Justin Cronin, “The City of Mirrors (The Passage, #3)”

mirrors-300-450Dopo anni di attesa, Justin Cronin conclude la sua trilogia The Passage con l’ultimo romanzo, The City Of Mirrors.

Quando uscì il primo, The Passage, molti pensavano all’ennesima vampire fiction, invece il libro si dimostrò notevole sia per l’aspetto scientifico con il quale veniva trattato il tema (vampirismo come virus che attacca l’ipotalamo e molti elementi para-scientifici che volevano distaccarsi dalla figura del vampiro mitico), sia per lo stile e i richiami biblici relativi all’imminente apocalisse e i Dodicivampiri”, gli “originali”, i “primi”. Inoltre, la descrizione dei protagonisti, delle loro relazioni e sentimenti, non poteva lasciare indifferenti, era di una forza straordinaria.
Il secondo libro, The Twelve, nonostante le premesse, si rilevò alquanto debole, anche perché l’intento scientifico sembrava essersi dissolto e i “vampiri” spesso scivolavano in cliché già visti.
Pertanto, le domande su come sarebbe stato quest’ultimo erano parecchie.

Per prima cosa, il romanzo non conclude la vicenda principale (già terminata nel secondo), ma si concentra su alcuni personaggi principali della saga prima e dopo l’avvento del virus.

The City Of Mirrors è l’erede di entrambi i suoi predecessori, nel bene e nel male.
È palese che Cronin fin dal principio aveva grandi progetti per la sua storia, ma sembra che l’entusiasmo si sia via via affievolito, lasciando il posto talora a stanchezza, macchinosità, a pagine sorrette più da una buona tecnica che da contenuti convincenti.

La sua visione apocalittica perde forza, riesce a colpire meno, quindi in questo libro l’autore non ha potuto fa altro che spezzettare tracce della storia e riproporle sotto i diversi punti di vista di vari personaggi principali, in una trama dai fili disparati che in alcuni parti tendono a impantanarsi.

Cronin è uno scrittore straordinariamente abile ed evoca i personaggi riuscendo a coinvolgere subito il lettore, a renderglieli di nuovo subito familiari. Lo spezzettamento tra diversi POV, tuttavia, fa sì che questa empatia di infranga troppo in fretta.
Il lettore continua tra le pagine, che nonostante la mole scorrono discretamente, ma non trova in ultima analisi quelle risposte disseminate fin dall’inizio della trilogia.

Credo che The City Of Mirrors sia una buona storia e una conclusione abbastanza soddisfacente per la serie, ma alcuni difetti sono innegabili e la rendono non pienamente promossa.

Come già accennato, il ritmo è troppo discostante: la trama, inoltre, non ha davvero iniziare fino quasi a metà, punto in cui, difatti, ho sospeso la lettura per un po’.
Cronin si dilunga troppo ad impostare le scene, reintrodurre ogni personaggio, protraendo la descrizione della loro vita in troppe minuzie che alla fin fine non erano un vero valore aggiunto alla storia né emotivamente.
Si pensi che quasi un quarto del libro è narrato in prima persona da Zero, il vettore originale del virus: se da un lato è molto interessante entrare nella sua mente, vedere dal suo punto di vista, ad un certo punto tutti i dettagli della sua storia sono sovrabbondanti.

Quando la trama inizia a muoversi verso l’invasione virale, il libro diventa molto più piacevole. Troviamo maggiore dinamismo, si riescono a seguire meglio le emozioni e la psicologia dei personaggi.

Ero particolarmente interessata nel finale, che trovato ambivalente.
Da un lato ho sentito la mancanza di maggiori spiegazioni (su Amy, la mancanza di Wolgast, ad esempio), così come alcune svolte dei personaggi che sul lato della credibilità presentano di certo delle lacune.
Dall’altro, tecnicamente è un finale ben fatto, di per sé più che discreto.

The City Of Mirrors, pur non essendo affatto male, risente della fatica dell’autore nel portare a termine un progetto che forse non trovava più entusiasmante come all’inizio, oppure era oltre le sue stesse forze.
Riscrivendo e condensando l’intera trilogia in un paio di libri, probabilmente ne sarebbe uscita un’opera molto più riuscita e accattivante.

My rating: 3.5/5

Justin Cronin
The City of Mirrors (The Passage, #3)
Ed. Orion Publishin Group

*Ringrazio l’editore e Netgalley per avermi dato una copia dell’opera necessaria alla stesura di questa recensione*

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