Jonathan Hickman, Nick Dragotta, “East Of West (Voll. 1-3)”

200px-east_of_westSono incappata in questo fumetto assolutamente per caso, cercando qualche graphic novel a me inedita da leggere, e… wow.
Già la trama aveva catturato la mia attenzione, dopo aver letto i primi tre volumi della serie, sono assolutamente conquistata.

L’opera, a firma Hickman e Dragotta, è una singolare miscela di fantascienza, western, post-apocalittico, con elementi tipici della cultura occidentale e ma anche orientale.

La storia è ambientata nel 2064, ma in una timeline alternativa, in cui gli Stati Uniti sono stati divisi in sette nazioni a seguito di un evento apocalittico occorso durante la guerra civile. Hickman fa un lavoro incredibile nella costruzione di questo mondo, ove entrano scena ambientazioni folgoranti, personaggi del più diverso tipo, creature ibride, pistoleri, intelligenze artificiali, mostri interdimensionali… nonché i quattro cavalieri dell’Apocalisse, complotti, missioni segrete, antichi rancori, sete di vendetta, magia, profezie e guerre imminenti. Continua a leggere “Jonathan Hickman, Nick Dragotta, “East Of West (Voll. 1-3)””

Grace & Frankie (Prima e seconda stagione)

grace_and_frankie_netflix_series_jane_fonda_lily_tomlin_sam_waterston_sol_martin_sheen_robert_brooklyn_decker_mallory_june_diane_raphael_brianna_ethan_embry_coyote_baron_vaughn_nwabudike_poster_video_Di solito io non amo particolarmente il genere commedia (più si avvicina al comico, poi, meno lo sopporto), ma ci sono le dovute eccezioni.
Un’eccellente scoperta è stato Grace & Frankie di Netflix.

Grace e Frankie sono due donne di 70 anni, che si conoscono da sempre e che avrebbero pensato di invecchiare con i loro mariti, soci di uno studio legale.
Una sera, in una cena a quattro, i mariti annunciano di essere gay, amanti di vecchia data e di voler divorziare per poi sposarsi. Lo shock delle donne è assicurato, ancor più per il fatto di trovarsi a condividere lo stesso tetto, una volta abbandonata la propria casa, ovvero una proprietà in comune sull’oceano.

Le donne, infatti, a mala pena si sopportano e sono agli antipodi una dell’altra, caratterialmente e come stile di vita.
Improvvisamente, però, sono accomunate da questa tragedia, e benché in modo diverso, con il cuore spezzato, tradito, una vita che sembra ormai inutile.

Eppure è questo dolore che le fa inaspettatamente avvicinare, perché, pur nella loro diversità, sembrano le uniche persone che riescono a comprendersi a vicenda, a sostenersi.
E questo legame, sorprendentemente, diventa sempre più stretto, tanto da rendere le due donne amiche vere, sincere, nonostante le divergenze e le non infrequenti discussioni. Continua a leggere “Grace & Frankie (Prima e seconda stagione)”

Bloodline (Prima e seconda stagione)

“We’re not bad people, but we did a bad thing.”

4ef54cf0022780a3fe09cfac1d503424Bloodline è una serie tv drammatica a marchio Netflix, caratterizzata da un cast invidiabile, l’ambientazione in una location unica (Florida Keys) e, non da ultimo, capace, grazie anche agli showrunner, di emergere come un’ottima produzione, degna di elogi e premiazioni, e di meritarsi il titolo di una delle migliori produzioni di Netflix stessa.

Perno di tutte le vicende è la famiglia Rayburn: in apparenza una delle più rispettabili famiglie di Islamorada, perfetta e felice… In apparenza, appunto.
Perché quanto torna uno dei fratelli, Danny, le cose iniziano pian piano a cambiare, a stravolgersi, non solo perché Danny è la “pecora nera” della famiglia, ma man mano emergono verità sul passato e presente dei protagonisti che fanno rendere conto che i Rayburn sono una delle più classiche famiglie disfunzionali, di quelle perfette per tale genere di serie drammatiche.

Questo non dia da pensare che la trama sia scontata, perché, anche se la dinamica di base della famiglia disfunzionale è facilmente riconoscibile, i creatori hanno saputo renderla unica e ben calibrata, in un crescendo emotivo e psicologico che rende il meglio soprattutto nella seconda stagione.
Episodio dopo episodio, viene a galla un tragico passato, verità celate, bugie, tradimenti, silenzi, che pesano sempre di più sul presente, facilitando il punto di non ritorno che fa perdere l’equilibrio ai protagonisti, forse facendo emergere un lato di sé represso ma reale. Continua a leggere “Bloodline (Prima e seconda stagione)”

Peter S. Beagle, “Summerlong”

summerlongSummerlong, il nuovo romanzo di Peter S. Beagle, è un libro che nonostante la brevità riesce a costruire una storia efficace e coinvolgente, immersa in un tempo narrativo che prende respiro dalla sfera dei sentimenti dei protagonisti, più che essere scandito dal tempo reale.

L’intera storia, infatti, spesso sembra un viaggio introspettivo nei meandri più profondi dei personaggi, più che un susseguirsi di azioni, cosa che potrebbe far risultare l’andamento un po’ lento all’inizio, finché non si è completamente immersi nelle atmosfere che l’autore sa creare.

Questo è proprio il punto di forza che ho preferito, le atmosfere oniriche, rarefatte, spesso dal sapore agrodolce o nostalgico, che riescono a dare alla storia un’aura quasi magica, senza tempo, forse addirittura mitica – e mitica non a caso, dal momento che il mito di Persefone viene citato.

Gran parte di questo merito è dato non solo dallo stile, sempre attendo, ricercato, cesellato nei dettagli, ma anche dall’ambientazione, ovvero l’immaginaria isola di Gardner ove si svolge la storia.
Il paesaggio è descritto con vividezza, ricchezza di colori e trabocca dei sentimenti che i protagonisti riversano verso questo luogo, diventando anch’esso qualcosa di vivo, strettamente legato con la storia dei suoi abitanti. Continua a leggere “Peter S. Beagle, “Summerlong””

Emma Cline, “The Girls”

ForAuthorWebsite.inddIl romanzo di esordio The Girls della giovane Emma Cline da tempo è stato annunciato come un’ottima prova dell’autrice e, dopo averlo letto, confermo che queste non sono voci prive di fondamento a meri scopi commerciali.

Siamo negli anni ’60, in California.
Protagonista è la quattordicenne Evie, bisognosa di attenzione, insicura, che dopo il divorzio dei genitori si sente ancor più estraniata da tutto ciò che la circonda, intrappolata in una monotonia che la soffoca.

Un giorno al parco vede un gruppo di ragazze adolescenti ed Evie sente un’immediata, spontanea e irrazionale ammirazione e attrazione per quelle giovani, soprattutto per la magnetica Suzanne.
Non trascorre molto tempo che Evie conosce il gruppo e inizia a frequentarlo, scoprendo che le persone sono membri di una sorta di comunità (una setta) che vive in un vecchio ranch fatiscente, in collina.
Loro leader indiscusso è Russell, carismatico e instabile, che predica – o, meglio, propaganda – un nuovo tipo di vita che si opponga al capitalismo, al denaro, ai valori morali precostituiti e borghesi.

Evie fin dalla prima volta è ipnotizzata da Russell e ammaliata dallo squallore e dal caos del ranch, e via via viene sempre più coinvolta nella quotidianità della setta/comune, in una spirale di emotività ed eventi che col procedere del romanzo diventano più pericolosi, fuori controllo. Continua a leggere “Emma Cline, “The Girls””

Ultime letture

C.S. Harris, “When Gods Die (Sebastian St. Cyr, #2)”
Se il primo romanzo qua e là tendeva a zoppicare, questo è solido e ben costruito.
La nuova indagine di Sebastian St. Cyr è intrigante, anche perché mescola il mistero ad elementi storici. Inoltre, buona caratterizzazione dei personaggi e ricostruzione dei dettagli dell’epoca.
Davvero godibile.
My rating: 4/5

China Miéville, “This Census-Taker”
Lasciano da parte il nome famoso di chi ha scritto questo romanzo breve, sono abbastanza combattuta: è leggibile, alcune atmosfere sono intriganti (pur nelle loro sfumature talora cupe, inquietanti), ma il senso generale non l’ho capito fino in fondo.
Mi ha dato l’impressione di una bozza ben rifinita oppure una prova di stile, più che di qualcosa di davvero compiuto.
My rating: 3.5/5

Jacqueline Winspear, “Maisie Dobbs (Maisie Dobbs, #1)”
Avevo buone aspettative su questo giallo storico (epoca post prima guerra mondiale), purtroppo disattese.
Il vero mistero è abbastanza flebile, ma non è tanto quello che me lo ha reso pesante.
Metà romanzo è occupato dai trascorsi di Maisie, la protagonista, che ovviamente è –issima in tutto, al limite della perfezione – è dell’insopportabile, per me.
Era partito discretamente, ma i troppi elogi della protagonista alquanto stereotipata e il dilungarsi su tutt’altro, l’hanno reso meh.
My rating: 2.5-3/5

Iginio Ugo Tarchetti, “Fosca”
Romanzo classico italiano scritto da uno degli esponenti della Scapigliatura.
Del periodo e movimento a cui appartiene, ha tutte le caratteristiche: stile melodrammatico, amore impossibile e amore malato, struggimento interiore e psicologico.
Molto bello leggere qualcosa in un italiano aulico e che utilizzi simboli e terminologia chiave come parti integranti della storia, del senso intimo della storia, anzi.
Da questo punto di vista pregevole, ma io orami sono troppo vecchia e arida/disillusa per apprezzare un certo tipo di storia d’amore.
My rating: 3.5/5

Catherynne M. Valente, “Six-Gun Snow White”
Retelling in salsa western di Bincaneve.
Carina la rivisitazione della parte “mitologico-fantastica” degli elementi base della fiaba originaria, ma ultimamente fatico ad apprezzare lo stile della Valente, sembra essere talora fine a se stesso, un bell’esercizio di bravura (lei sicuramente lo è, però…), che tuttavia lascia desiderare dal lato efficacia della trama.
My rating: 3/5

Craig Schaefer, “Harmony Black (Harmony Black, #1)”
Urban fantasy/paranormal investigative.
Il genere mi intriga, ma facilmente può diventare stereotipato, anonimo, monocorde.
Purtroppo questo romanzo l’ho trovato così, buone premesse, ma alla fine mi ha annoiato. Forse si prende troppo sul serio, non riesce a creare personaggi davvero unici – ad esempio, la serie di Harry Dresden, per quanto talora sia un po’ monotona, grazie all’ironia e al suo istrionico protagonista riesce a differenziarsi dalla massa.
Alcune pagine descrittive mi hanno ricordato tantissimo IT.
My rating: 2.5/5

Joyce Carol Oates, “La ragazza tatuata”
Mi piace molto la Oates, come fa risaltare il lato oscuro, la bestialità, la brutalità dietro l’apparenza, anche nelle situazioni esteriormente idilliache o normali.
In questo caso, però, alcune tematiche interessanti (l’influenza del proprio passato, l’interdipendenza o simbiosi, relazioni malate, ecc.), sono offuscate da una prosa non molto fresca e una tendenza al grottesco che non mi ha particolarmente colpito.
Finale a mio parere da dimenticare, tirato inutilmente per le lunghe e che fa perdere carattere al libro e alla protagonista.
My rating: 2.5/5

Michael Dobbs, “House of Cards (Francis Urquhart, #1)”
Titolo noto soprattutto per l’omonima serie (che adoro), con la quale tuttavia condivide alcuni aspetti ma è radicalmente diverso per altri.
La storia è ambientata in Inghilterra, dunque in un mondo politico-sociale ben diverso.
Carattere dei protagonisti e intrighi, però, ci sono tutti.
Nonostante il tema politico in genere non mi piaccia molto, questo romanzo è avvincente e tiene davvero incollati alle pagine.
My rating: 3.5-4/5

Bernard Cornwell, “L’ultimo re (The Saxon Stories, #1)”
Bel romanzo storico, molto solido e accurato nella ricerca.
Le scene sono molto realistiche e crude, i personaggi ben rappresentati e credibili.
Il protagonista cresce attraverso le vicissitudini che attraversa, quasi fossimo davanti a una storia di formazione.
Interessante, leggerò i successivi (che sono tanti, però!).
My rating: 3.5-4/5

Stefan Zweig, “Paura”
In questa novella, Zweig riesce a rendere perfettamente sfaccettata tutta la gamma psicologica della “paura”, intesa come sotterfugio, senso di colpa, attesa, angoscia, fino all’isteria e all’annullamento.
Un ritratto sconvolgente di come alcune emozioni riescono completamente ad annientare una persona.
My rating: 4-4.5/5

Aoi Ink Nymphs Los Angeles

9780764347856Come posso resistere a un libro fotografico dedicato ai tatuaggi?
Appena ho visto questa arc, mi sono fiondata a richiedermela e non smetto di ammirare alcune pagine.

Il libro contiene più di 200 foto artistiche di Nelson Blanton di modelle tatuate del sud della California, un gruppo variegato noto come Ink Nymph.
L’iniziativa ha preso spunto dall’annuale festival “Angels of Ink”, ove si radunano amanti del tatuaggi, di motori, di musica rock e sono presenti piccole imprese locali che supportano la filosofia del biolgico ed eco-friendly.

Le foto presentano un mix tra la bellezza delle modelle, i loro tatuaggi, su uno sfondo di scorci di vita quotidiana di Los Angeles, cosa che dona gli scatti una prospettiva emotiva, più coinvolgente, così da diventare un viaggio nella Los Angeles della cultura alternativa.

Non è un semplice testi dedicato a una raccolta di immagini di tatuaggi, benché se ne vedano di diversi tipi (old e new school, neri o a colori, piccoli ed estesi, ad acquerello, tribali o sfumati, ecc.), ma una celebrazione della bellezza nell’arte: in questo caso la bellezza della donna che è resa qualcosa di unico, una tela che dà valore e al contempo è resa incantevole dall’arte del tatuaggio.

My rating: 5/5

“AOI Ink Nymphs Los Angeles”
Ed. Schiffer Publishing

*Ringrazio l’editore e Netgalley per avermi dato una copia dell’opera necessaria alla stesura di questa recensione*