Viola Carr, The Diabolical Miss Hyde (Electric Empire, #1)

misshydecoverCi sono dei libri che si possono assaporare solo al momento giusto, ad esempio quando si ha voglia di qualcosa di assolutamente spensierato, leggero e… con un tocco trash.
Eccovi dunque servito The Diabolical Miss Hyde di Viola Carr, primo romanzo della serie Electric Empire.

In una versione alternativa della Londra vittoriana, decisamente steampunk e con pennellate paranormal, alcune donne vengono brutalmente assassinate e smembrate. Eliza Jekyll è determinata a scoprire chi c’è dietro i crimini e, oltre a cercare di risolvere gli omicidi, deve gestire l’arrivo di un nuovo ispettore, Lafayette della Royal Society, che ha il potere di arrestarla al minimo accenno di uso di qualcosa di diverso dalla scienza “normale” – questo perché magia e la stregoneria sono rigorosamente fuorilegge.
Eliza, però, serba un segreto molto più pericoloso: è difatti la figlia del dottor Henry Jekyll – l’uomo che ha realizzato un elisir che lo sdoppia tra due personalità differenti. Ed Eliza ha lo stesso problema, ovvero deve aver a che fare con la presenza del suo alter ego, Lizzie Hyde, benché con l’aiuto di un rimedio sia riuscita a tenerla a bada… Almeno fino ad ora. Proprio in concomitanza con l’inizio delle indagini, infatti, Lizzie è tornata ad essere una presenza ingombrante e persino pericolosa, tanto che la stessa Eliza teme possa essere coinvolta nei crimini che investiga. Continua a leggere “Viola Carr, The Diabolical Miss Hyde (Electric Empire, #1)”

Rachel Caine, “Ink and Bone (The Great Library, #1)”

L’ultimo romanzo di Rachel Caine mi aveva colpito ancor prima che uscisse perché il tema fondante sono i libri… Come poter resistere!

Immaginate un mondo futuro in cui esistano soltanto i libri cartacei e sia considerati talmente sacri che solo la Grande Biblioteca possa possederli.
Immaginate che addirittura il possesso di un libro è illegale, perché le copie esistenti di un’edizione sono uniche o comunque rarissime.
Immaginate quindi come lo scambio di questi libri non possa essere che illegale e costosissimo e come la conoscenza sia ristretta a pochissime persone.

Questo è lo sfondo sul quale si staglia Ink and Bone, una sorta di futuro in un universo parallelo in cui i libri sono oggetti rari che solo la Grande Biblioteca di Alessandria, oppure una dalle sue librerie figlie situate in tutte principali città del mondo, può tenere legalmente. Continua a leggere “Rachel Caine, “Ink and Bone (The Great Library, #1)””

Élian Black’mor, M Carine, “In Search of Lost Dragons”

Elian Black’Mor e Carine-M sono due autori francesi che pubblicato In Search of Lost Dragons per la prima volta nel 2011, in francese. Ora, per la Dynamite Entertainment, questo incantevole libro illustrato (o, meglio, libro d’arte) esce anche tradotto in inglese.

Il libro non può definirsi propriamente una graphic novel. Si può paragonare, piuttosto, a un immaginario diario di viaggio ricco di appunti e meravigliose immagini, attraverso le rotte di tutto il mondo (dall’Europa all’Oriente) alla ricerca degli ultimi draghi di ogni tipo – un qualcosa tra libro d’arte, diario di un’avventura e giornale scientifico. Continua a leggere “Élian Black’mor, M Carine, “In Search of Lost Dragons””

Emma Trevayne, “Flights and Chimes and Mysterious Times”

Era da un po’ che tenevo d’occhio Flights and Chimes and Mysterious Times di Emma Trevayne, vuoi per l’accattivante copertina o per la quarta che mi ha ispirato subito.

Alla fine la lettura mi ha lasciato un po’ tiepida.

Lo stile dell’autrice non è niente male, riesce a ricostruire una Londra alternativa ove davvero si respira un remoto senso di magia, tra mistero e l’oscuro.
Proprio il worldbuilding è l’aspetto che mi è piaciuto di più, insieme all’elemento steampunk. Forse perché amo il genere, ma tutte queste creature meccaniche che prendono vita, insieme ad elementi tratti dal mito e magici, la narrazione che procede con uno stile fiabesco, mi hanno fatto immaginare vividamente le scene.

D’altra parte la storia in sé e i personaggi non mi hanno coinvolto.
Forse è un problema mio, ma il protagonista, Jack, non mi ha per nulla entusiasmato, spesso mi sembrava lasciarsi trascinare dalle azioni degli altri personaggi, piuttosto che essere una componente attiva nella trama.
Di conseguenza le sue vicende mi hanno lasciato esitante e senza particolare entusiasmo.

Anche il finale mi è parso alquanto frettoloso, tanto più dopo pagine spese su tanti dettagli, alla fine si pecca nel dare tutte le informazioni per concludere pienamente la storia.

Buono, ma poteva essere decisamente migliore.

My rating: 3.5/5

Emma Trevayne
Flights and Chimes and Mysterious Times
Ed. Simon & Schuster

Dall’era degli automi, i miraggi meccanici di Kazuhiko Nakamura

Articolo originariamente pubblicato su HyperNext

Automaton

Da un’indeterminata età delle macchine, solenni e scultorei nella loro immutabilità imperitura, emergono i miraggi meccanici di Kazuhiko Nakamura. Ibridi surreali tra uomo e macchina, questi testimoni di “un difficile matrimonio tra carne e metallo”, dalle linee fluide e nitide, le cromie bronzee e i chiaroscuri decisi, schiudono il loro carapace metallico per rivelare una miriade di dettagli modellati con precisione fiamminga.

Nakamura è un novello Arcimboldo dell’era post-industriale, un redivivo alchimista che plasma il suo Golem meccanico, e replicando “la trasformazione e lo sviluppo della muta degli insetti” foggia ritratti di automi che dell’umano serbano solo un simulacro esteriore. Dalla scatola dei ricordi del passato, che ostinatamente l’artista cerca di recuperare e rielaborare – ricerca che egli stesso definisce simile “alla passione degli amnesiaci nell’inseguire le loro memorie perdute” –, minuzie e frammenti sono assemblati a comporre visioni dall’atmosfera unica, si amalgamano in un insieme fantastico.

Le influenze esercitate su Nakamura sono molteplici, dal surrealismo al realismo magico, non senza incursioni nel Rinascimento, soprattutto quello nordico, oltre ai contatti determinanti con il cyberpunk. Stimoli che si fondono nel mirabile sincretismo che dà vita ai suoi lavori, alla cui base risiede l’incontestabile fascino per l’automa meccanico. Continua a leggere “Dall’era degli automi, i miraggi meccanici di Kazuhiko Nakamura”

Gail Carriger, “Curtsies & Conspiracies (Finishing School, #2)”

Secondo capitolo dell’accattivante serie dai toni steampunk e paranormal, Finishing School (di cui consiglio di visitare il sito dedicato, delizioso!), della bravissima Gail Carriger.

Alla Finishing Academy for Young Ladies of Quality, Sophronia e le sue compagne si trovano alle prese con nuove lezioni da seguire, test da superare, ambigui personaggi e corteggiatori, e, soprattutto, misteri da risolvere. Oppure anche questi enigmi fanno parte della loro educazione ad essere signorine della Società bene e altrettanto spie?

La serie si mantiene intrigante, scorrevole e godibilissima. Inoltre, c’è sempre quel pizzico di ironia che la rende ancor più gustosa, senza scadere nei cliché del genere.
Anzi, a volte ho l’impressione che l’autrice con certi passaggi drammatizzati o una frase particolarmente ironica voglia prendere in giro, benevolmente, il genere, mettendone in luce i luoghi comuni ma anche mostrando come gli stessi possano essere trattati in modo nuovo e più divertente. Continua a leggere “Gail Carriger, “Curtsies & Conspiracies (Finishing School, #2)””

Gail Carriger, “Etiquette & Espionage (Finishing School #1)”

Sofronia Temminnick non è la classica e impeccabile signorina vittoriana. Più curiosa che aristocratica, interessata agli ultimi ritrovati tecnologici piuttosto che alla moda, viene mandata dalla madre alla celeberrima Finishing Academy for Young Ladies of Quality di Mademoiselle Geraldine.
Ben presto Sofronia scopre di non essere in un tipico istituto per signorine per bene e per raffinare modi ed educazione, bensì in una scuola davvero particolare, ricca di misteri, intrighi, personaggi bizzarri e lezioni ancor più inconsuete.

La maggior parte dei personaggi del romanzo è deliziosamente eccentrica e accattivante, compresi quelli che a buon diritto rientrano tipicamente nella sfera del genere paranormal/urban fantasy (come, in questo caso, un insolito lupo mannaro), a partire proprio dalla protagonista, che si scosta del tutto dall’adolescente perfettina e senza personalità.

Il worldbuilding è sicuramente uno degli aspetti maggiormente riusciti: viene descritta una squisita Inghilterra Vittoriana in salsa steampunk, decisamente affascinante, un immaginario che si plasma man mano pagina dopo pagina. Continua a leggere “Gail Carriger, “Etiquette & Espionage (Finishing School #1)””