Chuck Wendig, “Under the Empyrean Sky (The Heartland Trilogy, #1)”

Chuck Wendig è uno scrittore che apprezzo molto ed ero proprio curiosa di leggere Under the Empyrean Sky, romanzo distopico e YA, target che solitamente è ben lontano dai lettori ai quali egli si rivolge.

Wendig è ovviamente a conoscenza delle tendenze del mercato e nell’imbastire questo libro si capisce che ne ha tenuto ben conto; troviamo, infatti, elementi caratterizzanti il genere quali il governo opprimente, adolescenti sulla soglia dell’età adulta, l’inizio di un triangolo amoroso, un evento che mette sottosopra la vita dei giovani, la lotta o rivolta contro gli oppressori.
Fin qui, sembra dunque che l’autore si si cimentato in un’operazione di mercato, cosa che si denota anche dall’adattamento dello stile a un pubblico più giovane – qui mancano le peculiarità che fanno amare Wendig, ossia la violenza, le immagini forti e dirette, il linguaggio scurrile (il tutto, ovviamente, mai fine a se stesso), o, meglio, sono molto, molto diluite e leggere.

La storia è ambientata in un lontano futuro, ove le terre sono dominate da distese di coltivazioni di granoturco. Soltanto che questo mais deriva da un ceppo modificato e non è per nulla innocuo: duro, resistente, predatore, le bucce affilate come coltelli, le piante crescono in fretta e, se non tenuto a bada, consumerà qualsiasi cosa.
Sopra queste terribili terre, vi sono una sorta di isole galleggianti ove vivono nel lusso i più abbienti e potenti i grandi ville e palazzi.

In questo ostile scenario agro-distopico incontriamo Cael McAvoy, il protagonista, un adolescente di 17 anni, che si guadagna da vivere cacciando rifiuti tecnologici nascosti nelle distese di mais, e in questo lui e la sua banda di amici sono in perenne contrapposizione con una squadra rivale. La loro relazione si inasprisce decisamente allorché si tiene la cerimonia detta Obligation, evento annuale durante il i diciassettenni Heartlanders sapranno chi dovranno sposare una volta raggiunti i 18 anni.
Da qui, tra spiacevoli sorprese e eventi inattesi, i ragazzi si ritroveranno a combattere tra loro anche per la stessa sopravvivenza, ma soprattutto a crescere e capire che uomini e donne vorranno essere.

Ho trovato molto affascinante l’ambientazione, è sicuramente una premessa originale e promettente, grazie alla quale Wendig introduce notevoli tematiche di rilevante importanza, come i problemi agricoli e di nutrizione, l’uso della tecnologia, le divergenze sociali.
I primi capitoli, infatti, nei quali Cael e il suo gruppo si muovono a piedi attraverso il mais ed esplorano una città, è un’eccellente introduzione a questo strano nuovo mondo, e decisamente riescono a catturare l’attenzione.
Purtroppo, l’autore non sostiene abbastanza il medesimo slancio per tutto il resto del romanzo, non credo per mancanza di ispirazione, ma forse l’aver piegato il proprio stile per il pubblico YA ha reso il tutto, nel complesso, meno spontaneo, immediato e di impatto.

Quello che non mi ha fatto amare il libro da una parte è il ricorso agli elementi tipici del genere, come accennato in apertura, quasi ormai fosse divenuto obbligatorio mettere sempre gli stessi ingredienti (ormai senza sapore), cosa che si risente un una trama che sembra ingabbiata in una struttura e una direzione, più che scorrere naturalmente.

I personaggi sono ben caratterizzati e credibili, soprattutto come adolescenti, benché nessuno spicchi davvero o sia del tutto memorabile.
Cael, il protagonista, non è molto simpatico e benché col tempo riesca ad arginare il suo carattere burbero e arrogante, mi è sembrato che il carisma attribuitogli sia necessario più per muovere gli eventi nella direzione voluta dall’autore che una qualità naturale.

Inoltre, Cael tratta in modo deplorevole la ragazza della quale è innamorato e, a dire il vero, tutti i personaggi femminili di questo libro sono poco sviluppati, non hanno grandi spazi primari e nemmeno ricoprono ruoli convincenti.

Pertanto, se da una parte abbiamo un affascinante worldbuilding (non si finirebbe mai di esploralo!) e temi di attualità, da un’altra sia la narrazione che i personaggi non mi hanno fatto appassionare molto alla storia.

In ogni caso, credo proseguirò nella lettura anche degli altri due romanzi della trilogia.

My rating: 3.5/5

Chuck Wendig
Under the Empyrean Sky (The Heartland Trilogy, #1)
Ed. Skyscape

*Ringrazio l’editore e Netgalley per avermi dato una copia dell’opera necessaria alla stesura di questa recensione*

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