Ričardas Gavelis, “Vilnius Poker”

1934824054-01-mzzzzzzzQuesto libro, assolutamente particolare, richiama alla mente molti nomi, come Kafka, Camus, Joyce, Genet, Nietzche, per le sicure influenze che, sia dal punto di vista ideologico che strutturale, hanno pesato sull’autore.
Alla fine, tuttavia, solo due sono i veri perni della storia: Vilnius, la città lituana, e Vytautas Vargalys, il protagonista principale, personaggio davvero weird nel senso più pregnante, che cerca di dimostrare come Vilnius sia una sorta di città infernale, e in particolare l’esistenza delle tracce di “Loro”, una società nascosta che attraversa la storia della civiltà con lo scopo di distruggere la vita di chiunque va contro i loro piani ignoti.

Vytautas lavora in una biblioteca istituzionale per aggiornare un sistema computerizzato. Nonostante l’attività sia già stata avviata, in realtà non può essere autorizzata formalmente prima che il medesimo lavoro venga completato a Mosca. Quindi i lavoratori si spostano tra i libri, prendendosi pause caffè lunghe e frequenti, in questa sorta di (primo) surreale stato delle cose. Vytautas ha anche un altro fine, quello di cercare e dimostrare l’esistenza di “Loro” attraverso testimonianze di libri dimenticati, o più precisamente nelle lacune presenti in questi testi, dove, crede non vengano menzionate alcune cose intenzionalmente – questi segni di assenza o manipolazione, per il protagonista sarebbero la prova dell’esistenza di questi personaggi. Continua a leggere “Ričardas Gavelis, “Vilnius Poker””

Ultime letture

Jeff VanderMeer, “Authority: A Novel” (Southern Reach, #2)
Se il primo libro non mi era dispiaciuto (con qualche “ma”), questo mi è risultato piuttosto noioso, una fatica portarlo alla fine.
Incentrato sulla figura di Control e appesantito da troppi flashback, alla fine non dà risposte e aggiunge poco al senso della trilogia.
My rating: 2.5-3/5

Elizabeth von Arnim, “Una donna indipendente”
È il mio primo approccio a questa scrittrice e il giudizio è completamente positivo.
Il romanzo si svolge in forma epistolare, ma riesce a dare una visione completa dei personaggi, della loro individualità, dei paesaggi, della storia stessa.
Rose-Marie, la protagonista, mi è piaciuta moltissimo: solo nelle prime pagine dà l’impressione di comportarsi come l’ennesima innamorata insulsa, dopo dà prova di vera personalità e carattere.
My rating: 4.5/5

Elizabeth von Arnim, “Il circolo delle ingrate”
Come per il precedente, il romanzo è ben scritto e uno dei suoi pregi che caratterizzano la Von Arnim è la ricerca psicologica dei suoi personaggi principali, in particolare legata al contesto sociale.
Questa storia non mi ha fatto impazzire, soprattutto perché non sopportavo la protagonista, Anna, e per il finale che mi ha lasciato un po’ perplessa.
My rating: 3.5/5

Stefan Zweig, “Lettera di una sconosciuta”
Bello, delicato e toccante.
Nella sua brevità, questa “lettera” riesce a coinvolgere a fondo qualunque lettrice, perché tutti, in varie forme e tempi, abbiamo amato senza essere né corrisposti né riconosciuti.
Straordinario come Zweig riesca a cogliere alcuni aspetti dell’animo femminile, mettendone a nudo con un lirismo apparente semplice il dolore atroce, la rabbia, ma anche la profondità.
Stupendo.
My rating: 4.5-5/5 Continua a leggere “Ultime letture”

The Weird: A Compendium of Strange and Dark Stories

The Weird: A Compendium of Strange and Dark Stories è un’antologia del 2012 di fiction weird edita da Ann e Jeff VanderMeer. Conta più di 1000 pagine e più di 100 racconti, ed evidentemente è un’impresa solo il pensare di affrontarla, per questo abbiamo (Francesca, Saretta, Livia, Tintaglia, Elisabetta: le cinque coraggiose del gruppo YA&Dintorni su Goodreads) deciso di dedicarle un intero anno: un paio di racconti a settimana con appuntamento fisso per il commento. Il capolavorone del weird ci ha lasciato però un po’ perplesse (per fortuna l’abbiamo parcellizzato e letto e commentato tutte insieme) e anche per questo – e per celebrare l’impresa di averlo concluso – abbiamo optato per una recensione con domande e risposte a cui rispondiamo in tre, Saretta, Francesca e Tintaglia.

D. Piaciuta? Meh!? Ma perchè?

Saretta: La cosa che mi è piaciuta di più di questa antologia è stato il lunghissimo percorso (1 anno) in cui l’abbiamo affrontata insieme sul gruppo YA: senza questo incentivo (e gli insulti collettivi, e il “ah questo racconto non ti è piaciuto? Allora salto il turno”) sarebbe stato impossibile concluderla. Quindi bello il percorso, bello leggerla insieme, ma lei come antologia mica tanto bella: rispetto alla mole (e al numero di racconti) ce ne sono pochissimi veramente – ma veramente – belli, la maggior parte sono piuttosto mediocri e con un alone di già visto: passi quelli più vecchiotti, ma anche alcuni moderni sapevano di naftalina.

Francesca: Anche a me è piaciuto molto averla letta insieme lungo tutto un anno. Non solo è stato un incentivo a proseguire (da sola avrei mollato), ma è stato piacevole confrontarsi ironicamente sul (non) senso riscontrato in tanti – troppi – racconti e sul weird in generale. Nel complesso, il mio giudizio è decisamente “meh”. Alcuni racconti sono notevoli e li ricorderò di sicuro, la maggior parte li ho dimenticati appena conclusi. Tra i classici, a parte i “maestri”, le storie sono alquanto ripetitive – fino ad anni ‘80 inoltrati, direi, salvo rare eccezioni. Mi sono stupita che diversi autori recenti per scrivere una storia “weird” usassero uno stile (oltre ai temi, ma quelli possono anche essere rivisitati) vecchio e sorpassato, pochi hanno trovato una via originale e davvero intrigante.

Tintaglia: D’accordo in tutto con voi: la cosa più bella è stata l’esperienza. ^^ Non ce l’avrei mai fatta senza gli incoraggiamenti reciproci e l’attesa di commentare (malvagiamente – almeno quello! XD) la lettura della settimana. E anche quella di essere arrivata in fondo a un mattone del genere. Continua a leggere “The Weird: A Compendium of Strange and Dark Stories”