Delphine De Vigan, “Giorni senza fame”

9788804645955_0_0_1602_80È complesso parlare di un romanzo il cui argomento principale coinvolge da vicino, tocca personalmente.

Giorni senza fame è il primo romanzo di Delphine De Vigan, allora pubblicato sotto pseudonimo, ed è un racconto biografico della sua anoressia, in particolare dei tre mesi di ricovero ospedaliero a cui si affidò per cercare di iniziare a guarire.

Il libro è breve, essenziale.
Forse a molti può sembrare addirittura un po’ asciutto, banale (che vocaboli dolorosi, in questo contesto!): non vi sono massime assolute, indottrinamenti, né scene costruite per far ridondare emozioni artefatte.

C’è Laure e il suo corpo. Il suo corpo che diviene un nemico, da mettere a tacere, da sfinire fino allo stremo. Da ridurre al minimo, no, meno, da far scomparire. Così forse scomparirà anche lei e qualcuno noterà che non c’è più. Oppure non interesserà a nessuno che lei esista o meno.

Quando Laure arriva al punto di non ritorno, qualcosa scatta in lei. Un campanello d’allarme?
Chiamatela resilienza, biologico attaccamento alla vita, ma si rende conto che deve cambiare o rischia di morire davvero.

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Goran Bregović in concerto a Verona

Una deflagrazione di musica, passione e carisma, ecco cos’è Goran Bregović.

Per la prima volta a Verona, nell’affascinante cornice del Teatro Romano, il musicista ha deliziato, intrattenuto, fatto commuovere e ballare il pubblico, di ogni età, che affollava l’arena.

Goran Bregović, bosniaco, influenzato dall’infanzia trascorsa a Sarajevo, ove entrò a contatto con tutte e tre le culture, nazionalità e religioni che formavano (e formano) la Bosnia ed Erzegovina, rimase sempre affascinato dalle potenzialità espressive della commistione di tradizioni differenti.

È stato una sorta di rock star nell’ex Jugoslavia negli anni Settanta e Ottanta, per poi iniziare la carriera di compositore di musiche cinematografiche.
Oltre a questo, tuttavia, continuò nelle proprie sperimentazioni musicali, dando vita a brani di genere indefinibile, che mescolano tradizione del proprio paese, suggestioni jazz e rock e neo classiche, e musiche gitane, non senza talora attingere anche da spunti di altri paesi.

Fu spesso molto criticato per questa “combinazione”, in particolare per il fatto di non essere gitano e utilizzare sonorità della loro musica tradizionale solo per motivi commerciali.
Bregović si è sempre difeso sostenendo che una certa sensibilità di quel popolo la ritrovava anche nel proprio Paese. Continue reading “Goran Bregović in concerto a Verona”

(A)live in Berlin: appunti di viaggio

Jpeg

Sono da poco tornata da un breve viaggio a Berlino: sono stati due giorni e mezzo a dir poco magnifici e mi sono innamorata follemente di questa città.

Intanto non me la aspettavo minimamente così com’è: già questo è positivo, perché ciò che sa sorprendere, incuriosire ed è da scoprire è sempre meglio di qualcosa di scontato o che corrisponde a (vane) aspettative.

Per quanto sia magnificente nei suoi monumenti storici, non è quello che più mi ha coinvolto, bensì proprio l’atmosfera, le sensazioni, l’energia che emana.
È un luogo vivo, moderno, teso al futuro, che appartiene a chi ci abita e ha voglia di esistere.
Si percepisce una terra intrisa di sangue, dolorosa, ma che oggi costruisce (in tutti i sensi, i cantieri sono innumerevoli) un domani.

Ad ogni angolo c’è qualcosa di particolare, che fa soffermare l’attenzione, in una caleidoscopica commistione tra passato e presente. Continue reading “(A)live in Berlin: appunti di viaggio”