Delphine De Vigan, “Le ore sotterranee”

9788804608592_0_0_311_80A sera inoltrata, ascoltando le eteree e mistiche musiche di Eivør, cerco le parole per descrivere il mio primo romanzo di Delphine De Vigan, Le ore sotterranee.
Scoperto per caso, ovviamente il titolo è stato una calamita, la quarta di copertina ancor di più.

E sì, saper scolpire il senso di solitudine e la disperazione con classe e incisività è un dono di tanti scrittori francesi, tra i quali anche appunto la De Vigan.

Il romanzo si svolge nel corso di un solo giorno (come in un’opera teatrale classicamente aristotelica), il 20 maggio, giorno che una sensitiva ha predetto a Mathilde, madre, vedova e lavoratrice, sarebbe stato di svolta e durante il quale avrebbe incontrato un uomo speciale.
Mathilde si accinge ad affrontare almeno quella giornata con rinnovata curiosità, sperando in un cambiamento durante un periodo difficilissimo, in particolare sul posto di lavoro, ove da mesi sta subendo un atroce mobbing da parte del suo superiore, Jacques, che la esautora, mette in disparte, umilia pubblicamente.
Prima di uscire di casa, il ricordo di quando sapeva ancora sorridere con la famiglia – scena atroce, momento struggente che fa collidere memoria del passato, l’aspettativa di una speranza forse assurda e il susseguirsi di giornate presenti che cadono via a via a pezzi. Continua a leggere “Delphine De Vigan, “Le ore sotterranee””