire, #1)

misshydecoverCi sono dei libri che si possono assaporare solo al momento giusto, ad esempio quando si ha voglia di qualcosa di assolutamente spensierato, leggero e… con un tocco trash.
Eccovi dunque servito The Diabolical Miss Hyde di Viola Carr, primo romanzo della serie Electric Empire.

In una versione alternativa della Londra vittoriana, decisamente steampunk e con pennellate paranormal, alcune donne vengono brutalmente assassinate e smembrate. Eliza Jekyll è determinata a scoprire chi c’è dietro i crimini e, oltre a cercare di risolvere gli omicidi, deve gestire l’arrivo di un nuovo ispettore, Lafayette della Royal Society, che ha il potere di arrestarla al minimo accenno di uso di qualcosa di diverso dalla scienza “normale” – questo perché magia e la stregoneria sono rigorosamente fuorilegge.
Eliza, però, serba un segreto molto più pericoloso: è difatti la figlia del dottor Henry Jekyll – l’uomo che ha realizzato un elisir che lo sdoppia tra due personalità differenti. Ed Eliza ha lo stesso problema, ovvero deve aver a che fare con la presenza del suo alter ego, Lizzie Hyde, benché con l’aiuto di un rimedio sia riuscita a tenerla a bada… Almeno fino ad ora. Proprio in concomitanza con l’inizio delle indagini, infatti, Lizzie è tornata ad essere una presenza ingombrante e persino pericolosa, tanto che la stessa Eliza teme possa essere coinvolta nei crimini che investiga. Continua a leggere “Viola Carr, The Diabolical Miss Hyde (Electric Empire, #1)”

Katherine Arden, “The Bear and the Nightingale”

the-bear-and-the-nightingale-coverRussia, folklore, realismo magico, lande sperdute e innevate: potevano questi ingredienti non attirare la mia attenzione?
Così sono arrivata al romanzo di Katherine Arden, The Bear and the Nightingale, che è a dir poco magnifico e stupefacente.

Stupisce innanzitutto per due aspetti (ho scorso più volte la nota biografica dell’autrice per sincerarmi di aver compreso bene): è un romanzo d’esordio, benché sia limato e calibratissimo, e l’autrice non ha origini russe, ha studiato tale cultura e vi ha soggiornato per un periodo nemmeno troppo lungo – eppure l’atmosfera e le sensazioni sembrano uscire direttamente dalle storie tradizionali di quel paese.

Si capisce che sono stata rapita da questo libro, che ho amato davvero tantissimo. Eppure ero pure un po’ scettica, perché l’hype attorno alla sua uscita e i paragoni con scrittori di fantastico altisonanti spesso risulta essere anticamere di una delusione, più o meno cocente.

The Bear and the Nightingale racconta la storia di Vasilisa, comunemente chiamato Vasya, la cui famiglia vive nel nord della Russia, tra lande desolate e immense foreste. E ‘una vita dura, dagli inverni rigidi e spietati, ma anche un luogo in cui ancora vivono le tradizioni, la cultura antica, il credo nelle creature ultraterrene e nella magia. Continua a leggere “Katherine Arden, “The Bear and the Nightingale””

Louise O’Neill, “Solo per sempre tua”

1462522085_51fhnulzkpl-_sx322_bo1204203200_Dato che ormai da parecchio tempo fatico ad affrontare narrativa YA, ho approcciato con circospezione Solo per sempre tua (Only ever yours) di Louise O’Neill, tentata dalle impressioni positive di persone fidate.

La lettura, invece, è stata una piacevole sorpresa e mi sono trovata di fronte a un romanzo davvero forte per quanto riguarda i contenuti. Inoltre, devo dire che questo potrebbe essere un romanzo sì YA, ma non indistintamente, in quanto porta con sé parecchie riflessioni.

La base della trama è un mondo post-apocalittico, con una popolazione mondiale drasticamente diminuita che per arginare il fenomeno ha riformato la società.
Questa nuova compagine sociale ha radicalmente riconfigurato la figura della donna: essa è progettata e plasmata soltanto per essere la moglie perfetta, da ogni punto di vista – estetico, caratteriale e riproduttivo. Le donne che esulano da tali canoni durate il periodo di formazione hanno la possibilità di diventare concubine anziché mogli, altrimenti dedicarsi alla formazione delle future “donne”.

Protagonista è freida, di 16 anni, età critica in quanto è il momento di svolta per una ragazza, affronta il suo ultimo anno di formazione e poi potrà essere scelta.
La scelta viene fatta da giovani di pari età, che devono assolvere ai loro ruoli di compagni e provengono dalle più diverse estrazioni sociali, quelle più basse e quelle più aristocratiche.

Una buona parte della storia è incentrata sulla routine di queste ragazze: controllo del peso, scelta dell’outfit e trucco perfetto, assegnazione di un punteggio all’aspetto, lezioni di come rimanere sempre composte, serene, sorridenti, accondiscendenti.
Queste sezioni non sono affatto noiose o fini a se stesse, in quanto, pagina dopo pagina, fanno rabbrividire, pensando a un fine della propria esistenza solo ad accettare passivamente il maschio da cui si viene scelte, esserne sottomesse, mettere al mondo figli, essere perfette fisicamente.
L’individuo femminile non esiste, bensì deve mirare e essere programmato secondo uno standard fisso, ideale. Continua a leggere “Louise O’Neill, “Solo per sempre tua””

My Year in Books (2016)

Eccomi al classico bilancio libresco di fine anno, in super sintesi (il tempo è poco e la tecnologia ultimamente mi sta abbandonando su ogni fronte).

Nel 2016 ho letto un numero complessivo di testi pressoché equivalente all’anno precedente, in realtà di pochissimo superiore.
Il numero di racconti singoli è più o meno il medesimo, diminuiti i fumetti.

Relativamente ai generi, il 2016 è stato dedicato non molto al fantastico, mentre gialli e storici hanno fatto da padroni. Non è stata una scelta propriamente voluta, ma quest’anno mi sono semplicemente meno sentita in sintonia con certi generi rispetto ad altri.
In decisivo calo la narrativa YA, che, salvo poche eccezioni, reggo poco.

Ho letto libri che mi sono piaciuti molto, ma in generale lo standard delle letture si è mantenuto sul discreto. In parecchi casi sono stata io a sentirmi poco in empatia con la storia.

Le mie nuove scoperte che mi hanno conquistato sono tre autrici:
– Elizabeth Jane Howard
– Ami McKay
– Sarah Waters

I miei libri notable reads del 2016 sono qui.
In particolare, segnalo:
– Hanya Yanagihara, Una vita come tante
– Don DeLillo, Zero K
– Kathleen Grissom, The Kitchen House
– Thomas Pynchon, Mason & Dixon
– Emma Cline, The Girls
– Alexander Chee, The Queen of the Night
– Daphne du Maurier, Rebecca la prima moglie
– Winifred Watson, Un giorno di gloria per Miss Pettigrew
– Chimamanda Ngozi Adichie, Americanah
– Katherine Arden, The Bear and the Nightingale

Le attese per il 2017 (data di uscita certa… altrimenti ci sarebbe Martin in testa!):
– Robin Hobb, Assassin’s Fate (The Fitz and the Fool, #3)
– V.E. Schwab, A Conjuring of Light (Shades of Magic, #3)
– Chuck Wendig, Thunderbird (Miriam Black, #4)

Altri dettagli sono nel “My Year in Books”.

Buone letture e ricordate di non esaurire mai… la tbr!

Cherie Priest, “The Family Plot”

25543181The Family Plot, ultimo romanzo di Cherie Priest, è classificabile come una sorta di southern gothic-horror.

Al centro della trama c’è Dahlia Dutton, messa a capo del recupero di una vecchia casa nel Tennessee, venduta dalla misteriosa Augusta Withrow, che fin da subito sembra non raccontare tutta la verità sulla magione e i terreni che la circondano.
Attorno a Dahlia ruotano gli altri componenti della famiglia, come il padre, cugino Bobby, il figlio Gabe e anche collaboratore Brad.

Fin dalla prima visita alla casa, tutti sembrano pensare che ci sia qualcosa di strano; difatti strani eventi iniziano a verificarsi subito dopo che tutti arrivano. Dahlia è la prima coinvolta, percependo qualcosa di irresistibile e tremendo ed essendo la prima a sperimentare esperienze spettrali terrificanti.

Da questo momento la casa stessa diventa una dei protagonisti della vicenda, misteriosamente avvolta nel suo passato, dalle persone che vi abitarono prima e dalle tragedie ivi accadute, così come le emozioni che hanno fatto sì che i fantasmi vi fossero ancorati. Queste emozioni – dolore, risentimento, rammarico – sono palpabili.

Tutti i personaggi sono ben descritti e sviluppati psicologicamente, in primis Dahlia, la sua fragilità emotività, come gestisce i suoi problemi e la sua morale di fronte a decisioni difficili. Lei è un personaggio affascinante, complesso. Continua a leggere “Cherie Priest, “The Family Plot””

Kiersten White, “And I Darken (The Conquerors Saga, #1)”

9780552573740Da diverso tempo mi sono disaffezionata ai romanzi YA, soprattutto perché davvero, sempre più, ripropongono la stessa solfa in salse poco diverse oppure, se vi è qualche spunto innovativo, devono infarcirlo di cliché.
Di quelli che leggo, ne trovo pochi degni di apprezzamento e And I Darken di Kiersten White è decisamente uno di quelli.

Per prima cosa non teme di essere feroce e cupo, come suggerisce il titolo. Anche se non riesce del tutto a scostarsi dai parametri imposti del genere, riesce comunque a essere un libro intrigante e con una protagonista strepitosa.

Lo spunto per la trama è storico, benché – come chiaramente detto anche dall’autrice – revisionato per creare una storia nuova.
Ambientato nel XV secolo tra Impero Ottomano e le terre della Valacchia e dintorni, il romanzo si concentra su due dei figli di Vlad l’Impalatore, Lada Dragwyla e suo fratello minore Radu, che vengono portati via dalla loro terra natia e ceduti dal padre alle corti ottomane come garanzia politica.
Lada è un personaggio complicato quanto affascinante. E’ sprezzante, indipendente, sanguinaria, crudele, non vuole affatto diventare una “dama”, ma una guerriera e regina.
Radu è il suo opposto, al maschile. Delicato, interessato all’intelletto più che alla forza, bello, piagnucolone, nonché fonte di vergogna per il padre.
Nonostante le differenze e le discordie, fratello e sorella sono molto uniti, e Lada sempre lo difende dai bulli che se ne fanno beffe per la sua mollezza. Continua a leggere “Kiersten White, “And I Darken (The Conquerors Saga, #1)””