Ultime letture

Georges Simenon, “I fantasmi del cappellaio”
Non si punta a rivelare il mistero o il colpevole dei delitti con un colpo di scena finale, qui tutti gli enigmi sono sciolti subito.
Simenon punta a rendere magistralmente la grigia e opprimente vita e mentalità di provincia, le relazioni interessate, un male sociale che a piccole o grandi dosi si annida in tutti, quasi una follia che scaturisse proprio dal vivere in un determinato e angosciante contesto.
My rating: 3.5-4/5

Elizabeth von Arnim, “Vi presento Sally”
A bellezza di una semplice ragazza di provincia diventa il suo difetto e la sua disgrazia, quest oil tema centrale del romanzo.
L’ho apprezzato meno di altri, ma la Von Arnim è sempre magistrale nel cogliere i tratti tipici della natura umana.
My rating: 3.5/5

David Wong, “Futuristic Violence and Fancy Suits”
Con I libri sottesi di comicità ho sempre un po’ di problemi, fatico ad apprezzarli pienamente.
Il nuovo romanzo di Wong è carino e scorrevole, ricco di personaggi e situazioni al limite dell’assurdo o surreale, a volte ingegnosità a scapito della trama che poteva essere un po’ più breve ed egualmente efficace.
My rating: 3.5/5

Deanna Raybourn, “A Curious Beginning (Veronica Speedwell Mystery, #1)”
Primo romanzo della nuova serie della Raybourn, sempre un giallo storico.
Scorrevole e carino, benché qui l’autrice abbia calcato un po’ troppo la mano su alcune caratteristiche dei personaggi, alquanto improbabili per l’epoca.
My rating: 3.5-4/5

Elizabeth von Arnim, “Vera”
Ancora l’eccellente capacitò della scrittrice di cogliere l’essenza di alcuni sentimenti o caratteristiche umane, peculiari o degli uomini o delle donne.
Romanzo di fondo cupo, o, meglio, disperato, in quanto i protagonisti, ciascuno a proprio modo, sono incapaci di rompere la gabbia che li intrattiene in un’infelicità sostanziale, addirittura cercandola e ricreandola anche quando ci sarebbero i presupposti per il cambiamento.
My rating: 4/5

Muriel Spark, “Le ragazze di pochi mezzi”
Muriel Spark secondo me è una scrittrice ingiustamente dimenticata e sottovalutata.
I suoi romanzi non sono così immediati, nel senso che a parte la trama, il testo sottende simboli e metafore non subito afferrabili.
Questo romanzo non è solo uno scorcio storico, ma anche un viaggio tra vizi e virtù, una discesa all’inferno, che comporta una catarsi ma parziale – quasi una vera redenzione non sia possibile e la virtù sia destinata a soccombere.
My rating: 4/5

Elizabeth Bowen, “Un mondo d’amore”
A discapito del titolo, non si tratta di una storia d’amore in senso classico, ma si parla d’amore trattenuto, non detto, non ricambiato – così come di silenzi, di relazioni e ferrite rimaste aperte, incolcluse, che con gli anni si incancreniscono, creano gabbie e risentimenti e rimpianti.
Stupendo il linguaggio lo stile.
My rating: 3-3.5/5

Ann Leckie, “Ancillary Mercy (Imperial Radch, #3)”
Ultimo romanzo della sorprendente e ottima trilogia della Leckie.
Romanzo più fluido del primo e migliore del secondo. Si torna soprattutto a riflettere su varie tematiche, alcune già affrontate nel primo volume, in una luce diversa, dopo i cambiamenti che storia ha portato avanti.
Una vera novità, pur nel solco della tradizione per altri aspetti, nel panorama sf.
Ah, e non dimentichiamo che per la Leckie l’umanità può cambiare, fondersi con AI o razze aliene, ma il tè sopravvivrà sempre.
My rating: 4/5

Ariana Franklin, “Mistress of the Art of Death (Mistress of the Art of Death, #1)”
Ambientato in Inghilterra nel 1171, questo romanzo coniuga storico e giallo.
Dopo una serie di omicidi nella zona di Cambridge, sono chiamati ad indagare da Napoli Simon of Naples, noto investigatore, Mansur, saraceno e guardia del corpo, e Adelia Aguilar, brillante dottore della prestigiosa Scuola di Medicina di Salerno.
La ricostruzione storica del periodo a volte non è fedelissima e ha qualche lacuna, ma riesce ad evocare interessanti atmosfere.
La trama procede decisa, ma non troppo spedita; tuttavia i colpi di scena inattesi sono molti e la storia risulta gradevole, così come i personaggi principali.
Personalmente la risoluzione del mistero mi ha lasciato un po’ freddina, speravo in qualcosa di più consistente.
Comunque buona lettura e leggerò i successivi.
My rating: 3.5-4/5

Brian McClellan, “Promise of Blood (Powder Mage, #1)”
Epic/high fantasy che coniuga elementi classici rivisitati risultando alquanto originale.
Dopo aver soverchiato una monarchia tirannica, il generale Tamas è alle prese con spie, complotti politici, fazioni avverse… Ma anche dei reincarnati, un sistema magico molto particolare (su tutti, i “powder mages” che utilizzano vari tipi di polvere da sparo), spunti stempunk e un’ambientazione di ispirazione settecentesca (per abiti, società, armi, ecc.).
Trama gradevole, a più voce, storia appassionante, leggerò di sicuro tutta la trilogia.
My rating: 4/5

Annunci

Un pensiero riguardo “Ultime letture

  1. “I fantasmi del cappellaio” l’ho letto diversi anni fa, non m’era dispiaciuto, ma non mi aveva colpito, infatti non ne ricordo nulla.
    Con la Leckie invece, dopo la delusione totale del secondo della trilogia, ho chiuso 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...