Only Lovers Left Alive (2013)

Ero molto scettica se guardare questo film o meno, temevo di trovarmi davanti l’ennesimo paranormal romance senza nulla di interessante da trasmettere.
Dopo aver letto pareri “di fiducia” incoraggianti, ho tentato la visione.

Il film è molto particolare e si discosta affatto dal genere vampiresco adolescenziale che ha distrutto secoli di nobile narrativa horror.

La trama in sé è molto semplice da riassumere: Adam (Tom Hiddleston) è un vampiro, stanco del mondo contemporaneo in cui vive, che si è auto relegato in una grande casa a Detroit, dedicandosi quasi solo a comporre musica. Sempre più d’umor cupo, inizia a pensare anche al suicidio. Avendo captato che qualcosa turba il marito, arriva al suo fianco la compagna di sempre, Eve (Tilda Swinton), lasciando la sua abitazione a Tangeri.
Per poco i due si ritrovano e stanno insieme, fino a quando non arriva la sorella di lei, Eva (Mia Wasikowska) a portare guai e a distruggere l’idillio.

Il film ha sapore di qualcosa di altri tempi, è molto lento, barocco e decadente – tutte caratteristiche che si sposano deliziosamente con i vampiri. C’è da dire, tuttavia, che se gli attori non fossero stati di calibro eccellente e non avessero messo in atto una recitazione ipnotizzante e affascinante, si sarebbe stati di fronte a qualcosa inguardabile .

La storia sembra sempre essere in secondo piano rispetto a tutto il resto che turbina e arricchisce la pellicola.
In primis, la musica, suadente e ipnotica, che avvolge, accompagna e emoziona lungo tutta la visione.
Poi ci sono i colori – da quelli sgargianti e cadi di Tangeri e della casa di Eve, alle tonalità chiaroscuro che invece avvolgono Adam e la sua vita.
Non da ultimo l’esistenza millenaria dei protagonisti diventa occasione per flash di elucubrazioni sulla storia, sulla letteratura, sul progresso dell’umanità nell’arte e nella scienza. Scene emozionanti, attimi contemplativi e nostalgici, esattamente come i protagonisti, al contempo sensibili e gelosi, malinconici e pieni di speranza. Essi sono, in qualche modo, una delle rappresentazioni più umane di vampiri che il grande schermo abbia visto da molto tempo.

Anche i paesaggi sono essenziali e di assoluto primo piano.
Tangeri, con la sua musica e i suoi colori.
Forse ancor più Detroit, sorta di deserto post industriale, perfetto specchio della sensibilità di Adam, che si è circondato di reliquie e romanticizza il passato, così come la città in cui vive è colma scheletri di fabbriche che furono e spoglie di meraviglie in rovina.
Proprio le scene notturne di Adam e Eve che percorrono in auto le smisurate strade vuote della città americana danno un pungente senso di apocalissi, di qualcosa di irrimediabilmente e romanticamente perduto, un presentimento di qualcosa di terribile che sta per accadere.
Momenti lenti che sono tra i più significativi del film.

Il film è costellato anche di piccole divagazioni umoristiche, per lo più relative a tempi passati che rendono i due protagonisti ancor più intriganti.

Uno dei concetti che la storia sembra voler passare è quello della ciclicità del tutto: ecco dunque la rotazione vertiginosa delle riprese nelle scene di apertura, il girare del giradischi, il disgusto da parte di Adamo per la ciclicità del mondo e delle persone in essa, i viaggi in tutto il mondo e ritorno, ecc.
Adam ed Eve stessi sono un ciclo, forse quello supremo, una sorta di yin e yang ancestrale, ove Eve è luce, celebrazione di vita e di vitalità, colore e movimento, mentre Adam è il buio, la morte, l’immobilità pensosa e l’isolamento.

La chiave è certamente nel titolo, che gioca abilmente con le parole su più livelli.
È un rimando cinico agli “amori” passeggeri e fugaci di oggi, mentre il legame tra Adam e Eve, nonostante i secoli, è ancora vivo e profondo, in quanto tutto a tempo che hanno vissuto, alle esperienze che hanno passato, è l’amore pure e indissolubile, vero, tra loro che è sempre sopravvissuto.
In un altro senso, sembra tristemente suggerire che in un mondo di distruzione della bellezza e della poesia, solo i non morti (che forse sono solo gli amanti dell’arte e della letteratura) potrebbero effettivamente essere gli ultimi veri amanti rimasti in vita.

My rating: 8/10

Only Lovers Left Alive
2013
Regia: Jim Jarmusch

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7 thoughts on “Only Lovers Left Alive (2013)

    1. Davide, concordo che alcune tematiche (vampiri, ad esempio) siano altamente abusate e traviate, purtroppo.
      Però, dato che il mio interesse verso queste cose risale a una parecchi anni fa, ogni tanto mi piace dare una chance a un libro o un film, ecc… Talora si pesca qualche rarità decente e interessante, spesso si conferma la fuffa.

      1. Ma figurati, capisco benissimo lo sfogo. 🙂
        Anche a me talora parte l’embolo quando troppo è dato in pasto a basse logiche commerciali, come i succitati temi – o come la moda del momento, i remake/prequel/sequel di film, seire e altro degli anni ’80 (poveri i miei ricordi di infanzia!). Grrr… 😉

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