Heather O’Neill, “The Lonely Hearts Hotel”

86743Intrigata dal titolo, in una nottata in cui avevo bisogno di staccare da lettura impegnative, mi sono dedicata a questo The Lonely Hearts Hotel di Heather O’Neill.
La quarta un po’ inganna, perché se proprio pesante non è, non è nemmeno una lettura del tutto spensierata.

La storia si sviluppa lungo il corso di diversi anni ed è incentrata su due orfani, Pierrot e Rose, nati ai tempi della Grande Guerra e miracolosamente sopravvissuti dopo essere stati abbandonati nella neve. Crescendo in un orfanotrofio tra le suore repressive e violente, i due bambini, entrambi molto sensibili e idealisti, sono attratti l’uno dall’altro fin da subito, e insieme, attratti dal mondo del circo e dello spettacolo, sognano di diventare un giorno grandi artisti, ricchi e famosi.
All’età di 15 anni, sono separati quando la Depressione colpisce e dovranno contare solo su se stessi e le proprie risorse per sopravvivere.
Da qui si dipanano le loro vicende, le passioni e gli orrori che i due personaggi devono affrontare, due anime profondamente amabili in balia di un mondo di brutalità e malinconia. Continua a leggere “Heather O’Neill, “The Lonely Hearts Hotel””

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Steve Rasnic Tem, “UBO”

48619UBO di Steve Rasnic Tem è un romanzo di fantascienza che sconfina spesso nell’horror.

La storia è incentrata su gruppo di uomini intrappolati all’interno di una struttura di ricerca, che tuttavia non hanno precisa cognizione se siano sulla terra o su un altro pianeta in una galassia lontana, né chi siano gli scarafaggi giganti (di dimensioni umane – una delle cose più carine del libro!) che gestiscono la struttura e quale sia il motivo per cui li sottopongono a una sorta di programma di cambiamento della mente e della memoria, mandandoli indietro nel tempo nella coscienza di alcuni dei personaggi più vili della storia (reale e non, così abbiamo Stalin, Jack the Ripper, Falstaff, Hitler, ecc.).

Le premesse del romanzo sono di sicuro accattivanti, soprattutto la descrizione di UBO e tutta l’incertezza angosciante su cosa sia reale, allucinazione, memoria o impianto – aspetto che ricorda molto P.K. Dick.

Purtroppo la trama non è riuscita a prendermi e a interessarmi fino in fondo e ho trovato poco azzeccato mostrare volutamente scene crude per renderle un monito più efficace –  in realtà mi sono parse alquanto fini a se stesse. Continua a leggere “Steve Rasnic Tem, “UBO””

Han Kang, “The vegetarian”

the_vegetarian_-_han_kangHo letto The Vegetarian, romanzo di debutto di Han Kang, in inglese, dopo alcuni mesi dall’uscita e quando già iniziava a far parlare di sé, mentre in Italia era ancora pressoché sconosciuto.
Ora, già da un po’, è disponibile anche in italiano per la sempre sia lodata Adelphi.

Innanzitutto, sgomberiamo ogni dubbio possibile: questo non si tratta di un libro animalista o sul vegetarianismo comunemente inteso (quale scelta – coscienziosa o modaiola che sia – di alimentazione), anzi, non ha minimamente a che fare con questi aspetti. Pertanto, se siete scettici a prenderlo in considerazione per questi motivi, non vi sono più scuse.

La vegetariana è la storia di due sorelle e di due famiglie (moglie e marito), suddiviso in tre parti, tre novelle in parte indipendenti, in quanto ognuna parla da un punto di osservazione differente, ma altrettanto legate dai personaggi principali, dalla storia di base, ma soprattutto da uno dei temi fondanti della storia, qui reso in modo a dir poco doloroso: la sopravvivenza in un mondo che esige conformità. Sì, questo è ineccepibile: questo libro trasmette un dolore palpabile, sia fisico che interiore. Continua a leggere “Han Kang, “The vegetarian””

Chloe Benjamin, “The Immortalists”

isbn9781472244987-detailThe Immortalists di Chloe Benjamin è uno dei romanzi più attesi del prossimo anno e in giro iniziano a spuntare le più entusiaste recensioni.

Io ho rimandato a scrivere due righe sul libro a lungo, perché in sostanza non mi ha detto molto.

La storia inizia nel 1969, Lower East Side di New York, quando si diffonde la voce dell’arrivo di una donna che pratica una magia particolare, una viaggiatrice psichica che sostiene di poter predire a chiunque il giorno della morte.
Quattro adolescenti, Varya, Daniel, Klara e Simon, particolarmente sensibili ed evoluti interiormente, decidono di incontrarla, tra mille reticenze e dubbi (conoscere quando si morirà quanto può influenzare la vita?).

La trama li segue nei successivi cinque decenni: Simon fugge sulla costa occidentale alla ricerca dell’amore nella San Francisco degli anni ’80, la sognatrice Klara diventa una maga a Las Vegas, ossessionata dal confine tra realtà e immaginazione, Daniel cerca la sicurezza e diviene medico, sperando di poter controllare il destino, infine Varya si lancia nella ricerca della longevità, testando il confine tra scienza e immortalità. Continua a leggere “Chloe Benjamin, “The Immortalists””

Lily Brooks-Dalton, “Good Morning, Midnight”

1493334La copertina di Good Morning, Midnight, romanzo di esordio di Lily Brooks-Dalton, mi ha colpito perché somiglia molto a quella di Station Eleven di St. John Mandel (un caso?), e sotto certi punti di vista le due storie hanno qualcosa in comune: entrambi sono storie post apocalittiche che però si concentrano sull’interiorità delle persone, piuttosto che sullo scenario.

La trama segue da una parte Augustine (Augie), uno scienziato di 78 anni recluso in un osservatorio in cima all’arcipelago artico, dall’altra Sullivan (Sully), astronauta impegnata in una lunga ed estenuante missione spaziale verso Giove.
Entrambi motivati dalla loro profonda curiosità verso il mondo naturale e profondamente amanti della scienza, sia Sully che Augie hanno lasciato le loro famiglie e hanno dedicato la loro vita alla ricerca nei luoghi più desolati e remoti, rinunciando a tutto il resto.

Sullo sfondo rimane imprecisata, mai descritta o dettagliata, l’apocalisse che ha colpito la Terra: un’emergenza, forse dovuta a una guerra oppure a un cataclisma, ha interrotto ogni contatto con gli altri esseri umani, sempre presupposto che qualcuno sia sopravvissuto. Continua a leggere “Lily Brooks-Dalton, “Good Morning, Midnight””

Kiersten White, “Now I Rise (The Conqueror’s Saga, #2)”

now_i_riseNow I Rise di Kiersten White è uno dei sequel dell’anno che aspettavo.
Il romanzo precedente, Now I darken, primo della trilogia The Conqueror’s Saga, mi era piaciuto molto, originale e soprattutto con una protagonista strepitosa, che ho subito adorato.

Il primo libro lasciò Radu e Lada in posizioni in sospeso. Se il primo libro si è concentrato sulla costruzione della trama e dei personaggi, questo si dedica soprattutto all’azione.
Assistiamo a spionaggi e battaglie, e leggendo pagine scorrevoli e ben costruite, si assiste a un rafforzamento nella costruzione dei personaggi principali.

Anche in questo romanzo, il contesto è ricco e ben costruito, gli spunti storici credibili, pur trattandosi essenzialmente di un fantasy.

Il volume, e principalmente più della prima metà, è incentrato principalmente su Radu, che viene descritto con maggiore complessità che in precedenza.
Il giovane si mette molto più in discussione, così come vede con sguardo più critico e smaliziato ciò che lo circonda, benché sempre fedele a Mehmed. Continua a leggere “Kiersten White, “Now I Rise (The Conqueror’s Saga, #2)””

Celeste Ng, “Little Fires Everywhere”

34273236-_uy700_ss700_Shaker Heights, sobborgo di Cleveland, sembra l’immagine della perfetta periferia americana: tutto è minuziosamente progettato, ordinato, dal layout delle strade, ai colori delle case, alla vita soddisfacente che i suoi abitanti sembrano condurre. E nessuno incarna questo spirito più di Elena Richardson e la sua famiglia benestante.

In questa scena idilliaca (forse?) arriva Mia Warren, artista enigmatica, madre single dell’adolescente Pearl, che affitta una casa dei Richardson.
Presto Mia e Pearl diventano più che semplici inquiline, soprattutto perché tutti e quattro i figli dei Richardson iniziano a gravitare attorno alla coppia madre-figlia.
Mia, però, ha alle spalle un misterioso passato, che potrebbe essere un disappunto per le regole rigide e formali della comunità nella quale cerca di inserirsi.
Già il fatto che Mia e Pearl vivano in maniera non convenzionale, spostandosi spesso da città a città, vivendo uno stile di vita un po’ artistico un po’ bohemienne, aveva messo in allarme la signora Richardson, che tuttavia si fregia del titolo di benefattrice e affitta la casa a Mia a un prezzo di assoluto favore, sentendosi una sorta di nuova madre o madrina per la donna, in grado di riportare sulla retta le anime perdute e bisognose di assistenza.
Il rapporto che si instaura tra le due donne non sarà affatto così semplice e inoltre l’introduzione della figlia Pearl nella famiglia Richardson creerà non poco scompiglio. Continua a leggere “Celeste Ng, “Little Fires Everywhere””