Marjorie Liu, Sana Takeda, “Monstress”

monstress_vol1-1Meglio tardi che mai, è questo che ho pensato quando ho iniziato a leggere la graphic novel di Marjorie Liu e Sana Takeda, Monstress, uscita per la Image Comics: una lettura brillante, ricca di storie stratificate, che appaga sia per il contenuti che per l’apparato grafico.

La storia è ambientata in un mondo popolato da umani, ibridi, mezzosangue magici e streghe malvagie, incentrandosi sulla protagonista, Maika, una umanoide con un passato oscuro e un presente torturato. In lotta con una congrega di streghe che usano la forza vitale dell’Arcanico per alimentare le arti maligne, il viaggio di Maika si snoda attraverso un modo cupo, fatto di schiavitù, razzismo, orrori di guerra, personaggi meravigliosi, eccentrici, strani, buoni e cattivi.

Non era semplice spiegare un universo tanto variegato e ricco di eventi e personaggi come quello di questo fumetto, eppure la Liu ci è riuscita abilmente, alternando passaggi drammatici, narrativi, flashback, senza mai appesantire la storia. Qualche momento di disorientamento è inevitabile, ma subito si trovano appigli per capire cosa stiamo leggendo e quale filone stiamo seguendo. Continua a leggere “Marjorie Liu, Sana Takeda, “Monstress””

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Thomas Ott, “Cinema Panopticum”

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Mi piace l’horror, non perché mi spaventi (per nulla), ma per una sorta di gusto per il macabro, di attrazione per il ripugnante.
Purtroppo oggi le produzioni del settore sono per lo più superficiali e scialbe, c’è ben poco di ben costruito, che spicchi per contenuti e originalità.

Cinema Panopticum di Thomas Ott credo possa essere annoverato tra quanto valido di considerazione, pur essendo un breve fumetto muto (non compaiono dialoghi), è in grado di insinuare uno strisciante senso di inquietudine, far rabbrividire nelle sue semplici tavole in bianco e nero.

Una ragazzina vagabonda per una fiera o parco di divertimenti, finché non si imbatte in un tendone ove campeggia l’insegna “Cinema Panopticum”.
Incuriosita, entra e si trova davanti, disposte circolarmente, cinque postazioni, ciascuna per un film differente.
Contate le monetine a disposizione, la ragazzina inizia a visionare le storie, in un crescendo di ambiguità, orrore e straniamento che culminerà con l’ultima visione.

Ogni cortometraggio racconta una favola macabra che sovverte le leggi della realtà.
Il primo, “The Hotel”, vede un uomo entrare in un hotel che non riesce più a lasciare; il secondo, “The Champion”, ha per protagonista un lottatore mascherato che si trova a combatte contro la morte. Segue “The Experiment”, in cui un paziente è curato da uno scienziato folle per la sua miopia, mentre in “The Prophet”, ove un uomo senza dimora scopre i segni dell’avvicinarsi all’apocalisse. L’ultima scatola è intitolata “The Girl”: non è mostrato al lettore la pellicola, ma soltanto la reazione della bambina. Continua a leggere “Thomas Ott, “Cinema Panopticum””

Jonathan Hickman, Nick Dragotta, “East Of West (Voll. 1-3)”

200px-east_of_westSono incappata in questo fumetto assolutamente per caso, cercando qualche graphic novel a me inedita da leggere, e… wow.
Già la trama aveva catturato la mia attenzione, dopo aver letto i primi tre volumi della serie, sono assolutamente conquistata.

L’opera, a firma Hickman e Dragotta, è una singolare miscela di fantascienza, western, post-apocalittico, con elementi tipici della cultura occidentale e ma anche orientale.

La storia è ambientata nel 2064, ma in una timeline alternativa, in cui gli Stati Uniti sono stati divisi in sette nazioni a seguito di un evento apocalittico occorso durante la guerra civile. Hickman fa un lavoro incredibile nella costruzione di questo mondo, ove entrano scena ambientazioni folgoranti, personaggi del più diverso tipo, creature ibride, pistoleri, intelligenze artificiali, mostri interdimensionali… nonché i quattro cavalieri dell’Apocalisse, complotti, missioni segrete, antichi rancori, sete di vendetta, magia, profezie e guerre imminenti. Continua a leggere “Jonathan Hickman, Nick Dragotta, “East Of West (Voll. 1-3)””

Torben Kuhlmann, “Armstrong: A Mouse on the Moon”

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Lo straordinario Torben Kuhlmann torna con un meraviglioso nuovo libro illustrato, Armstrong: A Mouse on the Moon.

In questa storia tornano due protagonisti già presenti nel primo libro dell’autore/illustratore, Lindbergh: The Tale of a Flying Mouse, ovvero i topi e l’ingegneria spaziale.

Questa volta, il piccolo roditore protagonista è determinato ad ogni costo a realizzare il suo sogno: visitare la Luna.
Nessuno ha mai fatto una cosa simile prima, ma lui è determinato a tentare: prima studia come poter costruire l’astronave e la tuta spaziale, poi fa delle rocambolesche prove…
Fino a coronare il suo sogno: il nostro piccolo topolino riesce a raggiungere la Luna e a piantarvi fiero la propria bandiera, pioniere assoluto di una simile avventura.
La storia si chiude in modo alquanto simpatico e a chiudere il libro c’è una breve storia dell’astronomia.

Le tavole di Kuhlmann sono magiche, il suo gusto per dettagli, colori, particolari unico, un realismo che si fonde con l’aura fiabesca che caratterizza ogni scena.

Le tavole sono organizzate sia come storia e album di ricordi, in modo che il lettore possa seguire passo dopo passo i progressi e le avventure del protagonista, emozionarsi con lui. Continua a leggere “Torben Kuhlmann, “Armstrong: A Mouse on the Moon””

“The Misadventures of Grumpy Cat, #1”

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Il volume raccoglie le prime tre uscite del fumetto dedicato a uno dei gatti più celebri della rete, la mitica Tard, nonché la Grumpy Cat.

Insieme a Pokey, Grumpyna è alle prese con una serie di differenti avventure, tutte graziose e divertenti, benché non eccessivamente profonde.
Vi sono incursioni in case stregate, feste di Halloween e Natale, scherzi al cane, momenti di routine quotidiana, atti da supereroi, tutti visti secondo la prospettiva felina.
Le storie sono brevi e scorrevoli e sono davvero un piacevole intrattenimento, abbastanza ingenuo e leggero, nulla più.

Lo stile artistico delle diverse mani si nota ed è un aspetto gradevole: le tavole assumono una propria personalità, pur lasciando sempre riconoscibili i protagonisti di base.
I colori sono brillanti, le figure tridimensionali, l’ambientazione resa molto bene.

Nonostante il cinismo (qui mai eccessivo, tuttavia, né volgare) della micia protagonista, la storia è adatta a un pubblico di ogni età: adulti fan di Tard, come bambini che si divertono con storie buffe con protagonisti animali.

Il target adatto ritengo siano principalmente proprio i fan di Grumpy Cat, che non possono farsi sfuggire l’occasione di vedere un proprio idolo a fumetti.
Anche se le storie sono senza pretese, semplici, forse in fondo fini a se stesse, sono gradevoli e intrattengono, strappando un sorriso.

My rating: 4.5/5

The Misadventures of Grumpy Cat, #1
Ed. Dynamite Entertainment

*Ringrazio l’editore e Netgalley per avermi dato una copia dell’opera necessaria alla stesura di questa recensione*

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Ultime letture

Jeff VanderMeer, “Authority: A Novel” (Southern Reach, #2)
Se il primo libro non mi era dispiaciuto (con qualche “ma”), questo mi è risultato piuttosto noioso, una fatica portarlo alla fine.
Incentrato sulla figura di Control e appesantito da troppi flashback, alla fine non dà risposte e aggiunge poco al senso della trilogia.
My rating: 2.5-3/5

Elizabeth von Arnim, “Una donna indipendente”
È il mio primo approccio a questa scrittrice e il giudizio è completamente positivo.
Il romanzo si svolge in forma epistolare, ma riesce a dare una visione completa dei personaggi, della loro individualità, dei paesaggi, della storia stessa.
Rose-Marie, la protagonista, mi è piaciuta moltissimo: solo nelle prime pagine dà l’impressione di comportarsi come l’ennesima innamorata insulsa, dopo dà prova di vera personalità e carattere.
My rating: 4.5/5

Elizabeth von Arnim, “Il circolo delle ingrate”
Come per il precedente, il romanzo è ben scritto e uno dei suoi pregi che caratterizzano la Von Arnim è la ricerca psicologica dei suoi personaggi principali, in particolare legata al contesto sociale.
Questa storia non mi ha fatto impazzire, soprattutto perché non sopportavo la protagonista, Anna, e per il finale che mi ha lasciato un po’ perplessa.
My rating: 3.5/5

Stefan Zweig, “Lettera di una sconosciuta”
Bello, delicato e toccante.
Nella sua brevità, questa “lettera” riesce a coinvolgere a fondo qualunque lettrice, perché tutti, in varie forme e tempi, abbiamo amato senza essere né corrisposti né riconosciuti.
Straordinario come Zweig riesca a cogliere alcuni aspetti dell’animo femminile, mettendone a nudo con un lirismo apparente semplice il dolore atroce, la rabbia, ma anche la profondità.
Stupendo.
My rating: 4.5-5/5 Continua a leggere “Ultime letture”

Jeff Lemire, Dustin Nguyen, “Descender, Vol. 1: Tin Stars (Descender, #1)”

Descender, Vol. 1: Tin Stars è il volume che raccoglie le prime sei uscite dell’omonima graphic novel di fantascienza creata da Jeff Lemire (testi) e Dustin Nguyen (grafica).
Qunado ho richiesto l’arc ero incuriosita dalla copertina e dalla trama, ma altrettanto scettica che fosse l’ennesima storia riciclata senza grande verve. Invece, ho scoperto una chicca, il fumetto mi è piaciuto tantissimo sotto ogni punto di vista.

In un lontano sistema galattico (Core Planets), l’unione dei nove pianeti che costituiscono lo United Galactic Council, viene attaccata da una specie di enormi robot senzienti. Il dottor Jin Quon, esperto di robotica, è presente sul pianeta Nyrata durante l’attacco iniziale.
Dieci anni più tardi, un giovane ragazzo di nome Tim si sveglia su Dirishu-6, una colonia mineraria su una luna lontana. Tim, che in realtà è un androide, TIM-21, nonché una reliquia di un tempo remoto prima che gli androidi fossero stati messi fuori legge dallo United Galactic Council, scopre di aver “dormito” per dieci anni e di trovarsi su una colonia ove tutto è ormai morto e in rovina. Non solo, molto è drasticamente cambiato nell’intero spezio dopo l’evento che molti denominano “The Harvesters”. Continua a leggere “Jeff Lemire, Dustin Nguyen, “Descender, Vol. 1: Tin Stars (Descender, #1)””