Ultime letture

José Saramago, Le intermittenze della morte
Un romanzo un po’ diverso da quelli ai quali Saramago ci ha abituato. Soprattutto la prima parte ha un carattere di analisi generale, quasi sociologica dell’agire umano, delle relazioni (personali e non).
Interessante punto di vista e spunto narrativo, l’ho letto con attenzione, ma non ha saputo davvero coinvolgermi.
My rating: 3/5

Alexander Lernet-Holenia, Un sogno in rosso
Trovo sempre affascinante leggere della Russia, vuoi del suo passato che del suo presente, ha sempre qualcosa di terribile e al contempo di misteriosamente magico.
Questo libro è uno scorcio sul periodo russo dalla Rivoluzione Russa al dopoguerra, ma si concentra su alcuni personaggi oggetto di una inesplicabile profezia di un altrettanto enigmatico soggetto, chiamato Anachin.
Attraverso lo scorcio delle vite coinvolte, viene presentata la storia di un paesenella sua crudezza, violenza, ma anche sentimenti intimi, non senza un alone di mistero, magia, sguardo al futuro che dà disperazione e speranza.
Molto particolare e interessante.
My rating: 4/5

Georges Simenon, Il viaggiatore del giorno dei Morti
Simenon per me è un grande (al di là che ci siano suoi romanzi più o meno riusciti), perché ogni sua storia, che appartenga al ciclo di Maigret o meno, è sempre un viaggio nell’animo umano, nei meccanismi sociali, per lo più volto a mostrare le grettezze, invidie, piccolezze e cattiverie dell’uomo, soprattutto quando agisce come piccola comunità ai danni di chi è “straniero” (non solo o tanto di cittadinanza, ma di usi, abitudini, pensiero).
Anche in questo caso, la storia di Gilles unisce tutto questo a una struttura che ricorda il classico romanzo di formazione, creando un connubio ben riuscito e con un finale inatteso.
My rating: 4/5

Katherine Applegate, Crenshaw
Storia MG di un ragazzino che in un momento di difficoltà della e con la famiglia, torna a vedere un amico immaginario, il grande gatto Crenshaw.
La storia è ben costruita, soprattutto i dettagli della difficoltà familiari di Jackson, la situazione dei genitori, l’irritazione del ragazzo con i suoi genitori e i suoi sentimenti – tutti elementi solidamente descritti, non conditi da frasi fatte o stucchevolezze di circostanza, benché il punto di vista sia sempre quello di un minore e il realismo sia per forza relativo, a volte un pizzico ingenuo e alcune scene risultano un po’ buoniste.
L’amico invisibile in un simile contesto può sembrare stridente, in realtà è un espediente per mostrare come Jackson prenda consapevolezza della sua realtà familiare e riesca a gestirla e a crescere.
My rating: 3.5-4/5

Muriel Spark, Memento Mori
Primo romanzo che leggo di questa scrittrice (ma non sarà l’ultimo), che mi ha intrigato fin dalla trama.
Sì, perché protagonisti sono un gruppo eterogeneo di persone anziane, per lo più appartenenti alla società bene degli anni ’50.
La Muriel riesce a coniugare una trama a tinte gialle con uno sguardo (ironico ma a tratti impietoso) sull’avanzare dell’età, sulle complicazioni dei rapporti sociali soprattutto nei ceti benestanti.
La narrazione si concentra ora su uno ora sull’altro aspetto, l’ho trovata molto interessante e scorrevole, una lettura che strappa un sorriso ma anche parecchie riflessioni.
My rating: 4/5

Charles Dickens, Grandi Speranze
Dickens non ha certo bisogno di presentazioni oppure elogi…
Ero molto incuriosita dal libro e la partenze mi aveva fatto ben sperare (non pun intended, NdA). Poi mi sono impaludata tra i mille sentimenti (e sentimentalismi) di Pip, e mi sono un po’ disaffezionata.
Lo stile narrativo (benché abbia letto il romanzo in traduzione, quindi la cosa è relativa) e com’è gestito il narratore onnisciente, pur concentrato sul punto di vista di Pip, è stato l’elemento che mi ha più affaticato.
Ottimo romanzo come introspezione emotiva e psicologica, nonché ritratto sociale, purtroppo non mi ha entusiasmato.
My rating: 3.5/5

Robert Galbraith (J.K. Rowling), Il richiamo del cuculo / Il baco da seta (Cormoran Strike, #1-2)
A dispetto della mia stessa opinione su questi due romanzi, ammetto che si fanno leggere molto scorrevolmente e varie pagine riescono anche a intrattenere in qualche modo.
Tutto il resto è meh.
Trama gestita coerentemente, ma ci sono spesso passaggi prolissi e flashback dei quali si poteva fare a meno, soprattutto perché non in grado di dare spessore né alla storia né ai personaggi. Qualche bello scorcio londinese talora rinfranca lo spirito.
Lo stile sembra intrappolato in qualcosa che non è proprio della scrittrice, vuole imitare a volte una sorta di slang da strada/poliziesco/simil volgare ma il tutto sembra rigido e artificioso.
Personaggi… Direi siamo sulla tragedia andante, stereotipati che di più non si può. Persino i tocchi pseudo-originali che si vogliono dare loro, alla fine aggiungono solo altra standardizzazione.
Il detective travagliato e caotico e l’efficiente, bella e intelligente assistente. Wow…
A me piacciono le storie con crimine e di indagini, possono essere un buon intrattenimento, intriganti, anche se alla fine alcuni elementi tornano e sono molto simili tra loro.
Ma fingere di buttar giù due romanzi di peso (anche per la mole di pagine) in questo modo è proprio voler far cassa approfittando della fama.
My rating: 2-2.5/5

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2 thoughts on “Ultime letture

  1. Anche io ho letto “Grandi Speranze” in questo periodo (ma in lingua) e concordo: molto potente ma anche molto pesante come lettura, pur essendo di fatto comica. Non so, io in territorio di classici inglesi sono più in zona Thomas Hardy che in quella di Dickens.

    Aspetta, ma Katherine Applegate sarebbe K. A. Applegate? Mi ha praticamente cresciuta! Lei è stata un grande precursore degli young adult e ancora oggi la sua serie Everworld spacca oggettivamente culi ai passeri. Ora però scrive per un target più giovane o sbaglio?

    1. Sì, è lei, benché io non la conoscessi affatto. 🙂

      E’ brutto dirlo, ma Dickens non riesce a piacermi fino in fondo – a parte nell’episodio del Doctor Who in cui compare. 😛

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