Ian Manook, “Yeruldelgger. Morte nella steppa (Yeruldelgger, #1)”

Ciascuno vive con le sue paure, per quanto pensi di essere coraggioso.

yeruldelgger-light-674x1024Di romanzi gialli con protagonisti ispettori più o meno improbabili o inusueti ce ne sono ormai a bizzeffe, ciò che fa la differenza è quanto l’autore riesca a dar vita a personaggi credibili, non scontati, a coinvolgere il lettore emotivamente.

Ian Manook con Yeruldelgger. Morte nella steppa, primo della serie, è di sicuro riuscito in quest’intento, fosse solo per aver ambientato la storia in Mongolia, cosa assolutamente originale. A dire il vero, è proprio ciò che mi ha attratto, avevo voglia di un sapore diverso, di vedere come si muovesse un mondo tanto distante dal nostro calato in un genere così occidentale.

La trama inizia con il ritrovamento del corpo di una bambina sepolta con il suo triciclo nel mezzo della steppa e, da tutt’altra parte, in un magazzino, dei cadaveri di tre cinesi crudelmente seviziati.
Due indagini apparentemente disgiunte, via via si intrecceranno e avranno risvolti impensabilmente pesanti e inattesi per i personaggi coinvolti.

Lo stile di Manook è estremamente gradevole e scorrevole, il libro si legge rapidamente. I capitoli sono spesso brevi, danno un’impressione di attesa, di scatto verso la scena successiva. E non mancano i colpi di scena inaspettati, quelle svolte nella vicenda coraggiose, che le classiche politiche commerciali osteggiano. Continua a leggere “Ian Manook, “Yeruldelgger. Morte nella steppa (Yeruldelgger, #1)””

Bloodline (Prima e seconda stagione)

“We’re not bad people, but we did a bad thing.”

4ef54cf0022780a3fe09cfac1d503424Bloodline è una serie tv drammatica a marchio Netflix, caratterizzata da un cast invidiabile, l’ambientazione in una location unica (Florida Keys) e, non da ultimo, capace, grazie anche agli showrunner, di emergere come un’ottima produzione, degna di elogi e premiazioni, e di meritarsi il titolo di una delle migliori produzioni di Netflix stessa.

Perno di tutte le vicende è la famiglia Rayburn: in apparenza una delle più rispettabili famiglie di Islamorada, perfetta e felice… In apparenza, appunto.
Perché quanto torna uno dei fratelli, Danny, le cose iniziano pian piano a cambiare, a stravolgersi, non solo perché Danny è la “pecora nera” della famiglia, ma man mano emergono verità sul passato e presente dei protagonisti che fanno rendere conto che i Rayburn sono una delle più classiche famiglie disfunzionali, di quelle perfette per tale genere di serie drammatiche.

Questo non dia da pensare che la trama sia scontata, perché, anche se la dinamica di base della famiglia disfunzionale è facilmente riconoscibile, i creatori hanno saputo renderla unica e ben calibrata, in un crescendo emotivo e psicologico che rende il meglio soprattutto nella seconda stagione.
Episodio dopo episodio, viene a galla un tragico passato, verità celate, bugie, tradimenti, silenzi, che pesano sempre di più sul presente, facilitando il punto di non ritorno che fa perdere l’equilibrio ai protagonisti, forse facendo emergere un lato di sé represso ma reale. Continua a leggere “Bloodline (Prima e seconda stagione)”

Ultime letture

Daniel Abraham, “The Spider’s War (The Dagger and the Coin, #5)”
Uno dei romanzi che maggiormente attendevo, quale conclusion della saga.
Purtroppo è stata una parziale delusione.
L’altissimo livello dei precedenti viene solo parzialmente confermato, ma mi aspettavo molto di più.
La storia è troppo lineare e soprattutto scontata, senza grandi eventi, vera suspense o cambi di rotta – elementi che avrebbero reso il libro degno della saga.
La trama prosegue sui binari già tracciati, allungando la storia per diventare un libro intero.
Peccato.
My rating: 4/5

Susanna Calkins, “A Murder at Rosamund’s Gate (Lucy Campion Mysteries, #1)”
Giallo storico.
Interessante l’ambientazione londinese del secondo Seicento, un po’ diversa dal solito.
Lo sfondo storico non è solidissimo, se ne hanno solo alcuni squarci, avrei preferito un maggiore dettaglio.
Buona la trama e il mistero.
My rating: 3.5-4/5

Victoria Thompson, “Gaslight Mystery, #1-6”
Giallo storico, primi sei romanzi della serie.
Ambientati a New York verso fine Ottocento, ho trovato questi libri ben strutturati e scritti.
Buona caratterizzazione dei personaggi, in particolare dei protagonisti, dell’ambiente sociale e del contesto storico generale.
Buona la narrazione e come prosegue, molto accattivante nel complesso.
Pur rientrando nel genere dei cozy mystery, il contesto è pretesto per approfondire l’interiorità dei protagonisti, le relazioni tra loro, nonché tutto quanto vi gravita attorno – forse questo è quanto risulta più avvincente e meglio riuscito.
My rating: 4/5

Brian Staveley, “The Last Mortal Bond (Chronicle of the Unhewn Throne, #3)”
Altra uscita che attendevo, quale ultimo libro della trilogia scoperta e molto apprezzata lo scorso anno.
E altra mezza delusione!
A livello di stile, nulla da eccepire, Staveley si dimostra solido e sempre più maturo.
Purtroppo, ho trovato lacunose altre parti sostanziali, in primis la trama.
La storia, ormai al terzo e ultimo libro, dovrebbe focalizzarsi sui protagonisti e personaggi principali e arricchirsi, invece spesso è tirata di lungo e ripetitiva.
Così, persino alcuni personaggi risultano meno scolpiti e incisivi.
Adare, che ho odiato dalla prima pagina, qui è molto più fievole e annacquata.
Kaden, a parte ripetere sempre i suoi mantra, non progredisce.
Valyn è già più interesssante, così come Talal, Annick e Gwenna.
L’ultima parte del romanzo si fa più avvincente e si riscatta un po’, ma nel complesso mi aspettavo molto di più.
My rating: 3.5-4/5

Jacey Bedford, “Winterwood (Rowankind, #1)”
Premesse intriganti, una storia piratesca!
Invece, pur essendoci i pirati, man mano prende più spazio l’aspetto paranormal, l’immancabile romance… E via via un appiattimento generale sia dei personaggi che della storia (già rimossa per scarso interesse).
My rating: 2.5/5

Cat Winters, “The Steep & Thorny Way”
Retelling (molto rimanipolato) di Amleto, in salsa YA/ambientazione americana/storico.
Non mi è piaciuto molto, personaggi poco convincenti e coinvolgenti, storia un po’ trita e ritrita sui temi cari all’autrice.
Avevo apprezzato molto i suoi due primi romanzi, inseguito mi sembra aver perso incisività.
My rating: 2.5/5

Kim Newman, “Anno Dracula (Anno Dracula, #1)”
Dal lato della trama, il romanzo mi è piaciuto pur senza farmi impazzire, ma sul versante delle idee, della ricerca e dei riferimenti meta letterari è fantastico.
In parte è un retelling di Dracula, ma alla storia viene data una diversa direzione, soprattutto segue quanto sarebbe accaduto dopo la fine del romanzo di Stoker.
Tantissimi i riferimenti ad altri personaggi letterari dei romanzi gothic/horror di fine ‘700/’800, che vengono citati o fatti rivivere.
My rating: 3.5/5

Elizabeth von Arnim, “Mr Skeffington”
Altro bel romanzo della Von Arnim, ove analizza l’interiorità di una donna, che ha sempre vissuto nell’agio e attorniata da uomini e dalla società bene grazie anche alla sua straordinaria bellezza.
L’età, tuttavia, ha iniziato a cambiare le cose, e la donna deve affrontare se stessa, una nuova realtà e soprattutto i mostri che iniziano ad affliggerla (la solitudine, l’invecchiamento).
Grandissima autrice che riesce davvero ad analizzare l’umanità in modo eccezionale.
My rating: 3.5-4/5

C.S. Harris, “Why Mermaids Sing (Sebastian St. Cyr, #3)”
Questa serie (sempre gialli storici) si sta confermando davvero molto buona.
Buono stille, trama solida e coerente, interessante la componente mystery, ma soprattutto viene dato spazio ai personaggi e alla componente sociale, elementi che fanno la differenza in questo tipo di libri (che altrimenti sarebbero tutti uguali e davvero insulsi).
Molto interessante anche un colpo di scena davvero inatteso, una scelta coraggiosa che rende ancor più intrigante la serie.
My rating: 4/5

Bernard Cornwell, “Stonehenge”
Storico che romanza la costruzione del celeberrimo tempio/monumento.
Alcuni aspetti, quelli più realistici storicamente, sono interessanti, altri mi hanno lasciata perplessa (ad esempio avrei preferito maggior vicinanza alle fonti storiche per quanto riguarda la religione).
Nonostante la lunghezza, il libro si legge scorrevolmente e gradevolmente, tuttavia non sono riuscita ad empatizzare con nessuno dei personaggi, alcuni dei quali avrei preferito fossero sviscerati in modo più complesso.
My rating: 3.5/5

Sara Sheridan, “Brighton Belle”

25852904Brighton Belle di Sara Sheridan è un romanzo mystery storico.
La storia è ambientata nel 1951, in Inghilterra, e la protagonista è Mirabelle Bevan, ex membro dei servizi segreti che ora lavora come segretaria in un’agenzia di recupero crediti, la McGuigan & McGuigan.

Bert Jennings si rivolge all’agenzia per il recupero di un debito di un rifugiato ungherese, per la precisione una donna, Romana Laszlo, in stato di gravidanza. In assenza del titolare, Mirabelle inizia a lavorare al caso e presto scopre che la sua esperienza si rivela utile anche nel suo nuovo ruolo, presto con l’aiuto dell’improvvisata investigatrice Vesta Churchill.
Il caso del debito presto si rivela molto più complesso, una storia di prostituzione, frode, riciclaggio, truffe, appoggio ad alcuni ex nazisti tedeschi, omicidi.

Brighton Belle è una storia che si muove a una certa velocità, si concentra sulla trama e viene raccontata attraverso il punto di vista onnisciente.

La trama inizialmente è intrigante, tuttavia diviene man mano più prevedibile, la tensione non raggiunge mai un vero apice e la risoluzione di alcune scene di tensione si rivela anti-climatica.
Inoltre, il fatto di aggiungere misteri stratificati e nuovi avvenimenti, invece di arricchire la storia, la congestiona un po’.
Ci sono stati un paio di momenti di sorpresa costruiti in modo arguto, però il libro, dopo i primi capitoli, soffre proprio per le numerose trame che alla fin fine non hanno una vera focalizzazione o direzione, e si amalgamano al resto in maniera frettolosa. Continua a leggere “Sara Sheridan, “Brighton Belle””

Ultime letture

José Saramago, Le intermittenze della morte
Un romanzo un po’ diverso da quelli ai quali Saramago ci ha abituato. Soprattutto la prima parte ha un carattere di analisi generale, quasi sociologica dell’agire umano, delle relazioni (personali e non).
Interessante punto di vista e spunto narrativo, l’ho letto con attenzione, ma non ha saputo davvero coinvolgermi.
My rating: 3/5

Alexander Lernet-Holenia, Un sogno in rosso
Trovo sempre affascinante leggere della Russia, vuoi del suo passato che del suo presente, ha sempre qualcosa di terribile e al contempo di misteriosamente magico.
Questo libro è uno scorcio sul periodo russo dalla Rivoluzione Russa al dopoguerra, ma si concentra su alcuni personaggi oggetto di una inesplicabile profezia di un altrettanto enigmatico soggetto, chiamato Anachin.
Attraverso lo scorcio delle vite coinvolte, viene presentata la storia di un paesenella sua crudezza, violenza, ma anche sentimenti intimi, non senza un alone di mistero, magia, sguardo al futuro che dà disperazione e speranza.
Molto particolare e interessante.
My rating: 4/5 Continua a leggere “Ultime letture”

Ultime letture

Inauguro questi nuovi post per elencare le ultime letture concluse – data la mia pigrizia/mancanza di tempo nel recensire, almeno posso segnalare cosa mi è piaciuto o meno.
Dall’elenco rimangono esclusi eventuali testi recensiti in post appositi e racconti.

Jonathan Stroud, The Hollow Boy (Lockwood & Co., #3)
Terzo capitolo della saga urban fantasy Lockwood & Co., ambientato in una Londra che di notte è infestata da vari tipi di presenze spettrali e fantasmi, che gli agenti delle varie agenzie cercano di fermare.
Stroud è straordinario da ogni punto di vista, come nel gestire la trama e i personaggi (strepitosi e indimenticabili) e nella fantasia che dispiega per immergerci in scenari fantastici e talora inquietanti.
In questo romanzo i protagonisti sono alle prese con nuovi casi, ma sono anche cresciuti, i rapporti tra loro si fanno più complessi ma anche profondi, così come il terrore che minaccia Londra dovrà far comprendere che l’alleanza con altre agenzie è d’obbligo.
Bellissimo, avvincente, fantastici personaggi. Ho letto che ce ne sarà un altro e non vedo l’ora di leggerlo.
My rating: 4.5/5 Continua a leggere “Ultime letture”

Serie tv: una carrellata della prima metà del 2015

Purtroppo non ho avuto modo di seguire tutto quello che avrei voluto, ma di seguitò alcuni flash sulle serie che ho visto in questa prima metà del 2015.

Person Of Interest (quarta stagione)
Mi mancano gli ultimi cinque episodi della quarta stagione, che mi è sembrata in genere abbastanza sottotono, soprattutto dopo la magistrale conclusione della precedente.
Magari mi ricrederò vedendo gli ultimi, ma ha iniziato un pochino a stancarmi, soprattutto il solito schema numero + salviamo il personaggio di turno.

The Flash (prima stagione)
Con queste serie non vado molto d’accordo. Pur amando i supereroi, finiscono per stancarmi, come è accaduto con Arrow. Abbandonata circa a metà, non so se avrò voglia di continuare.

iZombie (prima stagione)
Premesso che si tratta di qualcosa di molto (molto) leggero, l’ho trovato un gradevole passatempo. Senza pretese né eccellenze, fa il suo mestiere di intrattenere quando si ha voglia di staccare e guardare qualcosa senza impegno.

The Last man on Earth (prima stagione)
Avendo apprezzato molto la graphic novel, non potevo non dare una chance alla serie.
Visti solo i primi quattro episodi, gradevoli e di sicuro divertenti, tuttavia forse non è troppo nelle mie corde la comicità, alla lunga.
Se avrò tempo, mi piacerebbe finirla, anche questa può essere un riempitivo senza impegno passabile.

How to get away with murder (prima stagione)
Mi ha preso subito e mi è piaciuto, soprattutto la prima metà della serie. L’altra metà è risultata un po’ diluita negli argomenti e talora prevedibile, però non mi è affatto dispiaciuta. Continua a leggere “Serie tv: una carrellata della prima metà del 2015”