Lily Brooks-Dalton, “Good Morning, Midnight”

1493334La copertina di Good Morning, Midnight, romanzo di esordio di Lily Brooks-Dalton, mi ha colpito perché somiglia molto a quella di Station Eleven di St. John Mandel (un caso?), e sotto certi punti di vista le due storie hanno qualcosa in comune: entrambi sono storie post apocalittiche che però si concentrano sull’interiorità delle persone, piuttosto che sullo scenario.

La trama segue da una parte Augustine (Augie), uno scienziato di 78 anni recluso in un osservatorio in cima all’arcipelago artico, dall’altra Sullivan (Sully), astronauta impegnata in una lunga ed estenuante missione spaziale verso Giove.
Entrambi motivati dalla loro profonda curiosità verso il mondo naturale e profondamente amanti della scienza, sia Sully che Augie hanno lasciato le loro famiglie e hanno dedicato la loro vita alla ricerca nei luoghi più desolati e remoti, rinunciando a tutto il resto.

Sullo sfondo rimane imprecisata, mai descritta o dettagliata, l’apocalisse che ha colpito la Terra: un’emergenza, forse dovuta a una guerra oppure a un cataclisma, ha interrotto ogni contatto con gli altri esseri umani, sempre presupposto che qualcuno sia sopravvissuto. Continue reading “Lily Brooks-Dalton, “Good Morning, Midnight””

AA.VV., “Propulsioni d’improbabilità”

N.B.: La mia non vuole essere una recensione analitico-stilistica, men che meno un esame dei singoli racconti, tutti meritevoli, ma una riflessione su quanto la lettura nel suo complesso mi ha lasciato.

Shall I project a world?
(Thomas Pynchon)

propulsioni-dimprobabilitacc80-cop-663x900Antologia: hm.
Di più autori: pregiudizievole meh.
Zona 42: bè, allora…
Propulsioni d’improbabilità”: che titolo fico!
Libro preso.

Ammetto che l’incipit sembra partorito da una creatura con QI -273 incrociata con un Vogon (… e ciò mi fa sovvenire dubbi sulla mia reale ascendenza genetica… che spiegherebbe pure molte cose, NdA), ma è quanto mi è passato in testa appena ho scorto l’antologia edita da Zona 42.

A chiunque stia leggendo, subito dico: sbaragliate eventuali pregiudizi e non esitate ad acquistarla subito, ma subito eh, perché è un vero gioiello. E del tutto inatteso, se devo essere sincera.
Non c’è nessun intento di far cassa mettendo insieme pezzi di voci più o meno altisonanti che per l’occasione tirano fuori dal cassetto (o dal cassonetto) qualcosa di mediocre (come purtroppo capita in non poche sillogi di fantastico, soprattutto americane).
Le storie sono davvero ottime, tutte, sia dal punto di vista qualitativo che stilistico, e denotano una maturità narrativa notevole.

Nella prefazione (già il fatto che ci sia una prefazione, oltretutto eccellente, dovrebbe far intuire il valore dell’opera) si spiega come la raccolta abbia alla base un progetto preciso, benché non sia stata fatta alcuna forzatura agli autori. Il risultato è comunque che “i racconti che leggerete hanno legami invisibili tra loro, che non sono stati mai voluti né decisi”. Continue reading “AA.VV., “Propulsioni d’improbabilità””

Ted Chiang, “Stories of Your Life and Others”

223380Dopo la visione dell’eccelso film Arrival, era d’obbligo leggere questa raccolta di Ted Chiang!

Nelle mani di Chiang, la fantascienza diviene davvero “letteratura di idee“, speculativa, nel solco della tradizione dei grandi del genere ma con temi assolutamente nuovi, contemporanei, dirompenti.
Complesse questioni linguistico-glottologico, matematica, fisica forniscono il gancio narrativo per raccontare storie che fanno riflettere, partendo sempre comunque dall’uomo, quasi da un profondo senso di rinnovato (o nuovo) umanesimo, tanto che anche i più astrusi voli pindarici filosofici diventano risonanza emozionale, intessuti strettamente con la vita e l’interiorità dell’individuo.

Nell’universo di Chiang, questo umanesimo è inscindibile dalla razionalità, dalla scienza. Questo non fa sì che i personaggi siano distaccati o freddi, anzi, Chiang nel delinearli fa capire che è il razionalismo stesso che li rende umani, capaci di emozioni e di introspezione, e questa concezione lega tutte le storie. Continue reading “Ted Chiang, “Stories of Your Life and Others””

Jonathan Hickman, Nick Dragotta, “East Of West (Voll. 1-3)”

200px-east_of_westSono incappata in questo fumetto assolutamente per caso, cercando qualche graphic novel a me inedita da leggere, e… wow.
Già la trama aveva catturato la mia attenzione, dopo aver letto i primi tre volumi della serie, sono assolutamente conquistata.

L’opera, a firma Hickman e Dragotta, è una singolare miscela di fantascienza, western, post-apocalittico, con elementi tipici della cultura occidentale e ma anche orientale.

La storia è ambientata nel 2064, ma in una timeline alternativa, in cui gli Stati Uniti sono stati divisi in sette nazioni a seguito di un evento apocalittico occorso durante la guerra civile. Hickman fa un lavoro incredibile nella costruzione di questo mondo, ove entrano scena ambientazioni folgoranti, personaggi del più diverso tipo, creature ibride, pistoleri, intelligenze artificiali, mostri interdimensionali… nonché i quattro cavalieri dell’Apocalisse, complotti, missioni segrete, antichi rancori, sete di vendetta, magia, profezie e guerre imminenti. Continue reading “Jonathan Hickman, Nick Dragotta, “East Of West (Voll. 1-3)””

Tyrolin Puxty, “Shattered Girls (Broken Dolls, #2)”

cover-677x1024Tyrolin Puxty torna con Shattered Girls, seguito del suo romanzo d’esordio, Broken Dolls.

La storia è ambientata cinque anni dopo il precedente e prende avvio dalle conseguenze di Ella di tornare e rimanere nella sua forma di “bambola”.

In questo sequel, la protagonista è principalmente Gabby, poiché il fulcro di tanti avvenimenti è proprio lei e il contesto in cui si muove, anche quando non agisce direttamente.
Gabby ormai è un’adolescente, lunatica e alle prese con i problemi dell’adolescenza, scuola e compagni compresi. Ella viene portata in giro dalla ragazza come se fosse una qualunque bambola robot, ma ben presto qualcuno scopre che Ella è molto di più e le cose iniziano a complicarsi.

Contestualmente, si innesta la trama principale, che riprende le fila del predecessore ma al contempo si prosegue in maniera differente.
Quando sia i genitori di Gabby che tante altre persone, tra le quali compagni di scuola della ragazza, iniziano a scomparire, la situazione non solo diventa allarmante, ma fa presagire che qualcosa di molto più complesso e malevolo sia in atto.

Il presagio viene confermato quando iniziano a comparire molte altre bambole robot simili a Ella ovunque, e nessuno sembra preoccuparsene troppo. Continue reading “Tyrolin Puxty, “Shattered Girls (Broken Dolls, #2)””

Ultime letture

Dan Wells, “Bluescreen”
YA che mescola fantascienza e thriller tecnologico.
La storia non è il massimo dell’originalità, a causa anche di alcuni cliché da YA che ormai mi sono indigesti, ma per certi versi è anche passabile, tuttavia il libro, benché non lunghissimo, non è riuscito a coinvolgermi e un eccesso di informazioni non indispensabili mi ha reso alcune parti un po’ noiose.
My rating: 3/5

Elizabeth Strout, “My name is Lucy Barton”
Il fluire della storia è un tutt’uno con I pensieri e il sentire della protagonista, tanto che il lettore riesce, dopo poche pagine, a percepire il mondo di Lucy come se fosse il suo, a vedere con i suoi occhi e a scoprire le sue emozioni, il suo passato in modo incredibile.
La Strout si riconferma eccellente, capace di narrare una, o più vite, un mondo con poche pagine, difficilmente dimenticabili.
My rating: 4-4.5/5

Fiona Carnarvon, “Lady Almina and the Real Downton Abbey: The Lost Legacy of Highclere Castle”
Non fiction.
L’entusiasmo per Downton Abbey mi ha fregato, speravo di leggere un buon saggio, invece fa acqua da tutte le parti.
La componente storica è snocciolata enciclopedicamente, il ritratto dei luoghi non risalta con grande vividezza, le persone sono sbalzate più o meno discretamente, ma senza far risaltare davvero nulla, senza far emergere alcuna personalità.
Riflessioni storiche o sociali inesistenti.
My rating: 2.5/5

Nnedi Okorafor, “Binti”
Novella sf, molto celebrata e acclamata – come l’autrice, che però io digerisco male (mea culpa).
La storia non è male, ma non sopporto il sentimento di fondo che ho trovato anche il altri racconti di questa autrice, ovvero di ingiustizia razziale, conseguente rabbia/frustrazione. Detta così, si potrebbe sostenere che è un sentimento legittimo e giustificato in certi casi, ma non sopporto come lo porta avanti la Okorafor, con quel senso di sottesa superiorità incompresa e nell’auto ghettizzazione/reclusione di questi “diversi” (migliori degli altri).
Per questi aspetti voto 1, in generale 3/5 Continue reading “Ultime letture”

Vonda N. McIntyre, “Dreamsnake”

isbn9780857054265-detailDreamsnake è un romanzo fantascientifico di Vonda N. McIntyre uscito originariamente nel 1978, ora in ristampa per Quercus Books, vincitore di diversi premi (Premio Hugo, Premio Nebula e Locus Award).

La storia segue il viaggio di una giovane donna e guaritrice, Snake, in un mondo distopico e post apocalittico, in cui l’umanità è per la maggior parte tornata ai tempi del Neolitico, ad eccezione di alcune tecnologie, come i voli spaziali, la conoscenza di altri mondi, la manipolazione genetica.

Snake può svolgere il suo lavoro grazie all’ausilio di tre serpenti molto particolari e rari: Sand è il serpente a sonagli con il veleno per vaccini e pozioni, Mist è un cobra molto velenoso ma anche in grado di curare, infine, Grass, il serpente dell’oblio, il cui veleno è una sorta di antidolorifico/morfina e allucinogeno. Ciò che rende unico Grassè che è un serpente proveniente da un altro mondo, incapace di riprodursi naturalmente e pertanto rarissimo e prezioso.
Purtroppo, proprio a causa di una svista e un incidente, Grass viene perduto e Snake deve curare i suoi pazienti e vagabondare di villaggio in villaggio solo con gli altri due. Continue reading “Vonda N. McIntyre, “Dreamsnake””