Yu Hua, “Il settimo giorno”

La morte rende tutti uguali, dicono. Ma se non fosse davvero così?

Il libro di Yu Hua, Il settimo giorno, prende come spunto di partenza questa idea per intrecciare un romanzo a tratti surreale, altre volte malinconico, con molto da dire sulla Cina odierna.

Un uomo di 41 anni di nome Yang Fei, morto da poco, riceve un avviso che lo istruisce su come e quando presentarsi per il suo funerale. Il protagonista, ancora un po’ sconcertato, si lava, indossa abiti appropriati e si mette una fascia nera al braccio in quanto uomo solo, senza genitori e senza figli, senza nessuno che andrà a piangere la sua scomparsa. Il traffico è intenso e l’autobus numero 203 non è in funzione, quindi gli tocca camminare a lungo. Quando finalmente arriva alla struttura, scopre che le disuguaglianze che separano i vivi continuano a dividere i morti. I vip dispongono di una propria area di attesa, con comode poltrone. I funzionari appena morti si vantano di luoghi di sepoltura che li aspettano sulle cime delle montagne con vista sull’oceano. Rendendosi conto che non ha indumenti funerari adeguati e nemmeno un’urna, Yang Fei si rifiuta di rispondere quando viene chiamato il suo numero. Invece, lascia il crematorio. Esce quindi in quella che è una sorta di terra degli insepolti, un luogo – non luogo ove vagano le figure di coloro che non hanno tombe. Continua a leggere

Liu Cixin, “The Three-Body Problem (Three Body, #1)”

Mi sento sempre in imbarazzo e difficoltà quando leggo un romanzo di nicchia a cui riconosco molti aspetti positivi, ben accolto dalla critica, ma che a me non è piaciuto granché.

L’autore di fantascienza cinese Liu Cixin è molto noto e pluripremiato in patria e trovo una valida idea averlo reso disponibile al pubblico internazionale grazie a questa traduzione in inglese, oltretutto d’eccezione, a firma di Ken Liu.

Ambientato inizialmente durante alcune fasi della Rivoluzione Culturale cinese, il romanzo è incentrato su un programma segreto militare che tenta di stabilre un contatto con gli alieni.
Anni dopo, uno scienziato e un detective della polizia scoprono il risultato di queste azioni, tra le quale il formarsi di un’organizzazione/setta (arruolata tramite una sorta di videogioco chiamato Three Body) che sta collaborando con  extraterrestri ostili per aiutarli a consegnare loro il nostro pianeta.

Il sunto della trama è poco significativo, ma a dire il vero l’obiettivo principale del romanzo è solo in parte la storia, marginalmente i personaggi, mentre il vero focus è l’aspetto scientifico. Continua a leggere

L’Ultimo Imperatore (versione 3D, 2013)

L’Ultimo Imperatore è tornato nelle sale cinematografiche il 10 e 11 settembre scorso, in una versione completamente restaurata e in 3D.
Voluta dal produttore Jeremy Thomas, questo capolavoro ha trovato nuova vita, dopo ben 25 anni, grazie all’abilità artistica del direttore della fotografia Vittorio Storaro, che già fu impegnato nella versione originale, nonché a un lavoro durato più di un anno e oltre due milioni di dollari d’investimento.

Questa pietra miliare della storia del cinema uscì originariamente nel 1987, quando il maestro Bernardo Bertolucci portò sul grande schermo il film tratto dall’autobiografia di Aisin Gioro Pu Yi, Sono stato Imperatore.

La storia copre un ampio intervallo temporale, dal 1908, quando Pu Yi ascende a soli tre anni al ruolo d’Imperatore della Cina, fino alla sua morte, nel 1967, seguendo le tappe della crescita del sovrano all’interno della Città Proibita, fino al rimpatrio come criminale di guerra e al procedimento di rieducazione impostogli dalla Cina comunista.

Poco da aggiungere sulla straordinaria bellezza di questo film, sotto tutti i punti di vista.
Scenografie e fotografia che incantano, una sceneggiatura perfetta, una regia unica.
Ogni scena, immagine, silenzio, sono estremamente densi, toccanti, raccontano di per sé una storia, anche solo con uno sguardo.

Il restauro è riuscito a rendere ancor più vividi i colori meravigliosi del film e il 3D non disturba né rovina la pellicola, bensì rende tridimensionalità agli spazi, rendendoli ancor più coinvolgenti.

Davvero una bella esperienza e una gioia rivedere questo capolavoro.