Andrei Kurkov, “Picnic sul ghiaccio”

260-9788899911164-mainUn romanzo che avesse per protagonista un uomo con un pinguino come animale domestico non poteva non attirare la mia attenzione. Inoltre, ho avuto la fortuna di ascoltare l’autore, Andrei Kurkov, a una presentazione in libreria e la lettura è divenuta quasi un obbligo morale!

Picnic sul ghiaccio è ambientato in una Kiev da poco uscita dall’egemonia della Russia comunista. Il protagonista, Viktor, è uno scrittore quarantenne squattrinato e in crisi perenne che, dopo l’abbandono dell’ultima fidanzata, ha adottato un pinguino dallo zoo cittadino, che non poteva più permettersi di mantenerlo.
Dal momento che non si decide a dare alle stampe i suoi racconti, che tiene custoditi in un cassetto attendendo chissà quali tempi migliori, un giorno riceve una proposta destinata a cambiargli la vita: dovrà scrivere quelli che in gergo si chiamano “«coccodrilli”, i necrologi, in anticipo, di personaggi in vista della società ucraina.
Grazie al suo talento, Viktor si rivela davvero molto bravo, ma la cosa inizia a farsi inquietante allorché i protagonisti dei suoi articoli muoiono uno dopo l’altro, in circostanze misteriose e decisamente poco chiare.
Viktor allora si trova così al centro di un pericoloso intrigo fatto di tra mafia, servizi segreti e disinformazione, sempre accompagnato dal pinguino Miša e da Sonja, figlia di un boss in perenne fuga.

Picnic sul ghiaccio è un libro scorrevole, che mescola giallo e umorismo e sa decisamente tenere incollati alle pagine per sapere come prosegue la vicenda.

Nel solco di una consolidata tradizione, Kurkov traccia un ritratto satirico e grottesco della vita nella Russia postsovietica, tanto che alle pagine che fanno più sorridere, se ne affiancano altre più cupe, amare e che fanno riflettere.

Omicidi, giornalisti giustiziati, corruzione politica dilagante, un ambiente di profondo caos sociale e morale sono elementi che emergono con forza dalla trama del romanzo, che, come ha confermato l’autore stesso, erano davvero aspetti della quotidianità di quel periodo storico.

E la maggior parte delle persone, disorientate in un contesto che non riuscivano a comprendere, in un modus vivendi in cui non erano più capaci di incastrarsi, spesso erano un po’ come Viktor, volti alla propria sopravvivenza personale, ma non per egoismo, per mero istinto di conservazione, si potrebbe dire.

Se nella letteratura russa classica abbiamo un sacco di esempi tanto di eroi come di antieroi, Viktor è invece esemplificativo di un delicato e tormentato momento di transizione, caratterizzato da una sorta di morale abulica, che non nega l’amicizia, lo sguardo verso gli altri, ma per prima cosa mira all’autosufficienza e alla conservazione di sé.

Infatti, il nostro protagonista è preoccupato per il suo pinguino, quando lo vede depresso o affaticato dalla stagione non più fredda, così per la bambina che gli è affidata, per alcuni amici che incontra, ma non è mai toccato fino in fondo, o fino al punto di mettere davvero a repentaglio se stesso per gli altri o per qualcosa in cui crede.
Per questo alcuni accostamenti risultano spiazzanti: la preoccupazione di Viktor quando Miša sta male, il timore Sonja cresca bene, le gentilezze verso altre persone, accanto alla chiusura verso ideali nuovi, prese di posizione, fino a un finale che per me è stato davvero inatteso, spiazzante e anche piuttosto triste.

Il pinguino silenzioso e triste è la chiave per comprendere davvero il romanzo come un ritratto del caos post-sovietico, ha detto Kurkov, ovvero che il pinguino è un animale collettivo che è smarrito quando è solo. In Antartide, vivono in gruppi enormi e tutti i loro movimenti sono programmati in modo che si seguano l’un l’altro. Quando uno si perde lontano dagli altri, è smarrito.
Questo è ciò che è accaduto al popolo sovietico, simile ad animali collettivi, che con il crollo dell’Unione Sovietica improvvisamente si sono trovati soli, non si sentono più protetti dai loro vicini, incapaci di capire le nuove regole della vita.

Un libro, quindi, che si presta a diversi strati di lettura: una storia divertente e a tratti surreale, ma anche un resoconto sociale e storico di un momento di passaggio per l’Ucraina, ben diverso e molto più toccante da come veniva ritratto dalle testate giornalistiche.

My rating: 4+/5

Andrei Kurkov
Picnic sul ghiaccio
Ed. Keller Editore
Trad. Rosa Mauro

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