Louise O’Neill, “Solo per sempre tua”

1462522085_51fhnulzkpl-_sx322_bo1204203200_Dato che ormai da parecchio tempo fatico ad affrontare narrativa YA, ho approcciato con circospezione Solo per sempre tua (Only ever yours) di Louise O’Neill, tentata dalle impressioni positive di persone fidate.

La lettura, invece, è stata una piacevole sorpresa e mi sono trovata di fronte a un romanzo davvero forte per quanto riguarda i contenuti. Inoltre, devo dire che questo potrebbe essere un romanzo sì YA, ma non indistintamente, in quanto porta con sé parecchie riflessioni.

La base della trama è un mondo post-apocalittico, con una popolazione mondiale drasticamente diminuita che per arginare il fenomeno ha riformato la società.
Questa nuova compagine sociale ha radicalmente riconfigurato la figura della donna: essa è progettata e plasmata soltanto per essere la moglie perfetta, da ogni punto di vista – estetico, caratteriale e riproduttivo. Le donne che esulano da tali canoni durate il periodo di formazione hanno la possibilità di diventare concubine anziché mogli, altrimenti dedicarsi alla formazione delle future “donne”.

Protagonista è freida, di 16 anni, età critica in quanto è il momento di svolta per una ragazza, affronta il suo ultimo anno di formazione e poi potrà essere scelta.
La scelta viene fatta da giovani di pari età, che devono assolvere ai loro ruoli di compagni e provengono dalle più diverse estrazioni sociali, quelle più basse e quelle più aristocratiche.

Una buona parte della storia è incentrata sulla routine di queste ragazze: controllo del peso, scelta dell’outfit e trucco perfetto, assegnazione di un punteggio all’aspetto, lezioni di come rimanere sempre composte, serene, sorridenti, accondiscendenti.
Queste sezioni non sono affatto noiose o fini a se stesse, in quanto, pagina dopo pagina, fanno rabbrividire, pensando a un fine della propria esistenza solo ad accettare passivamente il maschio da cui si viene scelte, esserne sottomesse, mettere al mondo figli, essere perfette fisicamente.
L’individuo femminile non esiste, bensì deve mirare e essere programmato secondo uno standard fisso, ideale. Continua a leggere “Louise O’Neill, “Solo per sempre tua””

M.D. Elster, “Four Kings”

fourkingscoverDi questo romanzo di M.D. Elster mi ha colpito subito la copertina, innegabilmente è particolare, fa presagire una storia paranormal insolita e accattivante.

La storia è ambientata nel 1945.
A New Orleans, dopo un terribile uragano che ha devastato la città, Anaïs Reynard, quattordicenne, si risveglia in un manicomio in completa amnesia. Il Dr. Waters, direttore prestigioso dell’ospedale, promette di aiutare Anaïs a recuperare i suoi ricordi, non solo perché ritorni ad essere come prima, ma Anaïs è l’unica testimone di un crimine terribile. Nella notte del ciclone, infatti, al suo patrigno e unico “parente” in vita è stato sparato. Un giovane uomo di colore è stato arrestato per il crimine e Anaïs si ritrova sotto la pressione del procuratore distrettuale per testimoniare. Anaïs vorrebbe aiutare, ma è in preda a dubbi e angosce, a causa dell’amnesia e per il fatto di essere in qualche modo convinta che l’uomo accusato sia in realtà innocente.
Una notte, riceve un’inquietante, surreale visita da un uomo con la testa di una volpe che le affida una chiave che apre una porta segreta nella terra dei Quattro Re. Anaïs, pur spaventata, segue questa creatura e arriva in un mondo magico e inquietante, popolato da creature metà umane e metà animali.
Per riacquistare la memoria e risolvere tanti nuovi enigmi, Anaïs dovrà passare presso le corti dei Quattro Re (Corvo, Leone, Serpente, Unicorno) e testare il suo coraggio.

I primi capitoli del romanzo sono affascinanti, la resa atmosferica del sanatorio/manicomio è perfetta e l’apparire della strana creatura introdotta con naturalezza pur in tutta la sua stranezza.
Altra cosa che ho apprezzato è tutta l’immaginativa impiegata in queste figure metà uomini e metà animali, nonché le immagini inserite nel libro. Continua a leggere “M.D. Elster, “Four Kings””

Kiersten White, “And I Darken (The Conquerors Saga, #1)”

9780552573740Da diverso tempo mi sono disaffezionata ai romanzi YA, soprattutto perché davvero, sempre più, ripropongono la stessa solfa in salse poco diverse oppure, se vi è qualche spunto innovativo, devono infarcirlo di cliché.
Di quelli che leggo, ne trovo pochi degni di apprezzamento e And I Darken di Kiersten White è decisamente uno di quelli.

Per prima cosa non teme di essere feroce e cupo, come suggerisce il titolo. Anche se non riesce del tutto a scostarsi dai parametri imposti del genere, riesce comunque a essere un libro intrigante e con una protagonista strepitosa.

Lo spunto per la trama è storico, benché – come chiaramente detto anche dall’autrice – revisionato per creare una storia nuova.
Ambientato nel XV secolo tra Impero Ottomano e le terre della Valacchia e dintorni, il romanzo si concentra su due dei figli di Vlad l’Impalatore, Lada Dragwyla e suo fratello minore Radu, che vengono portati via dalla loro terra natia e ceduti dal padre alle corti ottomane come garanzia politica.
Lada è un personaggio complicato quanto affascinante. E’ sprezzante, indipendente, sanguinaria, crudele, non vuole affatto diventare una “dama”, ma una guerriera e regina.
Radu è il suo opposto, al maschile. Delicato, interessato all’intelletto più che alla forza, bello, piagnucolone, nonché fonte di vergogna per il padre.
Nonostante le differenze e le discordie, fratello e sorella sono molto uniti, e Lada sempre lo difende dai bulli che se ne fanno beffe per la sua mollezza. Continua a leggere “Kiersten White, “And I Darken (The Conquerors Saga, #1)””

Tyrolin Puxty, “Shattered Girls (Broken Dolls, #2)”

cover-677x1024Tyrolin Puxty torna con Shattered Girls, seguito del suo romanzo d’esordio, Broken Dolls.

La storia è ambientata cinque anni dopo il precedente e prende avvio dalle conseguenze di Ella di tornare e rimanere nella sua forma di “bambola”.

In questo sequel, la protagonista è principalmente Gabby, poiché il fulcro di tanti avvenimenti è proprio lei e il contesto in cui si muove, anche quando non agisce direttamente.
Gabby ormai è un’adolescente, lunatica e alle prese con i problemi dell’adolescenza, scuola e compagni compresi. Ella viene portata in giro dalla ragazza come se fosse una qualunque bambola robot, ma ben presto qualcuno scopre che Ella è molto di più e le cose iniziano a complicarsi.

Contestualmente, si innesta la trama principale, che riprende le fila del predecessore ma al contempo si prosegue in maniera differente.
Quando sia i genitori di Gabby che tante altre persone, tra le quali compagni di scuola della ragazza, iniziano a scomparire, la situazione non solo diventa allarmante, ma fa presagire che qualcosa di molto più complesso e malevolo sia in atto.

Il presagio viene confermato quando iniziano a comparire molte altre bambole robot simili a Ella ovunque, e nessuno sembra preoccuparsene troppo. Continua a leggere “Tyrolin Puxty, “Shattered Girls (Broken Dolls, #2)””

Ultime letture

Dan Wells, “Bluescreen”
YA che mescola fantascienza e thriller tecnologico.
La storia non è il massimo dell’originalità, a causa anche di alcuni cliché da YA che ormai mi sono indigesti, ma per certi versi è anche passabile, tuttavia il libro, benché non lunghissimo, non è riuscito a coinvolgermi e un eccesso di informazioni non indispensabili mi ha reso alcune parti un po’ noiose.
My rating: 3/5

Elizabeth Strout, “My name is Lucy Barton”
Il fluire della storia è un tutt’uno con I pensieri e il sentire della protagonista, tanto che il lettore riesce, dopo poche pagine, a percepire il mondo di Lucy come se fosse il suo, a vedere con i suoi occhi e a scoprire le sue emozioni, il suo passato in modo incredibile.
La Strout si riconferma eccellente, capace di narrare una, o più vite, un mondo con poche pagine, difficilmente dimenticabili.
My rating: 4-4.5/5

Fiona Carnarvon, “Lady Almina and the Real Downton Abbey: The Lost Legacy of Highclere Castle”
Non fiction.
L’entusiasmo per Downton Abbey mi ha fregato, speravo di leggere un buon saggio, invece fa acqua da tutte le parti.
La componente storica è snocciolata enciclopedicamente, il ritratto dei luoghi non risalta con grande vividezza, le persone sono sbalzate più o meno discretamente, ma senza far risaltare davvero nulla, senza far emergere alcuna personalità.
Riflessioni storiche o sociali inesistenti.
My rating: 2.5/5

Nnedi Okorafor, “Binti”
Novella sf, molto celebrata e acclamata – come l’autrice, che però io digerisco male (mea culpa).
La storia non è male, ma non sopporto il sentimento di fondo che ho trovato anche il altri racconti di questa autrice, ovvero di ingiustizia razziale, conseguente rabbia/frustrazione. Detta così, si potrebbe sostenere che è un sentimento legittimo e giustificato in certi casi, ma non sopporto come lo porta avanti la Okorafor, con quel senso di sottesa superiorità incompresa e nell’auto ghettizzazione/reclusione di questi “diversi” (migliori degli altri).
Per questi aspetti voto 1, in generale 3/5 Continua a leggere “Ultime letture”

Ultime letture

Tessa Dare, “Romancing the Duke”
Melody time!
Romanzo a dir poco spassoso.
Riesce a coniugare elementi classici del Melody con spunti inattesi e ironici, creando un insieme piacevole e spassoso.
Ci sono momenti di vera ilarità e alcune contraddizioni e fanno troppo divertire.
Uno di quei romance consigliati anche (o soprattutto) ai non amanti del genere.
My rating: 4/5

Lorraine Heath, “When the Duke Was Wicked”
Altro Melody leggibile, molto più classico del precedente, ma comunque scorre senza annoiare troppo.
Un aspetto apprezzabile è la ricostruzione storica dei dettagli, quali abiti, arredi, ecc., cose spicciole ma che danno il senso dell’epoca, pur senza grandi pretese.
Carino.
My rating: 3.5/5

Jo Walton, “Tooth and Claw”
Ero molto curiosa riguardo questo romanzo che ha per protagonisti i draghi ma vuole essere una metafore di alcuni sentimenti (positivi e negativi) umani.
Bè, troppo, a mio gusto.
Mi immaginavo tutt’altro, invece i draghi sono eccessivamente antropomorfizzati, sotto alcuni punti di vista persino snaturati per forzarli in una metafora dell’uomo.
Esperimento interessante, ben scritto, ma non ho apprezzato.
My rating: 3/5 Continua a leggere “Ultime letture”

Ultime letture

Gabriel Chevallier, “La paura”
Libro che narra gli orrori della guerra (in questo caso la prima guerra mondiale) ripercorrendo la storia del protagonista, dalla leva, all’esercito, al pieno della guerra, ecc.
Nessun intento edulcorato o moralizzante, solo i fatti, atroci e crudi per come furono.
Notevole per questo aspetti.
My rating: 3-3.5/5

George R.R. Martin, A Knight of the Seven Kingdoms (The Tales of Dunk and Egg, #1-3)
Ambientato circa un secolo prima degli eventi narrati nella maggior saga di Martin, con i Targaryen ancora sul trono, le tre storie qui raccolte raccontano le vicende di Dunk, giovane scudiero e ambizioso, ma buono di cuore, che vuole diventare cavaliere.
Storie scorrevoli e carine, mancano della grandezza ed epicità de Le Cronache, ma sono un gradevole scorcio su un mondo che i fan (dei libri) conoscono e amano.
My rating: 3.5-4/5

Bernard Malamud, “Il barile magico”
Antologia di racconti di Bernard Malamud, che, nonostante la forma breve, mostrano i temi principali e cari all’autore.
Alcuni davvero interessanti avrei voluto vederli sviluppati di più.
My rating: 4/5 Continua a leggere “Ultime letture”