Robert Jackson Bennett, “City Of Stairs”

Uscito abbastanza in sordina, in poco tempo l’ultimo romanzo di Robert Jackson Bennett, City Of Stairs, ha fatto molto parlare di sé, grazie a recensioni più che positive che addirittura lo darebbero come uno dei possibili candidati ai più prestigiosi premi internazionali.

Date queste premesse, non potevo non metterci il naso e farmene un’idea personale.

La storia è ambientata nella città di Bulikov, un tempo prosperosa e che teneva saldamente il potere, un potere di tipo dispotico che aveva ridotto in schiavitù tutte le città-colonie che era riuscita a soggiogare.
Bulikov, la città di scale, dove edifici incredibilmente alti si stagliavano fino al cielo e i suoi reggenti-protettori erano considerati “divini”, cadde: un uomo dal titolo di Kaj, organizzò un completo rovesciamento del potere, riuscendo ad uccidere gli “dèi” e a stabilire l’ascesa di Saypur al potere supremo, colonia-avamposto un tempo fatiscente.

La città che una volta era sede del potere divino ora ha cambiato radicalmente aspetto, il paesaggio surreale della città ora in frantumi si erge come una costante, inquietante ricordo la sua ex supremazia, e alla sua gente, una volta potente, è proibito studiare la propria stessa storia, anche solo nominare le antiche divinità uccise.

La storia inizia con l’omicidio dell’eminente storico Efrem Pangyui, su cui è chiamata ad indagare la giovane diplomatica Shara Thivani.
Shara stessa, tuttavia, nasconde molti enigmi, alcuni dei quali sono ignoti a lei stessa.
La ricerca della verità si intreccia saldamente con la rivelazione della vera identità della protagonista, ma anche con il passato e il futuro della città di Bulikov, su cosa fu davvero sconfitto o se non tutto è morto e soggiogato come sembra.

Innanzitutto, è davvero difficile etichettare questo romanzo: si passa dalla spy story al fantastico (si potrebbe dire anche fantasy, ma pensando ad aspetti originali del genere) a qualcosa che potremmo etichettare come new weird (sarà una mia impressione, ma la tipologia di questo libro in qualcosa mi ha ricordato Perdido Street Station di China Mièville): c’è tutto quello che ci si può aspettare da una storia appassionante, dramma, storia, lotte, misteri, intrighi, politica, un ottimo worldbuilding.
City Of Stairs mira ad essere prima di tutto una storia variegata, autentica, dalle mille sfaccettature e capace di trasmettere e soffermarsi su contenuti importanti.

Grazie al punto di vista di Shara e seguendo le sue azioni, non solo seguiamo com’è il mondo in quel momento, ma anche come era il passato, mettendo in luce come ad oppressione è seguita oppressione, a distopia e dispotismo un’altra forma atroce di potere.
Contestualmente allo svolgersi degli eventi, soprattutto alle pagine ove storia culturale, sociale e religiosa sono al centro della scena (mai in modo noioso o didascalico), si riflette su temi complessi come il colonialismo, l’oppressione, controllo governativo, la religione stessa.

Il personaggio di Shara, complesso e vario, un insieme di misteri e idiosincrasie, è lo specchio perfetto di tutta la storia e del mondo in cui vive.
L’indagine della protagonista sarà in realtà una strada verso la conoscenza di sé ma anche del suo Paese, una ricerca della verità, che più di una volta si mostrerà scomodamente intrecciata alla fede, in un mondo di censura, di storia volutamente dimenticata ma che vive ancora segretamente nelle persone che abitano Bulikov, condannata a questa sorta di damnatio memoriae e sopraffazione che alla fine danneggia anche Saypur, mettendo in luce i fragili e intricati equilibri di un sistema di co-dipendenza.

L’aspetto più incantevole del libro, e quello forse meglio riuscito, è senza dubbio il worldbuilding: l’autore riesce a creare un mondo nuovo, complesso e variegato, stupefacente e di assoluto fascino.
Bulikov emerge come una splendida roccaforte del passate, di una grandezza trascorsa, ma al contempo è anche un mondo tecnologicamente avanzato.
È un mondo in cui vissero gli dèi, la cui gloria e successiva disfatta per mano di un uomo assume contorni di malinconica e grande epica.

La storia, per quanto appassionante, richiede una certa attenzione durante la lettura, per comprendere l’ambientazione e il suo passato, cosa sta accadendo e le trame inizialmente sommesse che poi vengono alla luce.
La prima parte del libro ha un ritmo più serrato, mentre la seconda tende ad essere maggiormente riflessiva, ma non ho mai trovato parti pedanti, noiose o informazioni non perfettamente calibrate e inserite nella narrazione.

È stato un piacere avventurarmi in questa città, così come è un piacere avere tra le mani dei libri nuovi e originali, che anche se non perfetti, fanno sperare che ci siano autori capaci di intessere storie nuove, di trasmettere qualcosa di importante e allo stesso tempo di intrattenere con mirabili fantasie.

My rating: 4+/5

Robert Jackson Bennett
City Of Stairs
Ed. Crown Publishing Group

PS: Images of Bulikov, and its landmarks

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2 pensieri riguardo “Robert Jackson Bennett, “City Of Stairs”

  1. Come già ti ho accennato, anche io dopo l’ondata d’entusiasmo seguita all’uscita ho cominciato ad interessarmi a questo titolo.
    Spero di recuperarlo presto, intanto grazie per questa bella recensione!

    1. Grazie, secondo me merita una lettura, anche per curiosità dato che potrebbe rientrare in qualche award di nostro interesse. 😉

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