Ivan Doig, “L’ultima corriera per la saggezza”

Nel suo ultimo romanzo, L’ultima corriera per la saggezza, Ivan Doig torna nel suo luogo del cuore, il ultima_corrieraMontana, per narrare un incantevole racconto on the road ambientato negli anni ’50.

Protagonista è un ragazzino, Donny, da sua nonna in un ranch, che si ritrova spedito dai parenti nel Wisconsin, quando la nonna si ammala. Il ragazzo parte prendendo il bus che attraversa tutto il paese, quello della Greyhound, con la grande scritta rossa che campeggia sul lato, e non senza timori ma anche un certo spirito di avventura inizia il suo lungo viaggio.
Quello che subito appare chiaro è che Doig, oltre al protagonista, vuole delineare un ampio cast di personaggi che saltano salgono e scendono: suore e pastori ubriachi, poliziotti e truffatori, soldati diretti in Corea, cameriere sognanti e indiani corpulenti.

Arrivato dalla zia Kate, per il protagonista inizia un periodo non facile, colmo di conflitti e frustrazioni che culminano con la fuga di Donny, il suo ritorno in viaggio, ma questa volta non da solo, bensì con un amico, un vecchio marinaio con un occhio solo di nome Herman. Insieme percorrono tutto l’ovest, affrontando diverse avventure ed esperienze fino al limitare dell’autunno. Continua a leggere

Gaston Bachelard, “La poetica dello spazio”

la-poetica-dello-spazioLa poetica dello spazio di Gaston Bachelard (1958) è un’inchiesta fenomenologica sul significato dei topoi legati allo spazio che si trovano in poesia, spazi intimi come una casa, un cassetto, un comò, e spazi di ampia estensione come panorami e boschi.

Nel capitolo di apertura Bachelard tenta di tracciare come avvenga la ricezione dell’immagine poetica nella coscienza soggettiva, una ricezione che richiede una grande apertura e una focalizzazione sul momento, sull’essenza, trascurando la transitorietà. La casa, in particolare, è, per Bachelard, l’oggetto fenomenologico per eccellenza, nel senso che questo è il luogo in cui l’esperienza personale raggiunge la sua epitome, tanto che egli procede a esaminare la casa come una sorta di manifestazione dell’anima attraverso le immagini letterarie che si trovano nella poesia: i luoghi della casa sono luoghi di intimità e memoria che si manifestano nella poesia. Bachelard spiega che la potenza dell’immagine poetica è particolarmente importante poiché è qualcosa che precede il pensiero cosciente, non richiede conoscenza, è il prodotto diretto dell’anima. Questo rapporto diretto della poesia con la realtà, per Bachelard, intensifica la realtà degli oggetti percepiti. Continua a leggere

Susan Stokes -Chapman, “Pandora”

pandoraDa quando era stata annunciata l’uscita di Pandora di Susan Stokes-Chapman, le aspettative erano altissime.

Innanzitutto la copertina è a dir poco splendida, curata nei minimi dettagli, gli elementi presenti sono le chiavi di lettura della storia e vengono rielaborati insieme in modo elegante e armonioso.
Poi la trama, l’ispirazione al mito classico di Pandora raccontato ai tempi della Londra georgiana…

Si può immaginare, quindi, che abbia intrapreso la lettura con fervida trepidazione e le prima pagine, le prime immagini mi avevano davvero catturato.

L’ambientazione in particolare è subito accattivante. La Londra del 1799 è altrettanto affascinate, descritta tale da far respirare il senso dell’epoca, non senza un tocco di mistero, così come l’Emporio di Antichità Esotiche dei Blake, sembra davvero di aggirarsi tra reperti veri o fasulli, polverosi e ammalianti.

Anche la protagonista, Dora, è un personaggio che subito ispira simpatia per la sua peculiarità, il suo carattere, il suo amore per il mondo antico e il suo creare monili luccicanti e originali ad esso ispirato, non da ultimo Hermes, il suo fedele corvo.

Poi… Ecco, inizia il poi. Continua a leggere

Matsuo Bashō, “Lo stretto sentiero del profondo Nord”

Ha inizio la poesia
del profondo Nord
canto di risaia.

978885843858higLo stretto sentiero del profondo Nord è un breve libro che raccoglie parte delle impressioni del viaggio che Bashō intraprese nel 1688, verso la fine della sua vita, in un territorio all’epoca quasi selvaggio, comunque pericoloso.

La bellezza e la storia dei luoghi forniscono grande ispirazione alla sua penna, così troviamo non solo prosa, ma anche bellissimi versi a intervallare i resoconti. Tuttavia, non sono solo le bellezze della natura che egli nota. Attraverso montagne, campi e templi in rovina, Bashō lamenta il passare del tempo e in una miscela di prosa e poesia, il poeta riesce a cogliere il carattere distintivo dei luoghi che attraversa, il vero spirito del luogo, ma accanto alla varietà anche ciò che è temporaneo e mutevole – temi a lui sempre cari.

L’autore ha una eccezionale capacità di rendere distintamente ogni luogo visitato, ad esempio le rovine del castello, gli alberi contorti, i villaggi sconosciuti e le famose isole di pini, lasciando sempre trasparire il suo stato d’animo e le sue riflessioni.

Le rovine della tenuta della famiglia Fujiwara, ad esempio, non sono solo un momento di mestizia, ma anche una riflessione sulla storia, altro tema importante nel libro, della transitorietà del tutto, compresi i sogni e le ambizioni di antichi guerrieri. Continua a leggere

Leo Perutz, “Di notte sotto il ponte di pietra”

cover_9788866328261__id1877_w480_t1478604272__1x“Nell’autunno dell’anno 1589, quando nel ghetto di Praga imperversava la grande moria di bambini, due miseri buffoni ingrigiti, che vivacchiavano divertendo gli ospiti ai matrimoni, se ne andavano per Belelesgasse, che da Nicolasplatz porta al cimitero ebraico. […]
Era immerso nella luce lunare, silenzioso e immobile come il misterioso fiume Sambation, le cui onde si fermano nel giorno del Signore. Le pietre bianche e grigie si appoggiavano l’una all’altra, come se non potessero portare da sole il peso degli anni. Gli alberi innalzavano i loro spogli rami verso le nuvole del cielo come in un lamento folle.”

Era da tanto che mi ripromettevo di leggere Leo Perutz e, complice aver visto un piccolo borgo con un suggestivo ponte di pietra, mi è sovvenuto il titolo di questo libro e ho capito che era il momento di conoscere il grande scrittore ceco.

Magia.
Fin dall’incipit sono rimasta incantata dalle parole, dalla vividezza di immagini e sensazioni, dal fantastico che si insinua nel reale con quotidianità e naturalezza. Continua a leggere

Robert Nathan, “Nina”

Nina, Nina… Chi è Nina, questa giovane fanciulla che con passo leggero, si aggira nella casa dello scrittore Edward Granville, e tra quel verde incontaminato e le scogliere ventose?

Il romanzo di Robert Nathan conta meno di 130 pagine ma è pura poesia, onirico, intenso, surreale… Mi ha “incantato” (… il termine non è casuale).

Michael Robb, giornalista e aspirante autore, si reca a Stonecliff a casa del noto e ormai anziano scrittore Edward Granville, per raccogliere appunti per scriverne un’autobiografia.
Nella grande casa sull’oceano, Michael trova, oltre allo scrittore, non la moglie, Virginia, ma una bellissima e strana ragazza, Nina.

Fin da subito il protagonista è incuriosito, affascinato da questa figura femminile, e inizia ogni tipo di elucubrazione su chi lei possa essere e sul rapporto che la leghi al padrone di casa.
Quale segreto nasconde la giovane? Continua a leggere

Silvia Moreno-Garcia, “Mexican Gothic”

È possibile, oggi, scrivere un romanzo gotico che sia accattivante senza scadere solo in banalità?

Ebbene, Silvia Moreno-Garcia, col suo Mexican Gothic, ha dato risposta a questa domanda in modo assolutamente positivo.

Nel romanzo ci imbattiamo infatti in tutti i classici elementi del genere – una famiglia che nasconde oscuri segreti, antenati violenti e misteriosi, la cugina malata, una casa tetra infestata da presenze… Ma nella storia c’è molto di più, a partire dall’inedita cornice, il Messico dei primi anni ’50, alla protagonista affatto originale.

Personaggio principale è Noemí Taboada, una giovane donna bella, facoltosa, estroversa e intraprendente, appassionata di antropologia tanto da voler studiare questa materia all’università. Continua a leggere