(A)live in Berlin: appunti di viaggio

Jpeg

Sono da poco tornata da un breve viaggio a Berlino: sono stati due giorni e mezzo a dir poco magnifici e mi sono innamorata follemente di questa città.

Intanto non me la aspettavo minimamente così com’è: già questo è positivo, perché ciò che sa sorprendere, incuriosire ed è da scoprire è sempre meglio di qualcosa di scontato o che corrisponde a (vane) aspettative.

Per quanto sia magnificente nei suoi monumenti storici, non è quello che più mi ha coinvolto, bensì proprio l’atmosfera, le sensazioni, l’energia che emana.
È un luogo vivo, moderno, teso al futuro, che appartiene a chi ci abita e ha voglia di esistere.
Si percepisce una terra intrisa di sangue, dolorosa, ma che oggi costruisce (in tutti i sensi, i cantieri sono innumerevoli) un domani.

Ad ogni angolo c’è qualcosa di particolare, che fa soffermare l’attenzione, in una caleidoscopica commistione tra passato e presente.

Essendo la mia prima visita, ho visto i luoghi turistici usuali, ma anche ho camminato (tantissimo, fino a non reggermi più in piedi, ma l’entusiasmo mi faceva proseguire senza sosta) per strade parallele o alternative a quelle comuni, osservando ogni traccia come una rivelazione.

Ho visto street art meravigliosa (troppo poca, ho saputo che ci sono percorsi – ufficiali e meno – per scoprire gli angoli illustrati più belli), maestosi palazzi e monumenti, gente di ogni tipo che fa i fatti propri con rispetto ma altrettanto liberamente.
Ogni giorno si può scegliere: da cosa mangiare, a cosa fare, da cosa indossare, a chi essere – in tutte le sfumature possibili.
Inoltre, è una città mosaico: in essa convivono mille città, mille anime differenti, che si distinguono a seconda della zona, oppure in un’area stessa convivono (come, ad esempio, la zona nord è caratteristica per unire abitazioni eleganti ad altre più sobrie, oltre a essere piena di studenti e curiosi bar cabaret).

Se dovessi scegliere ciò che ho preferito (difficilissimo), direi il Pergamonmusem e Berlino Est.

Il Museo di Pergamo trafigge di sontuosità, imponenza, di un’antichità ancestrale. Mi sembrava di vivere flash di altre vite, antichissime, di un passato remoto che sfuma nel mito. Continuavo a visitare e rivisitare le sale, non riuscivo a staccarmene, ero assetata di sentire di più, più a fondo, vedere…

Seconda cosa: Berlino (ex) Est. Fin dall’uscita della metropolitana a Mehringplatz si carpisce un’atmosfera diversa – per come sono le strade, i palazzi, la gente.
A una vista superficiale può sembrare un po’ più “popolare”, in realtà scorre un’energia travolgente. È come tenere in mano un cuore pulsante che fa fiorire dinanzi agli occhi quale sia il senso della vita (“semplicemente” essere e resistere).

Immensa, immensa: non ci sono parole per descrivere quanto sia eccezionale Berlino.
E come mi abbia conquistato il cuore, semplicemente dipanandosi di fronte a me senza riserve o difese, nella sua contraddittoria, sublime, disarmonica bellezza interiore.

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