Andrei Kurkov, “Picnic sul ghiaccio”

260-9788899911164-mainUn romanzo che avesse per protagonista un uomo con un pinguino come animale domestico non poteva non attirare la mia attenzione. Inoltre, ho avuto la fortuna di ascoltare l’autore, Andrei Kurkov, a una presentazione in libreria e la lettura è divenuta quasi un obbligo morale!

Picnic sul ghiaccio è ambientato in una Kiev da poco uscita dall’egemonia della Russia comunista. Il protagonista, Viktor, è uno scrittore quarantenne squattrinato e in crisi perenne che, dopo l’abbandono dell’ultima fidanzata, ha adottato un pinguino dallo zoo cittadino, che non poteva più permettersi di mantenerlo.
Dal momento che non si decide a dare alle stampe i suoi racconti, che tiene custoditi in un cassetto attendendo chissà quali tempi migliori, un giorno riceve una proposta destinata a cambiargli la vita: dovrà scrivere quelli che in gergo si chiamano “«coccodrilli”, i necrologi, in anticipo, di personaggi in vista della società ucraina.
Grazie al suo talento, Viktor si rivela davvero molto bravo, ma la cosa inizia a farsi inquietante allorché i protagonisti dei suoi articoli muoiono uno dopo l’altro, in circostanze misteriose e decisamente poco chiare.
Viktor allora si trova così al centro di un pericoloso intrigo fatto di tra mafia, servizi segreti e disinformazione, sempre accompagnato dal pinguino Miša e da Sonja, figlia di un boss in perenne fuga. Continua a leggere “Andrei Kurkov, “Picnic sul ghiaccio””

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Amor Towles, “Un gentiluomo a Mosca”

7545380_2179631Cosa si cela al di là delle porte del lussuoso Hotel Metropol di Mosca? Un semplice albergo o molto di più?

Che romanzo incredibile, questo Un gentiluomo a Mosca di Amor Towles!
Inizia un po’ in sordina, ma dopo pochi capitoli mi ha avvinghiato, non potevo smettere di leggere, un’emozione dopo l’altra seguivo la vita del Conte Rostov come davanti a un incredibile film in bianco e nero.

La storia copre un ampio periodo temporale, a cominciare dal 1922, dopo la rivoluzione russa, allorché tutti i nobili vennero processati, giustiziati o subirono qualche tipo di pena e prigionia.
Il Conte Aleksandr Il’icˇ Rostov fortunosamente riesce ad essere condannato soltanto agli arresti domiciliare a vita presso l’Hotel Metropol, uno dei più sfarzosi della Russia, ove per cenare o soggiornare passano i personaggi più diversi, dai nuovi ricchi possidenti agli esponenti della cultura e dello spettacolo.

Quello che colpisce immediatamente è l’atteggiamento del protagonista: nonostante la condizione, egli mantiene tutti i principi secondo i quali è stato educato. Infatti, da persona colta, da esteta, continua a vestirsi a suo modo, a intrattenere brillanti conversazioni con gli avventori dell’albergo, a trattare con rispetto e cortesia chiunque. Un vero gentiluomo di un’epoca tramontata in quell’enorme hotel in stile liberty, anch’esso in qualche modo ancorato ai fasti un tempo che non c’è più.

Per la loro stessa natura, gli esseri umani sono così capricciosi, così complessi, così deliziosamente contraddittori da meritarsi non solo la nostra considerazione, ma anche la nostra riconsiderazione, e la risoluta determinazione a trattenere la nostra opinione finché non li avremo impegnati in ogni possibile situazione a ogni possibile ora.

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Viktor Shklovskij, “Der Zoo, o lettere non d’amore, oppure la terza Eloisa”

Al mondo ci sono tante bestie diverse e tutte a loro modo glorificano e bestemmiano Dio. Senza parole ti tuffi in fondo al mare e riporti solo sabbia, che scorre come fango. Io possiedo molte parole e ho la forza, ma colei a cui dico tutte le parole è straniera.

sklovskij_derzooDer Zoo, o lettere non d’amore, oppure la terza Eloisa è un breve romanzo in forma epistolare e autobiografica del formalista russo Viktor Shklovskij.

Shklovskij fu esiliato dalla propria patria, la Russia, e si rifugiò a Berlino ove si trovavano tanti altri suoi connazionali in situazioni simili.
In queste lettere egli, lontano dalla donna amata dalla quale non è ricambiato, le promette di non scrivere d’amore, ma di raccontarle delle sue giornate.

Il libello è estremamente interessante, di una curiosità incantevole, perché coniuga espressione artistica (Shklovskij era un formalista pertanto nulla lascia al caso nemmeno in questa scrittura), resoconto sociale e storico, idee sulla letteratura, pensieri sull’esilio, descrizioni di persone che conosce.

Il complesso è intrigante, ne emerge un quadro del periodo ben preciso, ove Berlino era un porto franco e di salvezza per i rifugiati, ma tuttavia non garantiva vita facile, tutt’altro.
Non per nulla, gli esiliati vengono con sottile metafore accostati alle bestie del celeberrimo zoo, il loro vagare nelle aree spoglie e “per la via sotto i dodici ponti di ferro”. Continua a leggere “Viktor Shklovskij, “Der Zoo, o lettere non d’amore, oppure la terza Eloisa””

Katherine Arden, “The Bear and the Nightingale”

the-bear-and-the-nightingale-coverRussia, folklore, realismo magico, lande sperdute e innevate: potevano questi ingredienti non attirare la mia attenzione?
Così sono arrivata al romanzo di Katherine Arden, The Bear and the Nightingale, che è a dir poco magnifico e stupefacente.

Stupisce innanzitutto per due aspetti (ho scorso più volte la nota biografica dell’autrice per sincerarmi di aver compreso bene): è un romanzo d’esordio, benché sia limato e calibratissimo, e l’autrice non ha origini russe, ha studiato tale cultura e vi ha soggiornato per un periodo nemmeno troppo lungo – eppure l’atmosfera e le sensazioni sembrano uscire direttamente dalle storie tradizionali di quel paese.

Si capisce che sono stata rapita da questo libro, che ho amato davvero tantissimo. Eppure ero pure un po’ scettica, perché l’hype attorno alla sua uscita e i paragoni con scrittori di fantastico altisonanti spesso risulta essere anticamere di una delusione, più o meno cocente.

The Bear and the Nightingale racconta la storia di Vasilisa, comunemente chiamato Vasya, la cui famiglia vive nel nord della Russia, tra lande desolate e immense foreste. E ‘una vita dura, dagli inverni rigidi e spietati, ma anche un luogo in cui ancora vivono le tradizioni, la cultura antica, il credo nelle creature ultraterrene e nella magia. Continua a leggere “Katherine Arden, “The Bear and the Nightingale””

Ultime letture

José Saramago, Le intermittenze della morte
Un romanzo un po’ diverso da quelli ai quali Saramago ci ha abituato. Soprattutto la prima parte ha un carattere di analisi generale, quasi sociologica dell’agire umano, delle relazioni (personali e non).
Interessante punto di vista e spunto narrativo, l’ho letto con attenzione, ma non ha saputo davvero coinvolgermi.
My rating: 3/5

Alexander Lernet-Holenia, Un sogno in rosso
Trovo sempre affascinante leggere della Russia, vuoi del suo passato che del suo presente, ha sempre qualcosa di terribile e al contempo di misteriosamente magico.
Questo libro è uno scorcio sul periodo russo dalla Rivoluzione Russa al dopoguerra, ma si concentra su alcuni personaggi oggetto di una inesplicabile profezia di un altrettanto enigmatico soggetto, chiamato Anachin.
Attraverso lo scorcio delle vite coinvolte, viene presentata la storia di un paesenella sua crudezza, violenza, ma anche sentimenti intimi, non senza un alone di mistero, magia, sguardo al futuro che dà disperazione e speranza.
Molto particolare e interessante.
My rating: 4/5 Continua a leggere “Ultime letture”