Willy Valutin, “Motel Life”

cover-motel-life-scaled-1I romanzi di Willy Vlautin sono uno scandagliare il peggiore inferno dell’animo umano, quei meandri eternamente irrisolti che portano i protagonisti a un’evitabile spirale di autodistruzione.

Motel Life non fa affatto eccezione, è un’ode spietata e disperata all’autolesionismo, al succedersi di cataclismi impassibili in cui due fratelli, Frank e Jerry Lee, infrangono la legge in Nevada e ne subiscono le conseguenze. Frank giace svenuto nella sua stanza di un motel a Reno quando suo fratello irrompe nella camera, mezzo nudo e in lacrime, per dirgli che ha appena investito e ucciso un adolescente con la sua auto. Anche Jerry Lee è ubriaco, ancora più ubriaco di Frank, quindi di chiamare la polizia non se ne parla. I due decidono allora di spostare il corpo e abbandonarlo.

Inizia a questo punto il girovagare disperato e parossistico dei due fratelli, sia insieme che soli, nel disperato tentativo di non venire individuati come colpevoli. Tuttavia, ciò che l’evento scatena davvero in loro, è tumulto emotivo che fa sgorgare tutto il loro mal di vivere, il passato, l’infanzia perduta, il mancato raggiungimento degli obiettivi e l’incapacità di ricostruire a questo punto una vita, ma di lasciarsi andare allo sbando.

Non c’è vera condanna da parte dell’autore, la sua scrittura è lucida, spietata, non senza un tocco di partecipazione emotiva e malinconia, nel descrivere il malessere, il disagio dei suoi personaggi, sempre in contrasto con una disperata voglia di vivere, di riprovare… Ma di base, i suoi personaggi non sono in grado di elaborare a fondo il proprio lutto interiore, di rimettersi in gioco a nuove condizioni e pertanto finiscono per compiere gli stessi gesti o precipitare nelle medesime situazioni che li fanno fallire.

Anche in questo romanzo, inoltre, emerge la realtà della provincia americana, nella sua semplicità per nulla edulcorata: piccolo mondo spietato, chiuso in se stesso, crudo, che non lascia scampo a chi o riesce a fuggire ed eccellere o sa essere un gretto nessuno integrato.
Non per nulla questa vita di motel in motel, non vere case, stanze sporche, bettole provvisorie, occupate senza anima per poco tempo da un susseguirsi di anonimi, dà perfettamente l’idea di questa società che in apparenza scorre, senza radici, dagli occhi spenti, tutta più o meno uguale – disperatamente uguale.

Col suo stile piano ma ferente e cinematografico, Valutin ci regala un altro bel romanzo che porta a interrogarci su cosa sia davvero il fallimento e la caduta nella vita, se uno e più episodi anche segnanti che cambiano tutte le prospettive siano la fine di tutto, oppure se non sia possibile la capacità di riadattarsi, fluire, trovare l’ultima forza in se stessi anche in un percorso diverso.

My rating 4/5

Willy Valutin
Motel Life
Ed. Jimenez
Trad. Gioia Guerzoni

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...