Michele Mari, “Leggenda privata”

9788806228958“Specchio, specchio delle mie brame, qual è il maggiore scrittore italiano vivente del reame?”
Michele Mari, senza dubbio (per me, almeno), e questo suo ultimo libro lo conferma.

Cos’è Leggenda Privata?
Detto con parole normali una sorta di autobiografia particolare.
Con parole mie: uno dei più strabilianti trip mentali − acidi e lucidi al contempo, dolorosi ma mai patetici − attraverso il proprio passato che un autore possa dare alla luce.

Mari si mette a nudo sul palcoscenico di un teatro dell’assurdo, dove gli spettatori sono i lettori, avidi, mentre sulla scena si rappresenta il suo processo: lui alla sbarra degli imputati, giudici e testimoni surreali creature, spesso contraddistinte da pennellate orrorifiche, o i ricordi delle persone della sua vita.
Non è il Dottor S. de La coscienza di Zeno a costringere l’autore a scrivere la propria storia, bensì un’enigmatica e inquietante Accademia dei Ciechi.

Mari sa già cosa ne verrà fuori e con una singolare captatio benevolentiae avvisa il lettore che il suo sarà un romanzo dell’orrore, “un romanzo triste/angosciato e dunque caratterizzato da una certa quota di divertimento e di virtuosismo”. Continue reading “Michele Mari, “Leggenda privata””

Arno Camenisch, “La cura”

9788899911041-mainAscoltare un autore parlare dei propri romanzi e di sé è spesso un’esperienza rivelatoria: è possibile scrutarne brandelli d’anima attraverso sguardi o movenze, carpire tra le parole e i silenzi quanto di autentico oppure di accademico venga riversato nella parola scritta, intuirne passione, ideali oppure soppesati artifici e affettazione.

La presentazione dell’ultimo romanzo di Arno Camenisch, La cura, uscito in italiano per Keller, è stata un’esperienza memorabile, tanto semplice, quanto intensa e coinvolgente.
Camenisch trabocca di passione per la scrittura, per ciò che scrive, per la vita percepita come qualcosa da osservare, intensamente ma anche con un sorriso, di cui meravigliarsi, su cui riflettere e, non da ultimo, che vale la pena narrare.

Tutto questo si riflette perfettamente in ciò che scrive: sotto un’apparente semplicità, leggerezza e ironia, si cela una lettura stratificata che affronta i temi fondanti della vita, i sentimenti e le pulsioni dell’animo umano.

Quando ho preso in mano La cura e letto la quarta di copertina mi aspettavo una cosina scorrevole, un gradevole passatempo, invece mi sono trovata rapita da un libro che nonostante la brevità, ha una forza incredibile, è di una bellezza che ammalia, avvolge, ma anche graffia e fa riflettere – e questo in maniera così discreta che se non si ha voglia di soppesare ogni scena o parola, si può leggere la storia anche solo per la sua piacevolezza superficiale. Continue reading “Arno Camenisch, “La cura””