Delphine De Vigan, “Le ore sotterranee”

9788804608592_0_0_311_80A sera inoltrata, ascoltando le eteree e mistiche musiche di Eivør, cerco le parole per descrivere il mio primo romanzo di Delphine De Vigan, Le ore sotterranee.
Scoperto per caso, ovviamente il titolo è stato una calamita, la quarta di copertina ancor di più.

E sì, saper scolpire il senso di solitudine e la disperazione con classe e incisività è un dono di tanti scrittori francesi, tra i quali anche appunto la De Vigan.

Il romanzo si svolge nel corso di un solo giorno (come in un’opera teatrale classicamente aristotelica), il 20 maggio, giorno che una sensitiva ha predetto a Mathilde, madre, vedova e lavoratrice, sarebbe stato di svolta e durante il quale avrebbe incontrato un uomo speciale.
Mathilde si accinge ad affrontare almeno quella giornata con rinnovata curiosità, sperando in un cambiamento durante un periodo difficilissimo, in particolare sul posto di lavoro, ove da mesi sta subendo un atroce mobbing da parte del suo superiore, Jacques, che la esautora, mette in disparte, umilia pubblicamente.
Prima di uscire di casa, il ricordo di quando sapeva ancora sorridere con la famiglia – scena atroce, momento struggente che fa collidere memoria del passato, l’aspettativa di una speranza forse assurda e il susseguirsi di giornate presenti che cadono via a via a pezzi. Continua a leggere “Delphine De Vigan, “Le ore sotterranee””

Kent Haruf, “Canto della pianura”

haruf_canto_webNegli ultimi tempi ho sentito nominare Kent Haruf un po’ ovunque, quindi ho ritenuto il caso ritentare a leggere uno dei suoi romanzi, Canto della Pianura (dopo il primo che lessi di suo, Our Souls at Night, ero rimasta un po’ incerta).

Canto della Pianura è ambientato nella cittadina americana di Holt, tipicamente provinciale, ove tutti pressoché si conoscono. Le persone che vi abitano sono sostanzialmente semplici, nel bene e nel male, ovvero nel fatto di essere di buon cuore, generosi, oppure bigotti e malvagi.
La storia è un intreccio di quattro linee trame, che seguono un’adolescente incinta, due ragazzi che cercano di far fronte alle circostanze complicate e sfortunate dei loro genitori che stanno divorziando, il padre dei ragazzi stessi, insegnante, e, infine, due anziani allevatori.
Apparentemente non collegate, le storie sono strettamente intrecciate e si combinano non solo per lo scenario, ma soprattutto per la potenza dei rapporti e la necessità di ogni uomo di sentire e vivere sentimenti sinceri e profondi. Continua a leggere “Kent Haruf, “Canto della pianura””

Ted Chiang, “Stories of Your Life and Others”

223380Dopo la visione dell’eccelso film Arrival, era d’obbligo leggere questa raccolta di Ted Chiang!

Nelle mani di Chiang, la fantascienza diviene davvero “letteratura di idee“, speculativa, nel solco della tradizione dei grandi del genere ma con temi assolutamente nuovi, contemporanei, dirompenti.
Complesse questioni linguistico-glottologico, matematica, fisica forniscono il gancio narrativo per raccontare storie che fanno riflettere, partendo sempre comunque dall’uomo, quasi da un profondo senso di rinnovato (o nuovo) umanesimo, tanto che anche i più astrusi voli pindarici filosofici diventano risonanza emozionale, intessuti strettamente con la vita e l’interiorità dell’individuo.

Nell’universo di Chiang, questo umanesimo è inscindibile dalla razionalità, dalla scienza. Questo non fa sì che i personaggi siano distaccati o freddi, anzi, Chiang nel delinearli fa capire che è il razionalismo stesso che li rende umani, capaci di emozioni e di introspezione, e questa concezione lega tutte le storie. Continua a leggere “Ted Chiang, “Stories of Your Life and Others””

Jonathan Hickman, Nick Dragotta, “East Of West (Voll. 1-3)”

200px-east_of_westSono incappata in questo fumetto assolutamente per caso, cercando qualche graphic novel a me inedita da leggere, e… wow.
Già la trama aveva catturato la mia attenzione, dopo aver letto i primi tre volumi della serie, sono assolutamente conquistata.

L’opera, a firma Hickman e Dragotta, è una singolare miscela di fantascienza, western, post-apocalittico, con elementi tipici della cultura occidentale e ma anche orientale.

La storia è ambientata nel 2064, ma in una timeline alternativa, in cui gli Stati Uniti sono stati divisi in sette nazioni a seguito di un evento apocalittico occorso durante la guerra civile. Hickman fa un lavoro incredibile nella costruzione di questo mondo, ove entrano scena ambientazioni folgoranti, personaggi del più diverso tipo, creature ibride, pistoleri, intelligenze artificiali, mostri interdimensionali… nonché i quattro cavalieri dell’Apocalisse, complotti, missioni segrete, antichi rancori, sete di vendetta, magia, profezie e guerre imminenti. Continua a leggere “Jonathan Hickman, Nick Dragotta, “East Of West (Voll. 1-3)””

Paul Auster, “4 3 2 1”

9781627794466Dopo anni di attesa, è in uscita il nuovo romanzo di Paul Auster, 4 3 2 1, che si presenta come qualcosa di significativo fin dalla mole, di quasi 900 pagine.

Il libro racconta “semplicemente” la storia della vita di Archie Ferguson, nato il 3 marzo 1947.
Auster chiama sempre il suo personaggio con il suo cognome, Ferguson – cosa che in qualche modo sembra quasi uno sberleffo, dato che, come ci è stato detto nelle pagine di apertura, il nome è un incidente causato da un burocrate impaziente, che l’assegnato a suo nonno appena sbarcato a Ellis Island.

Ferguson non ha alcun potere particolarmente rilevante o tratti del carattere stupefacenti. In un certo senso, è una persona qualunque, benché la sua vita sia piena, abbia vaghe ambizioni di diventare uno scrittore, faccia molto sesso e ami viaggiare.
La trama, pur snodandosi come un romanzo di formazione, non narra grandi accadimenti, bensì accumula piccoli incidenti e avvenimenti, anche ordinari – i particolari traboccano e sono catalogati in modo esaustivo, ma anche arrivano ad annoiare quando diventano del tutto pedissequi e addirittura ripetitivi. Continua a leggere “Paul Auster, “4 3 2 1””

Viola Carr, The Diabolical Miss Hyde (Electric Empire, #1)

misshydecoverCi sono dei libri che si possono assaporare solo al momento giusto, ad esempio quando si ha voglia di qualcosa di assolutamente spensierato, leggero e… con un tocco trash.
Eccovi dunque servito The Diabolical Miss Hyde di Viola Carr, primo romanzo della serie Electric Empire.

In una versione alternativa della Londra vittoriana, decisamente steampunk e con pennellate paranormal, alcune donne vengono brutalmente assassinate e smembrate. Eliza Jekyll è determinata a scoprire chi c’è dietro i crimini e, oltre a cercare di risolvere gli omicidi, deve gestire l’arrivo di un nuovo ispettore, Lafayette della Royal Society, che ha il potere di arrestarla al minimo accenno di uso di qualcosa di diverso dalla scienza “normale” – questo perché magia e la stregoneria sono rigorosamente fuorilegge.
Eliza, però, serba un segreto molto più pericoloso: è difatti la figlia del dottor Henry Jekyll – l’uomo che ha realizzato un elisir che lo sdoppia tra due personalità differenti. Ed Eliza ha lo stesso problema, ovvero deve aver a che fare con la presenza del suo alter ego, Lizzie Hyde, benché con l’aiuto di un rimedio sia riuscita a tenerla a bada… Almeno fino ad ora. Proprio in concomitanza con l’inizio delle indagini, infatti, Lizzie è tornata ad essere una presenza ingombrante e persino pericolosa, tanto che la stessa Eliza teme possa essere coinvolta nei crimini che investiga. Continua a leggere “Viola Carr, The Diabolical Miss Hyde (Electric Empire, #1)”

Beth Underwood, “The Witchfinder’s Sister”

img_8861The Witchfinder’s Sister è il romanzo d’esordio di Beth Underwood.
Ambientato nel XVII secolo, nel periodo della cosiddetta “caccia alle streghe”, la storia ha come protagonista un’immaginaria Alice Hopkins, che torna alla casa di famiglia, dal fratello Matthew Hopkins, famigerato cacciatore di streghe, dopo la morte del marito.

Quando Alice scopre la vera natura del fratello, le sue idee e azioni, scopre non c’è nulla che possa fare per fermarlo il fratello e non ha altra scelta che stare a guardare mentre l’uomo distrugge la vita di alcuni dei loro conoscenti più care e datate. La donna cerca in ogni modo di capire le radice di tale comportamento e cosa può fare, ma la situazione rischia di diventare molto pericolosa per lei stessa.

La storia è raccontata dal punto di vista di Alice, ma si allarga spesso a divenire uno sguardo sulle condizioni di vita della donna a quel tempo, come essere completamente soggette agli uomini e come alcune conoscenze e inclinazioni, prima tra tutte l’empatia e il desiderio di aiutare il prossimo, vennero additate quali arti malefiche. Continua a leggere “Beth Underwood, “The Witchfinder’s Sister””