Brandon Sanderson, “Steelheart (Reckoners, #1)”

E se i supereroi fossero “cattivi”?
Questo è il presupposto sul quale si basa Steeelheart di Brandon Sanderson.

Il romanzo è uno YA fantascientifico ambientato dopo la Calamità, ovvero il giorno in cui gli Epici – uomini che improvvisamente e per inspiegate ragioni acquisiscono poteri sovrumani – prendono il sopravvento e iniziano la loro tirannia. Il mondo che emerge da questo scenario è un luogo pericoloso e spaventoso e i governi sono impotenti nel fermare questi superuomini, possono solo decidere di sottomenttersi.

A Newcago, in particolare, è Steelheart, dotato di numerosi poteri, che si impadronisce della città e domina incontrastato, appoggiato da altri Epici.
Il giorno dell’ascesa di Steelheart è ben impresso nella memoria di David, poiché ne fu testimone, allorché si trovava in una banca col padre che un altro epico, Deathpoint, uccise insieme ad altre persone.

Dopo dieci anni, David non dimentica di aver giurato vendette contro gli Epici e fa di tutto per unirsi ai Reckoner, gruppo di ribelli il cui scopo è eliminare gli Epici e rendere la libertà agli esseri umani.
Il nostro protagonista dovrà riscoprire se stesso, grazie anche all’aiuto di un cast eccentrico di amici, affrontare le proprie paure che incombono dal passato, al fine di salvare tutto e tutti.

Il romanzo è un chiaro omaggio ai fumetti, cosa che si dimostra originale per il modo in cui viene trattato lo spunto, ma è parimenti una debolezza.
Ciò si nota soprattutto nelle descrizioni e nelle immagini, spesso vivide e roboanti, ma talvolta cadono in un’eccessiva inverosimiglianza o in cliché che possono andar bene nelle tavole fumettistiche ma in un romanzo lasciano un po’ a desiderare.
D’altro lato, la nuova Chicago, completamente di acciaio, con le sue aree oscure e minacciose, è uno degli aspetti che maggiormente mi hanno affascinato.

La trama scorre molto velocemente e tiene incollati alle pagine per vedere cosa succede. Si tratta senza dubbio di una lettura gradevole, leggera, con spunti interessanti e originali e pure ironici, ma non senza vari difetti.

La storia è un buon intrattenimento, i personaggi vengono plasmati in modo tridimensionale – ciascuno con la propria personalità, motivazioni, passato –, ma si ha anche l’impressione di un po’ troppa superficialità nel gestire credibilmente le emozioni.
Da un lato, l’aspetto emotivo dei protagonisti ha un ruolo fondamentale nel guidarli nelle loro decisioni, ma al lettore non lasciano un senso di profondità, bensì soltanto di strumenti per gestire la trama.

Il finale, a parte un paio di colpi di scena a corollario, è prevedibile, ma soprattutto è frettoloso. La lotta finale a Steelheart avrebbe potuto essere molto più densa di significato e tumulto interiore, invece si punta soprattutto sulla resa visiva del combattimento, ma in maniera tale da ricordare tante scene simili già viste al cinema.

Sanderson sicuramente è un professionista e di valore, per l’impegno costante nello scrivere, nel cimentarsi in diversi generi, per la capacità narrativa eclettica e mirabile, tuttavia non tutti i suoi romanzi sono allo stesso livello.

Questo, di certo, non è niente male sul fronte dell’intrattenimento e di alcune idee originali, ma mi sarei attesa qualcosa di più.

My rating: 3.5/5

Brandon Sanderson
Steelheart (Reckoners, #1)
Ed. Random House Children’s Books

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3 pensieri riguardo “Brandon Sanderson, “Steelheart (Reckoners, #1)”

    1. Sì, in italiano è edito da Fanucci col medesimo titolo. 🙂 E’ un titolo scorrevole e molto di intrattenimento, ma non male.

      Se vuoi qualche suggerimento fantascientifico di qualcosa tradotto anche nella nostra lingua, direi “Ancillary Justice – la vendetta di Breq” di Annie Leckie (Ed. Fanucci – questo decisamente più di sostanza), “Leviathan. Il risveglio” di J. Corey (Ed. Fanucci – pure questo un buon intrattenimento e prossimamente uscirà una serie televisiva tratta dalla saga, questo è il primo libro), “Annientamento: Trilogia dell’Area X. Libro primo” di Jeff VanderMeer (Ed. Einaudi – new weird/sf che in qualcosa ricorda Lost e dintorni).

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