Delphine De Vigan, “Le ore sotterranee”

9788804608592_0_0_311_80A sera inoltrata, ascoltando le eteree e mistiche musiche di Eivør, cerco le parole per descrivere il mio primo romanzo di Delphine De Vigan, Le ore sotterranee.
Scoperto per caso, ovviamente il titolo è stato una calamita, la quarta di copertina ancor di più.

E sì, saper scolpire il senso di solitudine e la disperazione con classe e incisività è un dono di tanti scrittori francesi, tra i quali anche appunto la De Vigan.

Il romanzo si svolge nel corso di un solo giorno (come in un’opera teatrale classicamente aristotelica), il 20 maggio, giorno che una sensitiva ha predetto a Mathilde, madre, vedova e lavoratrice, sarebbe stato di svolta e durante il quale avrebbe incontrato un uomo speciale.
Mathilde si accinge ad affrontare almeno quella giornata con rinnovata curiosità, sperando in un cambiamento durante un periodo difficilissimo, in particolare sul posto di lavoro, ove da mesi sta subendo un atroce mobbing da parte del suo superiore, Jacques, che la esautora, mette in disparte, umilia pubblicamente.
Prima di uscire di casa, il ricordo di quando sapeva ancora sorridere con la famiglia – scena atroce, momento struggente che fa collidere memoria del passato, l’aspettativa di una speranza forse assurda e il susseguirsi di giornate presenti che cadono via a via a pezzi. Continua a leggere “Delphine De Vigan, “Le ore sotterranee””

Angela Slatter, “A Feast of Sorrows”

feastofsorrows_cov_v01-200x300A Feast of Sorrows è un’antologia di 14 racconti di Angela Slatter già editi negli ultimi anni.

Avevo già letto un paio di storie di Angela Slatter online, ma addentrami meglio nei suoi mondi è stata una piacevole sorpresa.
Caratteristica dei racconto di questa autrice è l’atmosfera decisamente cupa, ma non deprimente. Anzi, spesso le storie evolvono in un lieto fine, o quanto meno alcuni personaggi riescono ad essere felici.
Altra caratteristica è che le storie si svolgono tutte nello stesso mondo, benché in tempi e luoghi diversi, anche se ci sono cammei di personaggi e luoghi di alcuni racconti nella trama di altri, a volte espliciti altre in forma quasi di piccoli indizi. Naturalmente lo spazio-tempo è astratto e non realistico, per quanto coerente al suo interno, e a volte è difficile carpire immediatamente quando una storia si svolge.

Le storie sono contraddistinte da temi forti, quali lo stupro, la violenza, l’omicidio, l’incesto, il tradimento, la vendetta, anche se, come già detto, non si sfiora mai né il gusto per l’orrorifico/sanguinario né vi è un vero senso di disperazione.
Le storie, per quanto possano iniziare con tematiche “pesanti”, alla fine sono sempre permeate da un senso fiabesco, che i personaggi troveranno la propria catarsi, la propria via e una qualche forma di felicità. Continua a leggere “Angela Slatter, “A Feast of Sorrows””

Georges Simenon, “Il piccolo libraio di Archangelsk”

Questo breve romanzo di George Simenon è stata per me una lettura intensa, toccante e memorabile.
Sì, è uno di quei libri che, pur svanendo negli anni i particolari della trama, quello che mi ha trasmesso mi rimarrà per sempre.

Ciò no significa che sia un romanzo perfetto oppure “oggettivamente” indimenticabile, capisco che a alcune persone possano rimanere infastidite da alcuni aspetti, insoddisfatte dal finale o dall’andamento della trama, che, a ben vedere, poteva essere giocata meglio con qualche accortezza o approfondimento.

Eppure per me è stata una lettura unica.

In poche pagine e con rapidi tocchi, Simenon è riuscito a ritrarre l’essenza del reietto e del genere umano – quello quotidiano, borghese, vero in tutta la sua spegevolezza (o, meglio, piccolezza), non quello buonista o romanzato. Continua a leggere “Georges Simenon, “Il piccolo libraio di Archangelsk””

Donna Tartt, “The Goldfinch”

Anything we manage to save from history is a miracle.

The Goldfinch, ultimo lavoro di Donna Tartt, è uno di quei libri che lasciano sperare che la grande narrativa sia ancora viva e in gran forma.

L’imponente romanzo si apre mettendoci subito di fronte al narratore e protagonista, Theo Decker, rintanato in un hotel di Amsterdam. Anche se si è in pieno clima natalizio, tra festeggiamenti e luci sfavillanti, la storia è incorniciata dal dolore.
E per comprendere questa straziante sofferenza, la timeline si sposta indietro di quattordici anni, quando il ragazzo era appena adolescente e la madre morì durante un attacco terroristico al Metropolitan Museum di New York, mentre stava visitando una mostra proprio con il figlio, che in qualche modo riesce a trovare la via d’uscita dal museo.
Qualcosa succede, però: prima di uscire, Theo raccoglie tra i detriti e porta via con sé il dipinto de Il Cardellino di Carel Fabritius, pittore allievo di Rembrandt.

Da subito si è immersi in medias res, nel rammentare vivido e avvincente, ma anche accorato, di Theo di quel giorno e di come da quel momento la sua vita sia cambiata. Continua a leggere “Donna Tartt, “The Goldfinch””

Margo Lanagan, “Tender Morsels”

Tender Morsels di Margo Lanagan (da me scoperta lo scorso anno grazie a The Brides of Rollrock Island e che ho subito amato) è forse ad oggi il romanzo più noto della scrittrice australiana.

La base della storia è il retelling della fiaba dei fratelli Grimm Rose Red and Snow White, una delle fiabe più vivide ma dai risvolti cupi degli autori, ma completamente rivista e riletta nello stile e nella sensibilità tipici della Lanagan.

Liga, una ragazza di soli 13 anni , vive con il padre, un uomo duro, dispotico e incostante, che controlla tutta la sua vita, che tiene la figlia praticamente segregata in un capanno nel bosco, lontano dal villaggio.
Pur senza esprimerlo chiaramente, dopo poche pagine, emerge tutta la triste e sconcertante realtà della povera ragazza, che oltre a vivere in uno stato di terrore e isolamento, è costretta a subire gli abusi sessuali del padre.
Come l’autrice fa emergere questa verità e dipinge Liga, un’anima infranta e innocente, è straordinario quanto scioccante.

Dopo anni di terrore e di calvario, il padre muore misteriosamente e Liga, incinta, rimane sola a dover accudire alla nascitura.
Liga è sola e vulnerabile in un mondo intriso di male.
Mentre è incinta della sua seconda bambina a seguito di uno stupro di gruppo, Liga disperata decide di porre fine alla sua vita e si inoltra nel bosco. Qui, tuttavia, magicamente entra in una sorta di mondo parallelo, uno spazio tutto suo, privo di minacce e abitato solo dalla natura. E ‘un luogo emotivamente neutro, tranquillo, felice e – soprattutto – senza uomini. Continua a leggere “Margo Lanagan, “Tender Morsels””