Katherine Arden, “The Bear and the Nightingale”

the-bear-and-the-nightingale-coverRussia, folklore, realismo magico, lande sperdute e innevate: potevano questi ingredienti non attirare la mia attenzione?
Così sono arrivata al romanzo di Katherine Arden, The Bear and the Nightingale, che è a dir poco magnifico e stupefacente.

Stupisce innanzitutto per due aspetti (ho scorso più volte la nota biografica dell’autrice per sincerarmi di aver compreso bene): è un romanzo d’esordio, benché sia limato e calibratissimo, e l’autrice non ha origini russe, ha studiato tale cultura e vi ha soggiornato per un periodo nemmeno troppo lungo – eppure l’atmosfera e le sensazioni sembrano uscire direttamente dalle storie tradizionali di quel paese.

Si capisce che sono stata rapita da questo libro, che ho amato davvero tantissimo. Eppure ero pure un po’ scettica, perché l’hype attorno alla sua uscita e i paragoni con scrittori di fantastico altisonanti spesso risulta essere anticamere di una delusione, più o meno cocente.

The Bear and the Nightingale racconta la storia di Vasilisa, comunemente chiamato Vasya, la cui famiglia vive nel nord della Russia, tra lande desolate e immense foreste. E ‘una vita dura, dagli inverni rigidi e spietati, ma anche un luogo in cui ancora vivono le tradizioni, la cultura antica, il credo nelle creature ultraterrene e nella magia. Continue reading “Katherine Arden, “The Bear and the Nightingale””

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Il Delfino: mitologia e simbolismo

Il pesce, soprattutto per le popolazioni mediterranee che da sempre hanno vissuto a stretto contatto con il mare, è una presenza costante nel simbolismo religioso, mitologico e non solo.

Ad esempio, nella mitologia babilonese il Dio della sapienza indossava vesti da pescatore, mentre il Dio degli abissi è effigiato come pesce-ariete e i suoi sacerdoti portavano un copricapo a forma di pesce, da cui successivamente derivò la mitra dei vescovi cristiani.
Oltre all’area mesopotamica, le raffigurazioni di pesci sui monumenti funebri egizi, micenei ed etruschi, rimarcano il legame simbolico tra il pesce e la resurrezione, il rinnovamento e la salvaguardia della vita.
Presso i Greci numerose divinità assumono sembianze pisciformi oppure sono raffigurate nell’atto di cavalcare delfini e ippocampi; il pesce è sacro, inoltre, ad Afrodite quale simbolo di fecondità e nel mito di Poseidone rappresenta la forza delle acque (il medesimo significato assume presso i romani rispetto a Venere e a Nettuno).
Per gli Israeliti il pesce è la vivanda della cena sacra del Sabbath, e l’antica Pasqua ebraica cadeva proprio nel mese del Pesce.
Per i Cristiani il pescatore è colui che raccoglie (pesca) le anime e il pesce rappresenta il Cristo stesso, tanto che nella parola greca ICHTHUS (pesce) si sono riconosciute le iniziali delle parole Iesùs CHristòs THeù Uiòs Sotér, cioè Gesù Cristo figlio di Dio Salvatore. Continue reading “Il Delfino: mitologia e simbolismo”

Il Gufo: mitologia e simbolismo

Fu chiesto a un gufo
di fare ciò che sapeva:
egli gridò e parlò della stella
del mattino.
E gridò ancora e parlò dell’alba.
(detto dei Nativi Americani)

Il gufo, spesso associato per similitudine alla civetta, è noto soprattutto per la sua simbologia infausta, che richiama l’oscurità, il malaugurio e la morte, benché nella storia esso talora sia caricato anche di una valenza positiva, ossia quale immagine della chiaroveggenza, associato a maghi e indovini, della comprensione, della luce dopo la risoluzione di un problema.

Una silloge di fiabe indiane datata circa III secolo d.C., il Pañcatantra, paragona il dio della morte, Yama, al gufo; nell’epica del Mahabharata il gufo, simbolo del buio e della notte, è antitetico all’avvoltoio, legato al sole e al giorno, in una disputa mitologia di cui si trovano tracce anche in altre civiltà.
Presso la cultura maya, il gufo cornuto è presente in alcuni codici legati alla fine dei tempi, mentre nello Yucatan il gufo comune era soprannominato “l’uccello del lamento” e associato alla morte.
Per la tradizione ebraica e biblica, esso è sostanzialmente un animale impuro, che rievoca l’abbandono e la desolazione; nel mondo greco, esso è sacro a una delle Parche, Atropo, colei che taglia il filo della vita degli uomini, e perciò è considerato segno di tristezza e dipartita. Continue reading “Il Gufo: mitologia e simbolismo”

Yangsze Choo, “The Ghost Bride”

Il romanzo di debutto di Yangsze Choo, The Ghost Bride, si ispira a un’antica e poco nota tradizione in uso tra gli immigrati cinesi nella penisola malese, ovvero quella di dare in sposa una ragazza a un giovane uomo da poco mancato.

La storia è ambientata a fine XIX secolo, nella colonia di Malaya, ove abita la diciassettenne Li Lan insieme al padre, uomo ormai consumato dall’oppio e le cui finanze si stanno sempre più assottigliando, aggravate anche da non pochi debiti, mentre la madre è morta alcuni anni prima.
La vita di Li Lan è scombinata allorché il padre le annuncia che la ricca famiglia Lim vorrebbe che la ragazza sposasse il loro primogenito, Lim Tian Ching, deceduto recentemente a causa di una febbre.
Nonostante Li Lan non voglia assolutamente diventare moglie di Tian Ching, si reca in visita di cortesia al palazzo della famiglia Lim, ove incontra Tian Bai, cugino dell’erede scomparso e dal quale si sente subito attratta.
Da questo momento le cose si complicano: non solo Li Lan cerca ogni modo per sottrarsi alle nozze, ma il fantasma di Tian Ching inizia ad apparirle per corteggiarla prima e perseguitarla poi.
Per sfuggire a questa situazione angosciante, la giovane finirà in spirito nel regno dei morti, ove incontrerà presunti amici e nemici, esseri mostruosi, e il misterioso e affascinante Er Lang.
Il ritorno al mondo dei vivi non sarà affatto semplice, così come molti saranno i misteri da sbrogliare e le importanti decisioni da prendere, fino ad un finale abbastanza inaspettato. Continue reading “Yangsze Choo, “The Ghost Bride””