Paul Auster, “Romanzi (Trilogia di New York – Nel paese delle ultime cose – Moon Palace)”

Solo le tenebre possono persuadere un uomo ad aprire il proprio cuore al mondo.

Accostarsi ad Auster significa mettersi in viaggio.
Un itinerario nei ricordi, nel valore delle cose che ci circondano, nel senso della memoria, nell’indecifrabile aggrovigliarsi delle congiunture della vita (caso, destino, sincronicità?), nel cuore dell’umano.
Con una raffinata semplicità questo autore è capace di narrare la Vita in un senso così pregnante che non si può non immedesimarsi – almeno un po’ – in quanto scrive. E spesso è spiazzante quanto ci si ritrovi in quelle parole…
Senza assemblare giudizi o sentenze, Auster trattiene il cuore dell’uomo tra le mani, per scrutarlo in tutti i suoi abissi e tendercelo come uno specchio (temibile e dolce). Le storie sono una elegante veste ordita magistralmente, ma luoghi, cose e persone ad un certo punto tendono a sfumare in un’aura di irrealtà, senza intenti fantastici, anzi: il mondo si fa tutt’uno con gli occhi dei protagonisti e con il loro sentire, pensare, il confine tra l’oggettivo e il soggettivo diviene labile e pressoché indistinguibile, fino a trovarsi ad indossare la carne e l’anima dei personaggi stessi. Tutto nella scrittura di Auster pulsa vita, ogni oggetto che per caso si incrocia per strada, ogni stanza, ogni luogo, in ogni sfumatura possibile, dalla più delicata e serena alla più atroce e disperata.

Questo soprattutto mi ha conquistato di Auster: è un Narratore nel senso più pieno, pregnante e denso del termine. Di rado ho incontrato autori che sanno cogliere anche la più insignificante delle cose e saperla raccontare e far vivere in tal modo, il tutto teso quasi a sussurrare che è inutile arrancare verso l’imperscrutabile senso ultimo dell’esistere, che mai ci è dato, l’importante è essere e vivere i due aspetti più profondi della vita stessa: tragicità e bellezza.

Paul Auster
Romanzi (Trilogia di New York – Nel paese delle ultime cose – Moon Palace)
(traduzione di M. Bocchiola, M. Sperandini, M. Biondi)
Ed. Einaudi

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6 thoughts on “Paul Auster, “Romanzi (Trilogia di New York – Nel paese delle ultime cose – Moon Palace)”

  1. Condivido tutto quello che hai scritto sul suo stile narrativo 🙂 Di questi romanzi non ho ancora letto Moon Palace, come ti è sembrato rispetto agli altri?

    1. Dei tre è quello che mi è piciuto meno. Non che sia male, ma forse è un po’ più sotto tono, meno dirompente dal punto di vista emotivo.

  2. Ho letto “Nel paese delle ultime cose” e mi è piaciuto molto. Così ho comprato anche Trilogia di New York, Mr. Vertigo e Viaggi nello scriptorium, che devo ancora leggere. Forse inizierò proprio dal primo della trilogia.

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