Herman Koch, “Villetta con piscina”

villetta20con20piscina2001Non c’è dubbio che Herman Koch prediliga i personaggi scomodi, ambigui, sgradevoli, e questo viene confermato nel suo romanzo Villetta con piscina.

Protagonista è il Dottor Marc Schlosser, un medico generico con un accogliente studio privato nei Paesi Bassi, che è alquanto lontano dall’immagine del medico di famiglia che abbiamo… Difatti è narcisista, sessista, misogino e ha un atteggiamento agghiacciante nei confronti del suo lavoro, poiché ha una vera e propria un’avversione per il corpo umano. Ai suoi pazienti dedica un tempo calcolato, il minore possibile, principalmente non li ascolta e li considera un gruppo di ipocondriaci.

Tuttavia, il suo lavoro procede bene e tra i suoi pazienti ci sono diversi personaggi di fama e successo. Tra questi, un giorno si presente un famoso attore, Ralph Meier, che cerca di stringere pure amicizia col dottore.
Questa conoscenza fa sì che alla fine il dottore e la sua famiglia siano ospiti dei Meier nella residenza estiva, una villetta con piscina. In questo luogo così apparentemente patinato e perfetto, si verificano una serie di eventi insidiosi. Per prima cosa Ralph mostra un insaziabile interesse per Caroline, la moglie di Marc, cosa da un lato non strana in quanto l’attore pare flirtare con tutte le donne, soprattutto quelle molto giovani. Marc, per non essere da meno, si scopre sempre più interessato alla moglie di Ralph, Judith. Pur disprezzandola da un lato, la desidera, e il riuscire ad avere una tresca con lei gli conferisce un sottile senso di rivalsa.

L’idillio estivo prende una svolta verso il noir quando uno degli ospiti di Meier viene attaccato: la figlia di Marc viene ritrovata in spiaggia in stato semi cosciente e viene identificato uno stupro. Da questo momento Marc è concentrato solo su questo atroce avvenimento e rielabora ogni scena del giorno incriminato, tanto da identificare nell’attore, nei suoi modi troppo languidi e gentili verso la figlia, il potenziale criminale.

Questa sorta di rivelazione fa scattare il desiderio di vendetta nel dottore e quando Ralph andrà da lui per un consulto, il Dottor Schlosser farà sì di commettere volutamente degli errori e omissioni perché l’attore muoia.
Il romanzo si apre proprio così, il giorno prima che Marc appaia davanti al Board of Medical Examiners, dove una giuria di colleghi si sta preparando a valutare la sua colpevolezza o innocenza in merito alla morte di Ralph Meier.

Gran parte della narrazione si verifica nel passato, coprendo i diciotto mesi dal primo incontro tra Ralph e Marc fino alla morte di Ralph, rimanendo bloccata dal presente mentre Marc riflette su ciò che ha portato alla posizione scomoda in cui si trova.

Il lettore è dinnanzi a due drammi e misteri: cosa sia davvero successo alla figlia di Marc, dal momento che è mantenuta segreta l’identità del perpetratore e fa oscillare il pendolo del senso di colpa da un personaggio all’altro, è se la vendetta del dottore sia lecita.

Le risposte non sono affatto facili, in quanto l’autore mette in scienza personaggi che sono antipatici o per il loro comportamento oltraggiosamente orribile o per la loro ignoranza riguardo all’inganno e al tradimento che li circonda.
E Marc, il personaggio principale, questo intellettuale che rappresenta uno dei peggiori stereotipi maschili, è di gran lunga il più spregevole. Non si riesce a provare empatia per lui, nemmeno nella terribile esperienza che lo tocca, in quanto lo si vede più concentrato su di sé, sui suoi pregiudizi e disprezzo verso tutti che mosso da veri sentimenti. Le sue azioni non sono ancora giustificate, né potrebbero mai esserlo.

Tutti i personaggi, d’altra parte, sono torbidi, pensano principalmente al proprio tornaconto, e persino quelli femminili – compresa la figlia del dottore – non suscitano simpatia o comprensione.
Sono tutti rinchiusi nel proprio stereotipo di una borghesia medio alta, privilegiata, che non vuole rinunciare ai propri interessi, benefici e status quo.

Benché il romanzo non sia perfetto e abbia alcuni punti deboli, è interessante come Koch ancora una volta mostri l’ipocrisia, gravemente inconsapevole, di un certo ceto sociale, teso a mantenere il proprio lustro, la propria apparenza, ma svuotato di ogni sentimento o valore morale.

My rating: 3.5-4/5

Herman Koch
Villetta con piscina
Trad. Giorgio Testa
Ed. Neri pozza

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