Kiersten White, “Now I Rise (The Conqueror’s Saga, #2)”

now_i_riseNow I Rise di Kiersten White è uno dei sequel dell’anno che aspettavo.
Il romanzo precedente, Now I darken, primo della trilogia The Conqueror’s Saga, mi era piaciuto molto, originale e soprattutto con una protagonista strepitosa, che ho subito adorato.

Il primo libro lasciò Radu e Lada in posizioni in sospeso. Se il primo libro si è concentrato sulla costruzione della trama e dei personaggi, questo si dedica soprattutto all’azione.
Assistiamo a spionaggi e battaglie, e leggendo pagine scorrevoli e ben costruite, si assiste a un rafforzamento nella costruzione dei personaggi principali.

Anche in questo romanzo, il contesto è ricco e ben costruito, gli spunti storici credibili, pur trattandosi essenzialmente di un fantasy.

Il volume, e principalmente più della prima metà, è incentrato principalmente su Radu, che viene descritto con maggiore complessità che in precedenza.
Il giovane si mette molto più in discussione, così come vede con sguardo più critico e smaliziato ciò che lo circonda, benché sempre fedele a Mehmed. Continua a leggere “Kiersten White, “Now I Rise (The Conqueror’s Saga, #2)””

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Robin Hobb, “Assassin’s Fate (The Fitz and The Fool Trilogy, #3)”

7b12d1f42d-9fbb-4232-b623-5c3bdd0c47ae7dimg400This is the end…

Già, con questo volume si appone davvero la parola fine alla variegata e composita saga degli Elderlings di Robin Hobb, una delle mie scrittrici fantasy preferite.

Amo la Hobb, come sa tratteggiare fondali, storie, atmosfere e soprattutto personaggi, tanto da creare mondi che spesso sono più veri e intensi di romanzi non fantastici.

Purtroppo per me questo libro è stata una grandissima delusione – e non tanto del finale, ma proprio a livello tecnico e narrativo.

La maggior parte della trama è composta da due viaggi estremamente lunghi: quello di Bee e quello di Fitz, del Matto e dei loro compagni. Entrambi convergono verso la medesima meta, tuttavia seguiranno sentieri differenti e travagliati per arrivarci.

I due viaggi sono un espediente per ripercorrere e annodare le fila di tutto il mondo della saga, scoprendone anche nuovi aspetti, rivelazioni, dando risposte e sollevando altre domande.

Purtroppo ho trovato questo accorgimento narrativo tanto interessante – e un po’ commovente, era una panoramica per dare l’addio a tutto e tutti – quanto macchinoso. Continua a leggere “Robin Hobb, “Assassin’s Fate (The Fitz and The Fool Trilogy, #3)””

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Daniel Abraham, “The Spider’s War (The Dagger and the Coin, #5)”
Uno dei romanzi che maggiormente attendevo, quale conclusion della saga.
Purtroppo è stata una parziale delusione.
L’altissimo livello dei precedenti viene solo parzialmente confermato, ma mi aspettavo molto di più.
La storia è troppo lineare e soprattutto scontata, senza grandi eventi, vera suspense o cambi di rotta – elementi che avrebbero reso il libro degno della saga.
La trama prosegue sui binari già tracciati, allungando la storia per diventare un libro intero.
Peccato.
My rating: 4/5

Susanna Calkins, “A Murder at Rosamund’s Gate (Lucy Campion Mysteries, #1)”
Giallo storico.
Interessante l’ambientazione londinese del secondo Seicento, un po’ diversa dal solito.
Lo sfondo storico non è solidissimo, se ne hanno solo alcuni squarci, avrei preferito un maggiore dettaglio.
Buona la trama e il mistero.
My rating: 3.5-4/5

Victoria Thompson, “Gaslight Mystery, #1-6”
Giallo storico, primi sei romanzi della serie.
Ambientati a New York verso fine Ottocento, ho trovato questi libri ben strutturati e scritti.
Buona caratterizzazione dei personaggi, in particolare dei protagonisti, dell’ambiente sociale e del contesto storico generale.
Buona la narrazione e come prosegue, molto accattivante nel complesso.
Pur rientrando nel genere dei cozy mystery, il contesto è pretesto per approfondire l’interiorità dei protagonisti, le relazioni tra loro, nonché tutto quanto vi gravita attorno – forse questo è quanto risulta più avvincente e meglio riuscito.
My rating: 4/5

Brian Staveley, “The Last Mortal Bond (Chronicle of the Unhewn Throne, #3)”
Altra uscita che attendevo, quale ultimo libro della trilogia scoperta e molto apprezzata lo scorso anno.
E altra mezza delusione!
A livello di stile, nulla da eccepire, Staveley si dimostra solido e sempre più maturo.
Purtroppo, ho trovato lacunose altre parti sostanziali, in primis la trama.
La storia, ormai al terzo e ultimo libro, dovrebbe focalizzarsi sui protagonisti e personaggi principali e arricchirsi, invece spesso è tirata di lungo e ripetitiva.
Così, persino alcuni personaggi risultano meno scolpiti e incisivi.
Adare, che ho odiato dalla prima pagina, qui è molto più fievole e annacquata.
Kaden, a parte ripetere sempre i suoi mantra, non progredisce.
Valyn è già più interesssante, così come Talal, Annick e Gwenna.
L’ultima parte del romanzo si fa più avvincente e si riscatta un po’, ma nel complesso mi aspettavo molto di più.
My rating: 3.5-4/5

Jacey Bedford, “Winterwood (Rowankind, #1)”
Premesse intriganti, una storia piratesca!
Invece, pur essendoci i pirati, man mano prende più spazio l’aspetto paranormal, l’immancabile romance… E via via un appiattimento generale sia dei personaggi che della storia (già rimossa per scarso interesse).
My rating: 2.5/5

Cat Winters, “The Steep & Thorny Way”
Retelling (molto rimanipolato) di Amleto, in salsa YA/ambientazione americana/storico.
Non mi è piaciuto molto, personaggi poco convincenti e coinvolgenti, storia un po’ trita e ritrita sui temi cari all’autrice.
Avevo apprezzato molto i suoi due primi romanzi, inseguito mi sembra aver perso incisività.
My rating: 2.5/5

Kim Newman, “Anno Dracula (Anno Dracula, #1)”
Dal lato della trama, il romanzo mi è piaciuto pur senza farmi impazzire, ma sul versante delle idee, della ricerca e dei riferimenti meta letterari è fantastico.
In parte è un retelling di Dracula, ma alla storia viene data una diversa direzione, soprattutto segue quanto sarebbe accaduto dopo la fine del romanzo di Stoker.
Tantissimi i riferimenti ad altri personaggi letterari dei romanzi gothic/horror di fine ‘700/’800, che vengono citati o fatti rivivere.
My rating: 3.5/5

Elizabeth von Arnim, “Mr Skeffington”
Altro bel romanzo della Von Arnim, ove analizza l’interiorità di una donna, che ha sempre vissuto nell’agio e attorniata da uomini e dalla società bene grazie anche alla sua straordinaria bellezza.
L’età, tuttavia, ha iniziato a cambiare le cose, e la donna deve affrontare se stessa, una nuova realtà e soprattutto i mostri che iniziano ad affliggerla (la solitudine, l’invecchiamento).
Grandissima autrice che riesce davvero ad analizzare l’umanità in modo eccezionale.
My rating: 3.5-4/5

C.S. Harris, “Why Mermaids Sing (Sebastian St. Cyr, #3)”
Questa serie (sempre gialli storici) si sta confermando davvero molto buona.
Buono stille, trama solida e coerente, interessante la componente mystery, ma soprattutto viene dato spazio ai personaggi e alla componente sociale, elementi che fanno la differenza in questo tipo di libri (che altrimenti sarebbero tutti uguali e davvero insulsi).
Molto interessante anche un colpo di scena davvero inatteso, una scelta coraggiosa che rende ancor più intrigante la serie.
My rating: 4/5

Bernard Cornwell, “Stonehenge”
Storico che romanza la costruzione del celeberrimo tempio/monumento.
Alcuni aspetti, quelli più realistici storicamente, sono interessanti, altri mi hanno lasciata perplessa (ad esempio avrei preferito maggior vicinanza alle fonti storiche per quanto riguarda la religione).
Nonostante la lunghezza, il libro si legge scorrevolmente e gradevolmente, tuttavia non sono riuscita ad empatizzare con nessuno dei personaggi, alcuni dei quali avrei preferito fossero sviscerati in modo più complesso.
My rating: 3.5/5

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Dan Wells, “Bluescreen”
YA che mescola fantascienza e thriller tecnologico.
La storia non è il massimo dell’originalità, a causa anche di alcuni cliché da YA che ormai mi sono indigesti, ma per certi versi è anche passabile, tuttavia il libro, benché non lunghissimo, non è riuscito a coinvolgermi e un eccesso di informazioni non indispensabili mi ha reso alcune parti un po’ noiose.
My rating: 3/5

Elizabeth Strout, “My name is Lucy Barton”
Il fluire della storia è un tutt’uno con I pensieri e il sentire della protagonista, tanto che il lettore riesce, dopo poche pagine, a percepire il mondo di Lucy come se fosse il suo, a vedere con i suoi occhi e a scoprire le sue emozioni, il suo passato in modo incredibile.
La Strout si riconferma eccellente, capace di narrare una, o più vite, un mondo con poche pagine, difficilmente dimenticabili.
My rating: 4-4.5/5

Fiona Carnarvon, “Lady Almina and the Real Downton Abbey: The Lost Legacy of Highclere Castle”
Non fiction.
L’entusiasmo per Downton Abbey mi ha fregato, speravo di leggere un buon saggio, invece fa acqua da tutte le parti.
La componente storica è snocciolata enciclopedicamente, il ritratto dei luoghi non risalta con grande vividezza, le persone sono sbalzate più o meno discretamente, ma senza far risaltare davvero nulla, senza far emergere alcuna personalità.
Riflessioni storiche o sociali inesistenti.
My rating: 2.5/5

Nnedi Okorafor, “Binti”
Novella sf, molto celebrata e acclamata – come l’autrice, che però io digerisco male (mea culpa).
La storia non è male, ma non sopporto il sentimento di fondo che ho trovato anche il altri racconti di questa autrice, ovvero di ingiustizia razziale, conseguente rabbia/frustrazione. Detta così, si potrebbe sostenere che è un sentimento legittimo e giustificato in certi casi, ma non sopporto come lo porta avanti la Okorafor, con quel senso di sottesa superiorità incompresa e nell’auto ghettizzazione/reclusione di questi “diversi” (migliori degli altri).
Per questi aspetti voto 1, in generale 3/5 Continua a leggere “Ultime letture”

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Kai Ashante Wilson, “The Sorcerer of the Wildeeps”
Novella fantasy molto interessante ed originale, che pur nella sua brevità dimostra buona capacità di intessere più strati narrative – ed emotivi – da parte dell’autore.
Forse l’ho presa un po’ troppo alla leggera pensando di aspettarmi qualcosa di più leggero, invece la lettura richiede attenzione per cogliere tutti i particolari sottesi.
La storia gioca su un crescendo di emozioni, con un finale molto denso e coinvolgente.
My rating: 3.5-4/5

Brandon Sanderson, “Elantris”
Romanzo di debutto del prolifico Sanderson, high fantasy con alcune basi abbastanza classiche, ma che già fanno notare degli elementi che diverranno distintivi della produzione di questo scrittore (su tutti, il sistema magico).
Molto interessante l’idea di partenza, le descrizioni della città di Elantris (sia nel suo antico splendore che dopo).
La trama è pulita ma talora un po’ lenta e ingenua, di sicuro i libri successivi dimostrano una rapida e decisa maturazione stilistica dell’autore.
My rating: 3-3.5/5

Tasha Alexander, “Dangerous to Know (Lady Emily, #5)”
Quinto capitolo delle avventure investigative (alla leggera e tra spunti romance) di Lady Emily.
Abbastanza gradevole, gli eventi del precedente, un nuovo personaggio (la suocera) e il cambio di ambientazione aiutano a far stare a galla la storia, che si legge velocemente e sempre senza pretese.
My rating: 3.5-4/5 Continua a leggere “Ultime letture”

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Georges Simenon, “I fantasmi del cappellaio”
Non si punta a rivelare il mistero o il colpevole dei delitti con un colpo di scena finale, qui tutti gli enigmi sono sciolti subito.
Simenon punta a rendere magistralmente la grigia e opprimente vita e mentalità di provincia, le relazioni interessate, un male sociale che a piccole o grandi dosi si annida in tutti, quasi una follia che scaturisse proprio dal vivere in un determinato e angosciante contesto.
My rating: 3.5-4/5

Elizabeth von Arnim, “Vi presento Sally”
A bellezza di una semplice ragazza di provincia diventa il suo difetto e la sua disgrazia, quest oil tema centrale del romanzo.
L’ho apprezzato meno di altri, ma la Von Arnim è sempre magistrale nel cogliere i tratti tipici della natura umana.
My rating: 3.5/5

David Wong, “Futuristic Violence and Fancy Suits”
Con I libri sottesi di comicità ho sempre un po’ di problemi, fatico ad apprezzarli pienamente.
Il nuovo romanzo di Wong è carino e scorrevole, ricco di personaggi e situazioni al limite dell’assurdo o surreale, a volte ingegnosità a scapito della trama che poteva essere un po’ più breve ed egualmente efficace.
My rating: 3.5/5

Deanna Raybourn, “A Curious Beginning (Veronica Speedwell Mystery, #1)”
Primo romanzo della nuova serie della Raybourn, sempre un giallo storico.
Scorrevole e carino, benché qui l’autrice abbia calcato un po’ troppo la mano su alcune caratteristiche dei personaggi, alquanto improbabili per l’epoca.
My rating: 3.5-4/5

Elizabeth von Arnim, “Vera”
Ancora l’eccellente capacitò della scrittrice di cogliere l’essenza di alcuni sentimenti o caratteristiche umane, peculiari o degli uomini o delle donne.
Romanzo di fondo cupo, o, meglio, disperato, in quanto i protagonisti, ciascuno a proprio modo, sono incapaci di rompere la gabbia che li intrattiene in un’infelicità sostanziale, addirittura cercandola e ricreandola anche quando ci sarebbero i presupposti per il cambiamento.
My rating: 4/5 Continua a leggere “Ultime letture”