Jonathan Hickman, Nick Dragotta, “East Of West (Voll. 1-3)”

200px-east_of_westSono incappata in questo fumetto assolutamente per caso, cercando qualche graphic novel a me inedita da leggere, e… wow.
Già la trama aveva catturato la mia attenzione, dopo aver letto i primi tre volumi della serie, sono assolutamente conquistata.

L’opera, a firma Hickman e Dragotta, è una singolare miscela di fantascienza, western, post-apocalittico, con elementi tipici della cultura occidentale e ma anche orientale.

La storia è ambientata nel 2064, ma in una timeline alternativa, in cui gli Stati Uniti sono stati divisi in sette nazioni a seguito di un evento apocalittico occorso durante la guerra civile. Hickman fa un lavoro incredibile nella costruzione di questo mondo, ove entrano scena ambientazioni folgoranti, personaggi del più diverso tipo, creature ibride, pistoleri, intelligenze artificiali, mostri interdimensionali… nonché i quattro cavalieri dell’Apocalisse, complotti, missioni segrete, antichi rancori, sete di vendetta, magia, profezie e guerre imminenti. Continua a leggere “Jonathan Hickman, Nick Dragotta, “East Of West (Voll. 1-3)””

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Steve Niles, Damien Worm, “October Faction Volume 1 (October Faction, #1)”

October Faction è il primo volume che raccoglie i prime sei numeri dell’omonima graphic novel a firma di Steve Niles (testi) e Damien Worm (illustrazioni).

La storia segue Fredrick Allan, un ex cacciatore di mostri ora professore universitario che insegna ai suoi studenti materia quali mostri e mitologia, che d’altro canto cerca che la sua famiglia sia il più “normale” possibile.
Sua moglie Dolores e lui hanno un rapporto ormai freddo e alquanto distaccato, mentre i suoi figli si dedicano ad affari piuttosto oscuri e inquietanti, dimostrando di voler tenacemente seguire le orme paterne.

Quando a Fred fa visita un vecchio compagno di caccia, Lucas, il rievocare i vecchi tempi, risveglia la sua brama di azione e l’interesse per il vecchio lavoro.
Così, quando iniziano a diffondersi notizie su strani avvenimenti, sarà difficile per il protagonista tenersene fuori. Continua a leggere “Steve Niles, Damien Worm, “October Faction Volume 1 (October Faction, #1)””

Menton3, “Memory Collectors (The Memory Collectors, #1-3)”

A breve la IDW pubblicherà in un unico volume le tre graphic novel della serie The Memory Collectors, scritta e illustrata da Menton3 (Menton J. Matthews III).

La storia inizia allorché Edith (voce narrante) e Magdalena, due “fetish models”, sono attaccate da delle creature demoniache e salvate da un’altra donna, la misteriosa Beatrice.
Quest’ultima spiega che tali creature sovrannaturali sono una sorta di vampiri che drenano gli esseri umani di tutti i loro ricordi, sogni e speranze, in modo tale da cibarsi e poter sopravvivere.
Edith e Magdalena scelgono di unirsi alla causa di Beatrice, che insegna loro a combattere, nel dare la ciaccia e uccidere queste creature, non tanto per salvare l’umanità, ma per il piacere di massacrare questi demoni.

Il dialogo è ridotto al minimo, le ragazze parlano pochissimo tra loro e ancor meno con i demoni.
La maggior parte della storia viene narrata da Edith attraverso alcune pagine espositive simili a un monologo interiore.
Benché queste poche pagine siano di grande efficacia e riescano a lasciar trasparire tematiche come quelle della scelta, del ricordo, della decadenza della società e dell’umanità, sarebbe stato interessante conoscere di più le protagoniste, la loro storia, da dove vengono i demoni.

L’assoluto punto di forza è la componente illustrativa, che ho trovato impareggiabilmente affascinante, mozzafiato. Continua a leggere “Menton3, “Memory Collectors (The Memory Collectors, #1-3)””

Laszlo Moholy-Nagy

“Come un pittore, tipografo, fotografo, scenografo e architetto, Laszlo Moholy-Nagy è stata una delle intelligenze più creative del nostro tempo”.
(Herbert Read)
László Weisz, in arte Laszlo Moholy-Nagy, fu un pioniere delle arti visive in tutte le loro sfaccettature.
Nato in Ungheria nel 1895, dopo aver studiato legge all’Università di Budapest e aver combattuto durante la guerra nell’esercito austroungarico, nel 1919 scappò dall’Ungheria per ragioni politiche e si rifugiò in Germania.
La Berlino negli anni Venti era la più grande città industriale tedesca, ma soprattutto il centro di un intensa vitalità artistico-politica. Poco dopo la guerra, infatti, qui si svilupparono le maggiori avanguardie internazionali, tra cui l’espressionismo e il dadaismo, movimenti che miravano a spostare l’attenzione dalla pittura figurativa verso opere nelle quali linee e forme geometriche si combinavano con elementi iconografici.
A Berlino confluirono numerosi pittori come Kasimir Malevich, El Lissitzky, Alexander Rodchenko e Theo Van Doesburg, tutti artisti, insieme a Tatlin e Kandinsky, dai quali Moholy-Nagy fu particolarmente attratto, così come dalle avanguardie russe (Suprematismo e Costruttivismo). Furono questi gli spunti che fecero maturare la sua riflessione sulle infinite risorse della forma e del movimento, sulla possibilità della grande città e della tecnologia moderna. Dal 1921 in poi, i suoi dipinti si spogliarono di riferimenti, per lasciare spazio all’esplorazione del colore, della superficie, della luce e della trasparenza. L’arte divenne “qualcosa di puro, liberato da utilità e bellezza, qualcosa di elementare che può insorgere in ogni persona”.
Grazie alla conoscenza con Lucia Schultz, fotografa di talento e sua moglie dal 1922, l’artista ungherese si interessò sempre con maggior attenzione alla fotografia come nuovo mezzo artistico dalle potenzialità rivoluzionarie. I suoi esperimenti con la macchina fotografica lo portarono a creare foto-collage, giocare con le inedite vedute a volo d’uccello, con prospettive insolite in diagonale e a ritaglio, a sperimentare il processo fotografico di esporre carta sensibile alla luce, e a realizzare i suoi celeberrimi fotogrammi (una vastissima produzione che dal 1922 continuò fino al 1946).

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