Orphan Black (Prima Stagione)

Appena approdata alla seconda stagione e sentendo un crescente buzz intorno a questa serie, ho deciso di provare a guardare Orphan Black.

Dopo un pilot intrigante, la serie si fa sempre più avvincente e in particolare dal terzo episodio non si può non rimanere coinvolti da una trama via via più complessa e stuzzicante.

Sarah (Tatiana Maslany), orfana e ormai giovane donna, conduce un’esistenza al limite della criminalità e della truffa. Una sera, camminando lungo la pensilina della stazione ferroviaria assiste ad una scena sconvolgente: una donna, dall’aspetto identico al suo, si suicida gettandosi sotto un treno.
Sarah, scossa dall’accaduto ma alla disperata ricerca di denaro, raccoglie impulsivamente la borsa della donna. Ne parla quindi con il fratello adottivo, Felix (Jordan Gavaris), spiegandogli come frugare nella vita della donna suicida potrebbe essere un’occasione di fare un po’ di soldi facili, soprattutto per riprendersi la custodia della figlia Kira, al momento in custodia dalla Signora S.
Oltre a rendersi presto conto di quanto sia difficile impersonare qualcun altro, quello che la protagonista non sospetta minimamente sarà di trovarsi imbrigliata in un mistero fitto e anche pericoloso, che andrà imbrogliandosi ad ogni puntata.
Infatti, la sosia che ha visto era solo una delle donne dall’aspetto uguale al suo, che risultano essere tutte dei cloni creati a scopo di ricerca scientifica e che qualcuno adesso sta tentando di uccidere.

La storia si muove rapidamente, è emozionante, sceneggiatura e recitazione sono sorprendentemente solidi ad ogni livello.
La trama si mantiene ad alto contenuto adrenalinico, tra colpi di scena, azione, enigmi crescenti, oltre a scene divertenti e ironiche, coniugando elementi thriller e fantascientifici.
La suspense è sempre garantita, poiché il pericolo è sempre costante – le donne che possono inavvertitamente rivelare di essere dei cloni e sconvolgere ulteriormente la propria vita, le indagini della polizia, la ricerca della verità sul passato, sul motivo per cui sono state create, chi le sta braccando e controllando e a quale scopo, ecc.

Una delle scommesse, risultate vincenti, della serie è avere un’unica attrice che ricopre tutti i ruoli delle protagoniste e in questo Tatiana Maslany è davvero straordinaria.
Certo, capigliatura , trucco e costumi fanno un ottimo lavoro per dare ad ogni clone un aspetto distinto e renderli facilmente riconoscibili l’uno dall’altro, ma è la bravura della Maslany a presentare ciascuna donna una persona nettamente diversa e unica, con risultati assolutamente incredibili, tanto che non sembra nemmeno che essere sempre la stessa attrice a vestire i panni di uno dei cloni.

Degno di nota, comunque, anche il resto del cast: ad esempio, Jordan Gavaris nei panni di Felix, il fratello adottivo di Sarah, è straordinario quanto esilarante, altrettanto bravi Maria Doyle Kennedy (la Signora S., madre adottiva di Sarah), Kevin Hanchard (il detective Art Bell), Matt Frewer (il Dottor Aldous Leekie).

Una serie appassionante e piacevole, che a tratti, per quanto molto diversa, mi ha ricordato Dark Angel e Dollhouse, e che soprattutto tiene incollati allo schermo con il fiato sospeso.

My rating: 8/10

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