Katherine Arden, “The Bear and the Nightingale”

the-bear-and-the-nightingale-coverRussia, folklore, realismo magico, lande sperdute e innevate: potevano questi ingredienti non attirare la mia attenzione?
Così sono arrivata al romanzo di Katherine Arden, The Bear and the Nightingale, che è a dir poco magnifico e stupefacente.

Stupisce innanzitutto per due aspetti (ho scorso più volte la nota biografica dell’autrice per sincerarmi di aver compreso bene): è un romanzo d’esordio, benché sia limato e calibratissimo, e l’autrice non ha origini russe, ha studiato tale cultura e vi ha soggiornato per un periodo nemmeno troppo lungo – eppure l’atmosfera e le sensazioni sembrano uscire direttamente dalle storie tradizionali di quel paese.

Si capisce che sono stata rapita da questo libro, che ho amato davvero tantissimo. Eppure ero pure un po’ scettica, perché l’hype attorno alla sua uscita e i paragoni con scrittori di fantastico altisonanti spesso risulta essere anticamere di una delusione, più o meno cocente.

The Bear and the Nightingale racconta la storia di Vasilisa, comunemente chiamato Vasya, la cui famiglia vive nel nord della Russia, tra lande desolate e immense foreste. E ‘una vita dura, dagli inverni rigidi e spietati, ma anche un luogo in cui ancora vivono le tradizioni, la cultura antica, il credo nelle creature ultraterrene e nella magia.

Dopo che la madre di Vasya muore durante il parto, la bambina cresce con una forte volontà e la capacità di interagire con le creature e spiriti domestici che vivono, invisibili agli altri, tra gli abitanti del villaggio. La capacità di Vasya è ereditata da parte materna ed è qualcosa di speciale, benché anche di rischioso, in quanto poco basta per far additare una donna dalle simili capacità come una strega.

L’infanzia della nostra protagonista prosegue relativamente tranquilla, finché il padre non decide di andare anella capitale, Mosca, per trovare una nuova moglie.
Il viaggio a Mosca ha anche dei risvolti inattesi, ma si conclude con l’arrivo della matrigna di Vasya. Questa giovane donna condivide la capacità di Vasya di vedere gli spiriti di casa, benché li ritenga dei demoni e una maledizione personale da espiare in ogni modo possibile, essendo una cristiana molto devota. La matrigna prende subito in antipatia la figliastra selvaggia e ribelle, il suo spirito indomito, oltre a vietare agli abitanti del villaggio di lasciare offerte agli spiriti domestici, volendo sradicare ogni forma di paganesimo da quelle terre. Per fare ciò, riesce a far giungere come nuovo pastore, che in modo ancor più efferato vorrà perseguire l’intento della donna.
Vasya cerca in ogni modo di ribellarsi a ciò e da qui scaturiscono situazioni terribili, dalle conseguenze inattese.

La giovane protagonista è accattivante fin da subito: la sua personalità, il suo essere, il suo coraggio non possono non conquistare il lettore.

Lei, come tutti i personaggi sono descritti magnificamente, in modo credibile e tridimensionale. Ciascuno ha pregi e difetti, interagisce con gli altri in modo naturale e soprattutto i personaggi principali sono tutti portavoce e simbolo dell’intreccio sotteso che rende la storia leggibile su più livelli.

Vasya, infatti, non è solo una ragazza d’eccezione, che sfida le forze che minacciano il suo villaggio e la sua famiglia, ma è anche simbolo dei valori tradizionali, delle religioni più antiche, dell’autenticità.
Di contro, la matrigna e il sacerdote rappresentano la religione nuova che vuole dominare con la paura, schiacciare la sensibilità individuale, la purezza.

Anche il titolo, che richiama la personificazione di due forze opposte del mondo tradizionale, è simbolico, mette subito di fronte alla sfida tra pesantezza, ferocia e soavità, leggiadria.

Tutta la storia, inoltre, è immersa in un paesaggio meraviglioso, descritto in modo stupefacente. L’atmosfera che permea tutta la trama è tanto realistica quanto onirica: le scene sono più che mai tattili, spesso crude, ma le pagine più vicine al realismo magico sono soffuse, liriche, delicatamente in bilico tra reale e fantastico.

Pagina dopo pagina non si riesce a interrompere la lettura, sempre più coinvolti passionalmente dalla storia, fino alla fine, in un crescendo intensissimo di emozioni, per arrivare a un finale inatteso, toccante, non banale o superficialmente consolatorio.

Uno dei più bei libri che ho letto nel 2016, mi ha davvero conquistato. E non vedo l’ora esca il prossimo, dal momento che è il primo di una trilogia.

My rating: 5/5

Katherine Arden
The Bear and the Nightingale
Ed. Del Rey

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