Clemens Meyer, “Eravamo dei grandissimi”

Me lo sogno ancora adesso l’Eastside, e tutto quel periodo. Mi sembra quasi che l’anno dell’Eastside, anche se non è durato nemmeno un anno e prima erano già successe un mucchio di cose e tante ancora ne sono successe dopo, ecco, mi sembra che sia stato il periodo più lungo di quando eravamo ragazzi… o eravamo ancora bambini? E quando sogno di quell’anno, o ci ripenso, capisco che noi, allora, eravamo dei grandissimi.

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Eravamo dei grandissimi (Als wir traumten in tedesco, Mentre stavamo sognando) è stato il romanzo d’esordio di Clemens Meyer ed è la prima sua opera ad essere finalmente tradotta in italiano.
All’uscita fu accolto come una rivelazione e non posso che concordare che si tratta di un libro unico, stupendo, ma anche un vero pugno nello stomaco.

Ti ricordi?
Questo il presupposto per dare il via a circa 600 pagine di storia.
E storia in ogni senso, quella di una città, Lipsia, poco prima della caduta del Muro, di com’era la vita ai tempi della DDR e immediatamente dopo, ma, soprattutto, è la storia Daniel, Walter, Mark, Paul, Pitbull e Rico. Sono amici, sono compagni, sono abitanti della zona più degradata della città (il quartiere di Lipsia dove si svolge l’azione è sozzo, trascurato, decadente, quasi una zona di guerra), sono adolescenti già perduti.

È compito di Daniel Lenz, voce narrante e protagonista, ripercorre in frammenti correlati, non disposti in ordine cronologico, gli episodi di vita, dalla fine dell’infanzia, a buona parte dell’adolescenza e qualche sporadica finestra sull’età adulta – la sua giovinezza, insomma, nella Germania dell’Est, negli anni in prossimità del “grande cambiamento“.

Il racconto procede come un vortice che risucchia in un crescendo di violenza, disillusione, ma anche smarrimento e amarezza.
Con un linguaggio diretto, duro come quello che sta accadendo, mimetico della voce dei giovani di allora, Meyer racconta la storia estremamente realistica di questi amici delle classi inferiori, della periferia, tagliati fuori dalla possibilità del lavoro, del denaro, dell’amore, in un momento di transizione personale (l’adolescenza) e socio-politica (la fine del Comunismo). Continua a leggere “Clemens Meyer, “Eravamo dei grandissimi””

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Only Lovers Left Alive (2013)

Ero molto scettica se guardare questo film o meno, temevo di trovarmi davanti l’ennesimo paranormal romance senza nulla di interessante da trasmettere.
Dopo aver letto pareri “di fiducia” incoraggianti, ho tentato la visione.

Il film è molto particolare e si discosta affatto dal genere vampiresco adolescenziale che ha distrutto secoli di nobile narrativa horror.

La trama in sé è molto semplice da riassumere: Adam (Tom Hiddleston) è un vampiro, stanco del mondo contemporaneo in cui vive, che si è auto relegato in una grande casa a Detroit, dedicandosi quasi solo a comporre musica. Sempre più d’umor cupo, inizia a pensare anche al suicidio. Avendo captato che qualcosa turba il marito, arriva al suo fianco la compagna di sempre, Eve (Tilda Swinton), lasciando la sua abitazione a Tangeri.
Per poco i due si ritrovano e stanno insieme, fino a quando non arriva la sorella di lei, Eva (Mia Wasikowska) a portare guai e a distruggere l’idillio. Continua a leggere “Only Lovers Left Alive (2013)”