Nita Prose, “La cameriera”

prose_la-cameriera-fascettaIl debutto di Nita Prose, La Cameriera, è un delizioso cozy mystery che riesce a intrigare a tutti i livelli, dall’ambientazione, alla trama, alla protagonista.

In un lussuoso hotel di città, un ospite giace morto nella sua stanza e la principale sospettata è Molly Gray, un membro del personale delle pulizie la cui devozione al suo lavoro è pari solo dall’amore per la nonna da poco mancata.
Su queste premesse, domina indiscusso il personaggio della protagonista, Molly Grey appunto, neurodivergente e affetta da un disturbo dello spettro autistico, aspetto che non è chiaro subito, ma si evince dal modo in cui lei affronta il mondo, in particolare il lavoro che per la ragazza è un luogo sicuro, la sua zona di comfort, ove ha delle responsabilità e una routine stabile.

Essendo narrato in prima persona, i lettori riescono più facilmente ad addentrarsi nel mondo di Molly, entrando in contatto con la sua psiche e con le cose che la rendono certa e serena – come appunto l’ordine, la pulizia, la ripetizione di gesti abitudinari. Continua a leggere

Károly Kerényi, “Nel Labirinto”

9788833927947_0_424_0_75Ultimamente mi sto dedicando parecchio e con piacere alla saggistica, e tra le letture interessanti trovate c’è Nel Labirinto di Károly Kerényi.

Il tema centrale è appunto quello del labirinto, visto come archetipo, del quale cerca di indagare l’essenza originaria attraverso il mito, essenzialmente di matrice ellenica.

Una caratteristica comune è che questo simbolo ha avuto varie sfaccettature, non tutte ancora completamente indagate e chiarite, fin nelle culture più antiche.

Pare sicuro un riferimento al mondo sotterraneo e un collegamento con Persefone/Arianna, quale stretto nesso tra la vita e la morte, la circolarità del tempo e la rinascita.
Che sia nella classica forma a spirale rotondeggiante o in altre forme geometriche, esso non denota quindi solamente una discesa nel mondo degli inferi, ma può rispecchiare anche il grembo materno, la descrizione della planimetria di un edificio, la traccia di danze rituali, o un’esperienza di giochi infantili. Continua a leggere

Robert Nathan, “Viaggio sul fiume”

viaggio-sul-fiume-robert-nathan-edizioni-di-atlantideSono tornata a Robert Nathan dopo aver letto il suo bellissimo Nina, per valutare se questo autore mi confermava le stesse profonde emozioni della precedente lettura. Ecco che mi sono immersa, allora, nel suo Viaggio sul fiume e le aspettative sono state più che ripagate.

Minerva Parkinson, di mezza età, vive con il marito Henry lungo le rive del Missouri. Quando scopre che non le resta molto da vivere, si risolve di non dirlo al marito, ma decide di acquistare una casa galleggiante e partire con lui per un viaggio lungo il fiume. A un certo punto due persone si uniscono a loro, una giovane donna tormentata, Nora Stephens, e il misterioso Mr. Mortimer.

Quanto in apparenza è lineare una trama simile? Eppure lo stile etereo, il tocco leggero di Nathan, il suo saper evocare in poche parole tutto uno spettro fittissimo e densissimo di sentimenti è straordinario.
Ogni personaggio è un microcosmo che viene in contatto con gli altri, smuovendosi, modificandosi, aprendosi a qualcosa di nuovo. Continua a leggere

Diane Johnson, “Lorna Mott torna a casa”

lorna mott.inddCosa significa “essere a casa”?
Una sensazione che dovrebbe essere scontata, quotidiana, eppure il suo senso profondo a volte sfugge. Capita che pure essendo in luoghi noti, tra le mura ove viviamo quotidianamente, si percepisca un sentore di stridore, di qualcosa che non è esattamente al suo posto, di mancanza.

Questo, insieme alla (utopica?) ricerca della felicità, è il tema principale che attraversa il romanzo Lorna Mott torna a casa di Diane Johnnson.

La storia si apre con una cornice perfetta: la protagonista è in viaggio su un taxi verso la stazione di Lione. Da lì partirà, o meglio tornerà, negli Stati Uniti, sua patria natale, lasciandosi alle spalle un marito e la cittadina quasi fiabesca di Pont-les-Puits dopo ben vent’anni. All’improvviso chiede all’autista di fermarsi per osservare cosa è accaduto al cimitero: un’inattesa colata di fango ha travolto tombe e lapidi, scoperchiando bare e sparpagliando qua e là pezzi di cadaveri.

Una scena che ha un tocco raccapricciante ma rivela già l’ironia di cui l’autrice è capace, ma soprattutto è connotata da un forte senso simbolico.

Fin da subito si percepisce che Lorna è intrappolata tra due mondi. Uno, quello che sta lasciando, è la sua vita in Francia, graziosa e rassicurante, ma che ha finito per starle stretta e non le ha permesso di coltivare la sua professione di storica dell’arte. Senza contare le continue infedeltà del marito.
L’altra, è la vita di prima alla quale in qualche modo sta cercano di tornare, a San Francisco, per tenere conferenze di arte, per stare coi figli orami cresciuti e le loro famiglie ma che lei pensa abbiano ancora bisogno del suo aiuto. Continua a leggere

Ivan Doig, “L’ultima corriera per la saggezza”

Nel suo ultimo romanzo, L’ultima corriera per la saggezza, Ivan Doig torna nel suo luogo del cuore, il ultima_corrieraMontana, per narrare un incantevole racconto on the road ambientato negli anni ’50.

Protagonista è un ragazzino, Donny, da sua nonna in un ranch, che si ritrova spedito dai parenti nel Wisconsin, quando la nonna si ammala. Il ragazzo parte prendendo il bus che attraversa tutto il paese, quello della Greyhound, con la grande scritta rossa che campeggia sul lato, e non senza timori ma anche un certo spirito di avventura inizia il suo lungo viaggio.
Quello che subito appare chiaro è che Doig, oltre al protagonista, vuole delineare un ampio cast di personaggi che saltano salgono e scendono: suore e pastori ubriachi, poliziotti e truffatori, soldati diretti in Corea, cameriere sognanti e indiani corpulenti.

Arrivato dalla zia Kate, per il protagonista inizia un periodo non facile, colmo di conflitti e frustrazioni che culminano con la fuga di Donny, il suo ritorno in viaggio, ma questa volta non da solo, bensì con un amico, un vecchio marinaio con un occhio solo di nome Herman. Insieme percorrono tutto l’ovest, affrontando diverse avventure ed esperienze fino al limitare dell’autunno. Continua a leggere

Gaston Bachelard, “La poetica dello spazio”

la-poetica-dello-spazioLa poetica dello spazio di Gaston Bachelard (1958) è un’inchiesta fenomenologica sul significato dei topoi legati allo spazio che si trovano in poesia, spazi intimi come una casa, un cassetto, un comò, e spazi di ampia estensione come panorami e boschi.

Nel capitolo di apertura Bachelard tenta di tracciare come avvenga la ricezione dell’immagine poetica nella coscienza soggettiva, una ricezione che richiede una grande apertura e una focalizzazione sul momento, sull’essenza, trascurando la transitorietà. La casa, in particolare, è, per Bachelard, l’oggetto fenomenologico per eccellenza, nel senso che questo è il luogo in cui l’esperienza personale raggiunge la sua epitome, tanto che egli procede a esaminare la casa come una sorta di manifestazione dell’anima attraverso le immagini letterarie che si trovano nella poesia: i luoghi della casa sono luoghi di intimità e memoria che si manifestano nella poesia. Bachelard spiega che la potenza dell’immagine poetica è particolarmente importante poiché è qualcosa che precede il pensiero cosciente, non richiede conoscenza, è il prodotto diretto dell’anima. Questo rapporto diretto della poesia con la realtà, per Bachelard, intensifica la realtà degli oggetti percepiti. Continua a leggere

Laura Shepherd-Robinson, “Figlie della notte”

figlie-della-notteNella Londra georgiana del 1782, Caroline Corsham, conosciuta dai suoi amici come Caro, sta aspettando che suo marito, il capitano Harry Corsham, torni a Londra dalla Francia dove è stato inviato per un incarico diplomatico. Una sera Caro è inorridita quando si imbatte nel corpo della sua amica, Lady Lucia, una nobildonna italiana, che è stata pugnalata e lasciata morire. Le autorità londinesi sembrano non avere alcuna intenzione di indagare sull’omicidio, cosa che confonde Caro fino a quando non scopre che la sua amica non era quella che affermava di essere: in realtà era una prostituta conosciuta come Lucy Loveless. Caro, incurante dei possibili pericoli, si fa carico di indagare sulla morte di Lucy e renderle giustizia.

È questo l’inizio e lo spunto di trama di Figlie della Notte, mistery storico di Laura Shepherd-Robinson.

Nel romanzo la principale voce narrante è quella di Caro, a cui si affiancano, in alcuni capitoli, altri personaggi per meglio mostrare la vicenda in modo completo.
Con questa tecnica la trama si arricchisce di punti di vista differenti, rende il mistero più complesso e, anche se a un certo punto, verso il finale, i sospetti sul colpevole sono abbastanza evidenti, ciò non toglie gusto alla lettura e ad approfondire le motivazioni e gli intrighi narrati. Continua a leggere