Paul Auster, “4 3 2 1”

9781627794466Dopo anni di attesa, è in uscita il nuovo romanzo di Paul Auster, 4 3 2 1, che si presenta come qualcosa di significativo fin dalla mole, di quasi 900 pagine.

Il libro racconta “semplicemente” la storia della vita di Archie Ferguson, nato il 3 marzo 1947.
Auster chiama sempre il suo personaggio con il suo cognome, Ferguson – cosa che in qualche modo sembra quasi uno sberleffo, dato che, come ci è stato detto nelle pagine di apertura, il nome è un incidente causato da un burocrate impaziente, che l’assegnato a suo nonno appena sbarcato a Ellis Island.

Ferguson non ha alcun potere particolarmente rilevante o tratti del carattere stupefacenti. In un certo senso, è una persona qualunque, benché la sua vita sia piena, abbia vaghe ambizioni di diventare uno scrittore, faccia molto sesso e ami viaggiare.
La trama, pur snodandosi come un romanzo di formazione, non narra grandi accadimenti, bensì accumula piccoli incidenti e avvenimenti, anche ordinari – i particolari traboccano e sono catalogati in modo esaustivo, ma anche arrivano ad annoiare quando diventano del tutto pedissequi e addirittura ripetitivi.

In realtà, non viene raccontata “la” vita di Ferguson, ma quattro possibili vite parallele del nostro protagonista, ciascuna con proprie peculiarità, ma anche con basi comuni – il tutto innestato su uno scorcio di storia americana che si verifica intorno alla vita dei personaggi.

4 3 2 1 a volte sembra un classico romanzo ottocentesco, ma il trucco del destino di Ferguson, il cui destino muta fino ad avere quattro storie in una, è un trucco che rende il libro assolutamente contemporaneo.

Anche la filosofia di base della storia è pienamente moderna: Auster sembra più volte suggerire come il caso e piccoli eventi in apparenza significanti giochino un ruolo fondamentale nello svolgersi del destino individuale, ma anche come nella vita apparentemente consueta di un Ferguson qualunque si può trovare qualcosa di eccezionale e materiale per raccontare una storia.

Questi presupposti rendono di sicuro il libro valido e significativo, ricco di spunti per una lettura multilivello.
Purtroppo, il troppo materiale, talora ribadito, non aiutano il lettore ad affezionarsi alla storia, alla lunga si percepisce un po’ di stanchezza.
La struttura peculiare e questo ammassarsi di dettagli crea anche in alcune parti sconforto per non riuscire immediatamente a capire a che punto ci si trova e chi o cosa si stia seguendo – sentimento alquanto frustrante, soprattutto in un libro di tale mole.

Queste caratteristiche, per quanto volute e con un loro senso narrativo, non sono riuscite a farmi godere appieno il romanzo, benché anche la vita di Ferguson non sempre mi abbia particolarmente colpito o coinvolto.

My rating: 3.5/5

Paul Auster
4 3 2 1
Ed. Faber & Faber

*Ringrazio l’editore e Netgalley per avermi dato una copia dell’opera necessaria alla stesura di questa recensione*

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One thought on “Paul Auster, “4 3 2 1”

  1. 900 pagine? Se decido di leggerlo, non posso farlo in inglese, altrimenti mi prenderà fin dopo la dipartita 😀
    Di Auster ho amato “Nel paese delle ultime cose”, ma “Città di vetro” m’è piaciuto di meno.

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