Robert Nathan, “Nina”

Nina, Nina… Chi è Nina, questa giovane fanciulla che con passo leggero, si aggira nella casa dello scrittore Edward Granville, e tra quel verde incontaminato e le scogliere ventose?

Il romanzo di Robert Nathan conta meno di 130 pagine ma è pura poesia, onirico, intenso, surreale… Mi ha “incantato” (… il termine non è casuale).

Michael Robb, giornalista e aspirante autore, si reca a Stonecliff a casa del noto e ormai anziano scrittore Edward Granville, per raccogliere appunti per scriverne un’autobiografia.
Nella grande casa sull’oceano, Michael trova, oltre allo scrittore, non la moglie, Virginia, ma una bellissima e strana ragazza, Nina.

Fin da subito il protagonista è incuriosito, affascinato da questa figura femminile, e inizia ogni tipo di elucubrazione su chi lei possa essere e sul rapporto che la leghi al padrone di casa.
Quale segreto nasconde la giovane?

Non è solo Nina a essere un mistero in quel luogo incantevole, silenzioso e isolato, che pare fuori dal tempo, più parte di un dipinto – o di un romanzo stesso – che reale.
Lo stesso Edward sembra nascondere qualcosa, comportarsi in modo strano, essere un momento presente e lucido e un altro perso in se stesso.

“Il vero stregone è un’illusionista: fa incantesimi al cuore”

Questa frase, che torna in vario modo nella trama, è il cuore del romanzo: il potere della scrittura, come il potere dell’amore, è una potenza creatrice, che dà vita a qualcosa che non esisteva, che fa germogliare l’animo.

La meravigliosa storia, tutta sospesa tra dubbi, moti del cuore, poesia, è un meta romanzo sul potere della scrittura, dei libri, sulla forza dell’immaginazione che eleva l’animo umano oltre il reale – ma attenzione, con tutti i rischi di cadere, dell’inganno e dell’illusione.
Cos’è allora una storia? È verità o menzogna? E che ruolo abbiamo noi nelle storie che leggiamo… Quando ci riconosciamo in parte di esse, è davvero la nostra voce che si fa sentire, o solo un folle abbaglio?

La narrazione di Robert Nathan si dispiega mirabilmente in queste direttrici che prendono le mosse proprio da Nina, lasciandola per il lettore lungo tutte le pagine un mistero, un’ossessione come per il protagonista.
La narrazione, lirica, calda e avvolgente, ma altrettanto introspettiva a talora inafferrabile, sfiora a volte il sogno, il fantastico: non si potrà più ad un certo punto seguire la trama razionalmente, ma bisognerà lasciarsi andare agli strani avvenimenti e sogni tra la realtà e l’illusione.

E l’abile stregone che ne tiene le fila non è più il protagonista, ma il vecchio Granville, forse alter ego dell’autore stesso.

Per me è stata un’esperienza meravigliosa, a distanza di giorni continuo a pensare non solo alle emozioni che mi ha lasciato, ma al senso recondito della storia.
Un gioiello.

My rating: 4.5-5/5

Robert Nathan
Nina
Ed. Atlantide
Trad. Gaja Cenciarelli

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