Olga Slavnikova, “Light Head”

Felice proprietario di una Toyota di tre anni e brand manager di atroci marche di cioccolato al latte, Maxim T. Ermakov stava arrivando in ufficio con la solita sensazione di non avere la testa sul collo.

Sono incappata in questo romanzo di Olga Slavnikova in libreria assolutamente per caso e, letta la quarta, mi sono lasciata tentare da questa scrittrice che non avevo mai sentito prima, benché in Russia sia piuttosto nota e vincitrice di prestigiosi premi letterari (in primis il Russian Booker Prize).

Maxim T. Ermakov, il nostro protagonista, è un brand manager affermato e piuttosto benestante, ma allo stesso tempo uno tra i tanti impiegati e nuovi borghesi russi, nonché una persona qualsiasi che affolla gli ingorghi della Mosca di oggi.
Tuttavia, fin da bambino, la sua testa sembra essere diversa da quella di tutti gli altri, quasi non avesse alcun confine fisico.
Un giorno qualunque, tuttavia, la vita di Ermakov cambia completamente.
Gli si presentano, infatti, due visitatori, che subito gli aprono davanti agli occhi con un movimento sincronizzato il loro distintivo (non del solito formato, ma uno grande e quadrato, simile alle lastre di cioccolato del suo concorrente più acerrimo), al cui interno fiammeggia in oro l’emblema dello Stato e sotto vi è inciso il ruolo di questi individui, ovvero quello di Pronosticatori Sociali. Con parole tipiche da agenti governativi, i due spiegano che sono molto interessati a Ermakov, in quanto egli è stato identificato come Soggetto Alfa, ovvero la persona grazie al cui suicidio potranno essere evitate tantissime tragedie, piccole e individuali fino a catastrofi naturali e atti terroristici.
Prima di lasciarlo, gli consegnano una pistola – quella con la quale lo invitano quanto prima a spararsi un colpo – e gli promettono una cifra esorbitante, ma soltanto dopo che abbia compiuto il fatidico gesto.

Ermakov, per quanto turbato da questa cosa, non ha alcuna intenzione di lasciarsi influenzare e cerca di continuare la propria vita come prima.
Questo, tuttavia, sarà quasi impossibile, sia per l’assillante sorveglianza dei Pronosticatori Sociali, che per molte alte difficoltà e imprevisti che si troverà ad affrontare.
A sua insaputa, qualcuno crea persino un videogioco, Light Head, famosissimo fin dai primi giorni di divulgazione, ove il protagonista è lo stesso Ermakov, ma gli utenti non sanno che sia una persona reale: all’inizio lo credono una mera invenzione del gioco, poi che Ermakov e la sua vita reali siano una messa in scena pubblicitaria.
Sfruttando il fatto che alcuni credono Ermakov un attore e la sua vita una mera sceneggiatura, il nostro cerca un modo per affrancarsi dai Pronosticatori Sociali e l’attesa del suo suicidio, ma anche questa volta le cose prenderanno una svolta molto diversa da come egli aveva programmato, fino ad un finale inatteso.

Il romanzo per me è eccezionale, sia dal punto di vista narrativo che per i suoi contenuti.

Lo stile è assolutamente moderno, mimetico del mondo contemporaneo, non senza un gusto talora surreale e ironico per alcuni arditi accostamenti.
Non si trova solo un gusto per qualcosa di bizzarro o eccentrico, ma l’autrice sembra voler lasciare spazio a una sorta di nuovo realismo magico tipicamente russo, che oltre ad affondare le radici nella tradizione, è profondamente permeato e immerso nella nuova cultura e società russa metropolitana.

Questo è uno degli aspetti più straordinari del libro, perché riesce a dipingere un ritratto della Mosca odierna realistico ed estremamente interessante, una nuova società che è cresciuta nei vecchi valori tradizionali russi, ma vive tutta la frenesia, massificazione, il capitalismo sfrenato delle città e società occidentali.
Ermakov stesso è un nuovo tipo di russo, colui che ha in sé i grandi dilemmi posti ancora da Dostoevskij, ma insiste altrettanto sulla propria libertà e dei diritti, anche solo il diritto di vivere. È proprio questo voler affermare la propria individualità e libertà di essere che distingue favorevolmente da milioni di suoi compatrioti che, pur avendola voluta, si sono trovati del tutto impreparati alla libertà, e si sono rivelati, infatti, totalmente inadatti a gestirla, a costruire se stessi.

La nuova società russa non è più quella rurale o comunista di alcuni decenni fa, eppure il nuovo capitalismo e la nuova politica sono diventati altrettanti nuovi dittatori, che minacciano la libertà individuale, illudono e lusingano, ma mirano comunque a controllare l’individuo.

C’è anche il culto tradizionale russo della sofferenza, condizione necessaria per la crescita spirituale, ma Ermakov non vuole soffrire o di sacrificarsi, ma allo stesso tempo il suo egoismo non è fine a se stesso, la sua è una lotta emblematica per i diritti di ogni uomo, perché in qualsiasi momento un ufficiale di un comitato speciale qualunque può presentarsi e sconvolgere la vita.

Alla fine, tuttavia, chi riuscirà ad averla vinta? L’affermazione individuale o le bieche macchinazioni del potere?

Un romanzo russo lucido e in qualche modo spietato, che getta uno sguardo sulla società odierna, senza spazio per i falsi buoni sentimenti, ma che sa trasmettere tanto e far riflettere.

My rating: 4.5/5

Olga Slavnikova
Light Head
Ed. Fandango Libri
Trad. E. Bonacorsi

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3 thoughts on “Olga Slavnikova, “Light Head”

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