Ann Beattie, “Gelide scene d’inverno”

9788875212254_0_0_1113_80Il titolo del romanzo di Ann Beattie, Gelide scene d’inverno, è il perno centrale attorno al quale si svolge la storia: un rigido inverno che sembra non lasciare tregua, in una cittadina del New England del 1976.
In questo scenario vagano i personaggi principali, tutti all’incirca sui trent’anni, Charles, Sam, Laura, Betty, eredi dell’entusiasmo e della spensieratezza degli anni ’60, che invece si trovano a fare i conti con una vita ben diversa, rigorosa e disillusa, specchio di un Paese ripiegato, depresso, solitario.

Charles è il protagonista, che si strugge di amore per Laura, la quale lo ha lasciato per tornare al proprio matrimonio insoddisfacente.
Egli ha una sorella minore, Susan, che studia al college, mentre loro madre, Clara, sempre più problematica a causa della sua follia, tanto che dovrà essere ricoverata in una casa di cura.
L’unico amico di Charles è Sam, licenziato da un negozio in cui vendeva giacche, che si rifugia in casa dell’amico. Dopo un certo tempo compaiono Pamela, disturbata psichicamente in seguito ad una serie di disastrose esperienze, e Betty, goffa segretaria di Charles, che tuttavia esce rapidamente dal gruppo poiché capisce di non essere accettata.

Si infilano il cappotto ed escono di casa, lasciando i piatti sul tavolo. Charles rientra un attimo a controllare i fornelli. Li ha spenti. Esce di nuovo. Fa molto freddo, e in tutto l’isolato non c’è quasi nessuna luce accesa. Mentre vanno, Charles guarda meravigliato le case buie. Come fa la gente ad andare a dormire così presto? Dev’essere l’abitudine, anni e anni di addestramento. Bisogna alzarsi presto per andare al lavoro, bisogna andare a letto presto. E lo fanno davvero. Una volta ha chiesto a Laura a che ora andava a letto, per poter pensare a lei in quel momento. Lei non gliel’ha voluto dire. «Va a finire che ti deprimi» ha detto.

Non vi sono veri e propri accadimenti nel romanzo, bensì un susseguirsi di scene, pensieri, un resoconto del trascorrere delle giornate tra faccende ordinarie, bar pieni di ubriaconi, strade deserte coperte da neve ghiacciata – e al centro questi giovani privi di prospettive, di sogni, di speranze, che trascinano avanti la loro esistenza senza un vero obiettivo, nell’attesa di qualcosa ancora a venire, forse alla fine di quell’interminabile inverno, che diviene chiaramente simbolo del loro essere congelati in una situazione dalla quale vorrebbero liberarsi, ma che per tanti motivi non riescono a rompere, sciogliere, valicare.

La trama di un romanzo apparentemente statico potrebbe sembrare noiosa, ma in realtà scorre rapidamente grazie a uno stile gradevole che fa scorrere situazioni più che trame in modo da non far calare l’attenzione.

Si assiste a una sorta di commedia delicata, triste, ma che riesce a strappare un sorriso, grazie alla brillante caratterizzazione dei personaggi, così banali ma ciascuno con qualche peculiarità che sconfina nell’assurdo, nella loro goffa incapacità di affrontare degnamente la quotidianità, come degli adulti, che li porta ad agire in modo contraddittorio o grottesco.
L’autrice, tuttavia, non indulge in sentimenti nostalgici o negativi, anzi, riesce ad innestare una vena umoristica, sottilmente ironica benché non svilente, in uno scenario ove in sostanza dominano insoddisfazione e infelicità.

Io sto sempre lì, la casa diventa una tomba.

Così il trascinarsi di Charles senza meta dopo che viene lasciato da Laura, o il suo appoggiare sconsolato la testa alla finestra appannata, chiudere gli occhi e immaginare una vita mai accaduta con l’amata.
Oppure le psicosi di sua madre o di Pamela, nonché l’ossessione di Laura di acquistare piante che stanno morendo nei supermercati perché si sente in colpa verso l’ex amante.

Un altro aspetto piacevole di questo libro è che Ann Beattie riesce a raccontare tutto questo senza darne un’immagine negativa o superficiale, ma proponendo l’intrecciarsi delle storie così come sono, forse con una patina di empatica indulgenza verso giovani già intrappolati prima di iniziare davvero a vivere, ma animati da una vaga speranza che presto si sgelino le strade e la primavera possa portare nuove possibilità.

Il tema principale del romanzo, quindi, non sono tanto lo struggimento o l’attesa dell’amore, ma una vita non soddisfacente, disillusa troppo presto, un’inettitudine esistenziale – sentimenti che in qualche misura toccano tutte le nostre esistenze ed è in questo modo che l’autrice riesce a toccare e coinvolgere il lettore.

My rating: 3.5/5

Ann Beattie
Gelide scene d’inverno
Ed. Minimum Fax
Trad. Martina Testa

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...