AA.VV., “Propulsioni d’improbabilità”

N.B.: La mia non vuole essere una recensione analitico-stilistica, men che meno un esame dei singoli racconti, tutti meritevoli, ma una riflessione su quanto la lettura nel suo complesso mi ha lasciato.

Shall I project a world?
(Thomas Pynchon)

propulsioni-dimprobabilitacc80-cop-663x900Antologia: hm.
Di più autori: pregiudizievole meh.
Zona 42: bè, allora…
Propulsioni d’improbabilità”: che titolo fico!
Libro preso.

Ammetto che l’incipit sembra partorito da una creatura con QI -273 incrociata con un Vogon (… e ciò mi fa sovvenire dubbi sulla mia reale ascendenza genetica… che spiegherebbe pure molte cose, NdA), ma è quanto mi è passato in testa appena ho scorto l’antologia edita da Zona 42.

A chiunque stia leggendo, subito dico: sbaragliate eventuali pregiudizi e non esitate ad acquistarla subito, ma subito eh, perché è un vero gioiello. E del tutto inatteso, se devo essere sincera.
Non c’è nessun intento di far cassa mettendo insieme pezzi di voci più o meno altisonanti che per l’occasione tirano fuori dal cassetto (o dal cassonetto) qualcosa di mediocre (come purtroppo capita in non poche sillogi di fantastico, soprattutto americane).
Le storie sono davvero ottime, tutte, sia dal punto di vista qualitativo che stilistico, e denotano una maturità narrativa notevole.

Nella prefazione (già il fatto che ci sia una prefazione, oltretutto eccellente, dovrebbe far intuire il valore dell’opera) si spiega come la raccolta abbia alla base un progetto preciso, benché non sia stata fatta alcuna forzatura agli autori. Il risultato è comunque che “i racconti che leggerete hanno legami invisibili tra loro, che non sono stati mai voluti né decisi”. Continue reading “AA.VV., “Propulsioni d’improbabilità””

The Weird: A Compendium of Strange and Dark Stories

The Weird: A Compendium of Strange and Dark Stories è un’antologia del 2012 di fiction weird edita da Ann e Jeff VanderMeer. Conta più di 1000 pagine e più di 100 racconti, ed evidentemente è un’impresa solo il pensare di affrontarla, per questo abbiamo (Francesca, Saretta, Livia, Tintaglia, Elisabetta: le cinque coraggiose del gruppo YA&Dintorni su Goodreads) deciso di dedicarle un intero anno: un paio di racconti a settimana con appuntamento fisso per il commento. Il capolavorone del weird ci ha lasciato però un po’ perplesse (per fortuna l’abbiamo parcellizzato e letto e commentato tutte insieme) e anche per questo – e per celebrare l’impresa di averlo concluso – abbiamo optato per una recensione con domande e risposte a cui rispondiamo in tre, Saretta, Francesca e Tintaglia.

D. Piaciuta? Meh!? Ma perchè?

Saretta: La cosa che mi è piaciuta di più di questa antologia è stato il lunghissimo percorso (1 anno) in cui l’abbiamo affrontata insieme sul gruppo YA: senza questo incentivo (e gli insulti collettivi, e il “ah questo racconto non ti è piaciuto? Allora salto il turno”) sarebbe stato impossibile concluderla. Quindi bello il percorso, bello leggerla insieme, ma lei come antologia mica tanto bella: rispetto alla mole (e al numero di racconti) ce ne sono pochissimi veramente – ma veramente – belli, la maggior parte sono piuttosto mediocri e con un alone di già visto: passi quelli più vecchiotti, ma anche alcuni moderni sapevano di naftalina.

Francesca: Anche a me è piaciuto molto averla letta insieme lungo tutto un anno. Non solo è stato un incentivo a proseguire (da sola avrei mollato), ma è stato piacevole confrontarsi ironicamente sul (non) senso riscontrato in tanti – troppi – racconti e sul weird in generale. Nel complesso, il mio giudizio è decisamente “meh”. Alcuni racconti sono notevoli e li ricorderò di sicuro, la maggior parte li ho dimenticati appena conclusi. Tra i classici, a parte i “maestri”, le storie sono alquanto ripetitive – fino ad anni ‘80 inoltrati, direi, salvo rare eccezioni. Mi sono stupita che diversi autori recenti per scrivere una storia “weird” usassero uno stile (oltre ai temi, ma quelli possono anche essere rivisitati) vecchio e sorpassato, pochi hanno trovato una via originale e davvero intrigante.

Tintaglia: D’accordo in tutto con voi: la cosa più bella è stata l’esperienza. ^^ Non ce l’avrei mai fatta senza gli incoraggiamenti reciproci e l’attesa di commentare (malvagiamente – almeno quello! XD) la lettura della settimana. E anche quella di essere arrivata in fondo a un mattone del genere. Continue reading “The Weird: A Compendium of Strange and Dark Stories”

Susie Moloney, “Things Withered”

Things Withered è la prima raccolta di racconti dell’autrice Susie Moloney.

Tutte e nove le storie dell’antologia hanno in comune una sensazione di pesantezza esistenziale, l’ambientazione in periferie desolate, cupe.
Vite dal passato difficile che ritorna, esistenze segnate, ormai finite, che si trascinano cercando un senso che forse non c’è.
Un agente immobiliare di mezza età cerca di andare avanti, una moglie con un passato oscuro vive nella paura di essere scoperta, cattive azioni di una vecchia signora che vengono al pettine… Dietro le belle tende della casa di periferia, del volto di una persona qualunque si può celare qualunque segreto o follia.

L’intento delle storie è interessante e sono scritte anche bene.
Tuttavia, non sono riuscita a sentirmi molto coinvolta o toccata. Continue reading “Susie Moloney, “Things Withered””

Catherynne M. Valente, “The Melancholy of Mechagirl”

“Everything is always happening all at once, in the present tense, forever, the beginning and the end and the denouement and the remaindering”.

The Melancholy of Mechagirl è una raccolta di racconti e alcune poesie di Catherynne M. Valente.
Il filo che lega l’antologia è il Giappone, terra molto amata dall’autrice e dove ha anche vissuto. Molte di queste connessioni con il Giappone sono immediate, mentre altre sono assai più sottili, labili, oltre a trovare (e ritrovare) i vari brani idealmente uniti da immagini e temi ricorrenti.

Ritroviamo il classico stile della Valente, curato, puntiglioso, aulico e ricercato, arricchito di vivaci metafore, relazioni complesse, immagini evocative – benché a volte un po’ oscure se non si ha ben presente sia il vissuto dell’autrice sia la storia e mitologia nipponica.
Si avverte, inoltre, una nota spesso più profonda, direi personale e molto intima, a indicare quanto figure e storie celino anche un racconto interiore autobiografico. Continue reading “Catherynne M. Valente, “The Melancholy of Mechagirl””

Best of Tor.com 2013

Classica antologia annuale (e gratuita in versione ebook), nella quale Tor.com raccoglie i migliori racconti dell’anno pubblicati sul proprio sito.

Di seguito quelli che mi sono piaciuti di più.

“A Rumor of Angels”
Bello e dal linguaggio evocativo.
È un viaggio, come quello che intraprende il protagonista, attraverso una visione differente del mondo, un luogo in cui ancora sopravvivono il magico e il divino.

“The Too-Clever Fox”
Racconto molto particolare, che amalgama spunti originali con fiaba, narrazione popolare e folklore.
Ne esce una storia intensa, scritta molto bene, accattivante, ricca di messaggi e valori morali. E anche commovente alla fine. Continue reading “Best of Tor.com 2013”

Becca Price, “Fairies and Fireflies: Bedtime Stories”

Seconda preziosa antologia di storie della buonanotte per bambini di Becca Price, dopo il bellissimo Dragons and Dreams: Bedtime Stories.

In Fairies and Fireflies i protagonisti sono piccole creature magiche del bosco, come la deliziosa Butterfly-Fairy e i suoi gatti fatati (il Sunflower-Kitten e Willow), giovani e minuscole lucciole, Urisk il brownie (creatura del folklore popolare).

Le storie sono brevi ma complete e legate tra loro da tutte queste simpatiche e affascinanti creature incantate, che attraverso lo schema classico della favola, ma rivisitato in chiave moderna, affrontano temi come l’amicizia, l’avventura, la scoperta di nuovi luoghi, l’accettazione reciproca, la solidarietà, il senso di piccola comunità che si instaura tra i diversi esseri che abitano The Wide Wild Field. Continue reading “Becca Price, “Fairies and Fireflies: Bedtime Stories””

Kij Johnson, “At the Mouth of the River of Bees: Stories”

Prima raccolta di racconti firmati da Kij Johnson, autrice pluripremiata.

L’antologia raccoglie storie che si possono ascrivere nel campo del fantastico in diversi modi: alcune sono decisamente più fantasy o fantascientifiche, mentre altre fluttuano nella sfera del cosiddetto realismo magico, genere che (a ragione) sta venendo riscoperto e rivalutato e conta già autrici e autori mirabili.
Questo dà vita a storie che hanno il sapore della realtà quanto sfiorano e si immergono in piani immaginari, altrove onirici e lirici, talora con una sfumatura malinconica o amara.
Altro filo rosso che accomuna la raccolta, sono gli animali, spesso umanizzati, descritti con peculiarità quasi umane e capaci di provare sentimenti profondi, veri.

Di seguito, una nota sui racconti che ho preferito

26 Monkeys, also the abyss
Molto particolare, surreale oserei dire.
Fin da subito si denota un elemento che amo molto e che caratterizzerà diversi racconti, ossia il fondersi e confondersi del piano della realtà con piani immaginifici.

Fox Magic
Bellissimo, uno dei miei preferiti in assoluto.
Scritto in maniera mirabile, toccante, coinvolgente, anche con un tocco di realistica sensualità.
Ogni cosa (personaggi, ambientazione, sentimenti) è descritta in modo vivido, delicato, perfetto. Il tutto ha un tono sia onirico ma anche triste, una sorta di immancabile e disperato fallimento dei propri sogni di base. Meraviglioso.

Continue reading “Kij Johnson, “At the Mouth of the River of Bees: Stories””