Da “Photo Generation” di Michele Neri, spunti di riflessione sulla fotografia oggi

La fotografia è il riconoscimento simultaneo, in una frazione di secondo, del significato di un evento. (Henri Cartier-Bresson)

La presentazione del libro Photo Generation di Michele Neri è stata un’occasione per riflettere sul ruolo e il significato della fotografia ai nostri giorni, epoca in cui chiunque con il proprio cellulare può immortalare attimi, scene, immagini di qualsiasi tipologia.

Uno dei primi punti toccati dal giornalista e fotografo è che il declino della fotografia tradizionale è coinciso proprio con il diffondersi degli smartphone dotati di fotocamera.
Questa non è affatto una critica all’evoluzione di uno strumento e di un mezzo di comunicazione, anzi, ma vuole sottolineare come si sia messo in mano a troppe persone, ignare di tecnica, creatività ed etica artistica, un mezzo estremamente potente, senza alcuna educazione.
Questo è stato sottolineato più volte nell’incontro: manca un’educazione alla fotografia, all’utilizzo dell’espressione artistica, volto a spiegare che uno scatto non è un gioco, ma un momento di riflessione, una verità da cogliere, un rapporto privilegiato che si instaura col soggetto.
Tale ignoranza si riflette anche nella mancanza di ricerca della verità: gli scatti sono modificabili facilmente, vengono a mancare didascalie e spiegazioni, si perde quindi sia il contesto in cui è carpita un’immagine, sia lo spirito critico con il quale guardarla.

Questo è un male che affligge tutto il diffondersi della comunicazione tramite web, come più volte ho sottolineato: invece di entusiasmarsi per avere una conoscenza sterminata a portata di mouse, si è perso il pensiero critico, la ricerca, vince la superficialità di credere tutto vero o tutto falso con la medesima leggerezza – e noncuranza, oltretutto. Continue reading “Da “Photo Generation” di Michele Neri, spunti di riflessione sulla fotografia oggi”

L’Ultimo Imperatore (versione 3D, 2013)

L’Ultimo Imperatore è tornato nelle sale cinematografiche il 10 e 11 settembre scorso, in una versione completamente restaurata e in 3D.
Voluta dal produttore Jeremy Thomas, questo capolavoro ha trovato nuova vita, dopo ben 25 anni, grazie all’abilità artistica del direttore della fotografia Vittorio Storaro, che già fu impegnato nella versione originale, nonché a un lavoro durato più di un anno e oltre due milioni di dollari d’investimento.

Questa pietra miliare della storia del cinema uscì originariamente nel 1987, quando il maestro Bernardo Bertolucci portò sul grande schermo il film tratto dall’autobiografia di Aisin Gioro Pu Yi, Sono stato Imperatore.

La storia copre un ampio intervallo temporale, dal 1908, quando Pu Yi ascende a soli tre anni al ruolo d’Imperatore della Cina, fino alla sua morte, nel 1967, seguendo le tappe della crescita del sovrano all’interno della Città Proibita, fino al rimpatrio come criminale di guerra e al procedimento di rieducazione impostogli dalla Cina comunista.

Poco da aggiungere sulla straordinaria bellezza di questo film, sotto tutti i punti di vista.
Scenografie e fotografia che incantano, una sceneggiatura perfetta, una regia unica.
Ogni scena, immagine, silenzio, sono estremamente densi, toccanti, raccontano di per sé una storia, anche solo con uno sguardo.

Il restauro è riuscito a rendere ancor più vividi i colori meravigliosi del film e il 3D non disturba né rovina la pellicola, bensì rende tridimensionalità agli spazi, rendendoli ancor più coinvolgenti.

Davvero una bella esperienza e una gioia rivedere questo capolavoro.