Aliette De Bodard, “The House of Shattered Wings (Dominion of the Fallen, #1)”

Grandissima delusione. Direi che in queste due parole si riassuma perfettamente la mia opinione di The House of Shattered Wings, ultimo romanzo di Aliette De Bodard.
Sì, perché questo libro ha delle potenzialità eccellenti che vengono punto per punto disattese.
Senza contare che la De Bodard proprio in occasione di questa uscita è stata talmente incensata “a prescindere” (anche da chi fino al giorno prima non l’aveva mai sentita nominare e soprattutto mai letta), che l’insoddisfazione per la lettura si amplifica proporzionalmente.

Come dicevo, le premesse sono intriganti: la storia è ambientata in un Parigi post apocalittica, ora diroccata e in rovina dopo una guerra magica devastante tra diverse Casate. Protagonisti angeli caduti, magia, alchimia, miti di ascendenza eterogena, personaggi (potenzialmente) accattivanti.
La trama si svolge dopo questa grande catastrofe, dove gli esponenti delle Casate rimaste si disputano il potere per il controllo della città.

Ecco, fine dell’entusiasmo una volta iniziata la lettura.

Fino a un quarto, anche un terzo del libro, c’è la speranza che la narrazione acquisisca profondità e respiro, ma dalla metà in poi proseguire, perse le illusioni, è stata una noiosa pena.

A me piacciono sia le storie dense di azione sia quelle più lente e speculative, a patto che siano ben strutturate.
In questo caso non c’è né una cosa né l’altra.
La trama prosegue lenta, talora si concentra su situazioni fine a se stesse lasciate sospese, senza esito.
Gli stessi eventi conclusivi sono affrettati, tanto che il finale è decisamente anticlimatico rispetto al resto della narrazione.

Si poteva sperare almeno in un solido worldbuilding, le premesse c’erano tutte, ma anche qui si rimane solo con l’amaro in bocca.
Gli accenni alla storia precedente rimangono tali, con pochissime informazioni per il lettore, che invece avrebbe voglia di capire cosa è accaduto, perché i personaggi si muovono in un certo modo. Paradossalmente questi spizzichi risultano noiosi info dump, piuttosto che veri approfondimenti che rendono realistico e interessante un mondo alternativo.
Alcuni scorci di questa Parigi post apocalittica sono molto affascinanti ed evocativi, ma lasciati così risultano una bella scenografia bidimensionale, un artificio che ammalia soltanto in apparenza perché vuoto.

Se l’inizio in media res crea un attimo di sconcerto accettabile, la sensazione di confusione, di pezzi mancanti non si attenua, anzi.
I tanti miti presenti, di differente derivazione, sono interessanti, ma messi lì in un calderone generale che sembrano più il mercatino delle pulci del fantastico che integrati nella storia.

Lo stile narrativo, inoltre, risulta spesso artificioso.
L’idea di utilizzare un registro aulico per alcune descrizioni e uno gergale per il linguaggio dei personaggi è una buona idea, ma in pratica questi angeli caduti e alchimisti che talora parlano come gangster scurrili suona stridente, calcolato, non spontaneo affatto.

Passando ai personaggi, la situazione non migliora.
I personaggi sono tanti, tutti essenzialmente bidimensionali e sottosviluppati, nessuno segue un percorso di crescita o consapevolezza, la maggior parte di essi possono essere interscambiabili uno con l’altro.
Madeleine e Philippe hanno il maggior potenziale, ma non vengono approfonditi e catapultati in un finale piuttosto prevedibile.
Isabelle è il personaggio che ho trovato più convincente, ma non viene mai descritta in modo tale da conoscerne a fondo le motivazioni e il sentire.
Così, non ho provato alcuna empatia né attaccamento a nessuno, tutti più simili a comparse con un passato misterioso che non ci viene descritto, ma sembrerebbe più interessante delle vicende che si stanno leggendo.

Di base, The House of Shattered Wings non è un pessimo romanzo, ma sembra una storia nata da un’idea ottima, potenzialmente epica, messa però su carta malamente e in particolare in modo superficiale, bidimensionale.

My rating: 2.5-3/5 (più 2.5, arrotondato per le potenzialità disattese)

Aliette De Bodard
The House of Shattered Wings (Dominion of the Fallen, #1)
Ed. Gollanz

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4 thoughts on “Aliette De Bodard, “The House of Shattered Wings (Dominion of the Fallen, #1)”

    1. Io avevo letto recensioni negative, ma ha voluto provare lo stesso… Meh :\ Peccato, perché il potenziale affascinante ci sarebbe.

  1. Dopo averla sentita parlare dal vivo, confermi l’impressione stridente che ho di quest’autrice e i miei dubbi circa questo romanzo.
    Di suoi ho letto parecchi racconti brevi, che ho trovato sempre più o meno tremendi. I suoi discorsi teorici sono molto interessanti e gli spunti fantastici, ma la forma è tremenda, rozza, affrettata, in contrasto con le ore che lei racconta di dedicare anche ai più piccoli dettagli.

    Detto fuori dai denti: ha delle idee fantastiche, ma non la stoffa della scrittrice. Credo che la sua straordinaria nomea derivi in parte anche dall’essere incarnazione di certe istanze di una certa ala progressista del fandom SFF.

    1. Concordo – in tutto la cosa che trovo più triste è quando la “straodinaria nomea” sia dovuta appunto non ai meriti narrativi e, peggio, portata avanti da gente che nemmeno l’ha mai letta.

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