Boudicca, la Regina della vendetta degli Iceni

Budicca o Boudica, Boudicca, Boadicea, Buduica, Bonduca, oltre a molte altre forme, fu una regina della tribù degli Iceni, vissuti nell’odierna zona di Norfolk (Inghilterra orientale). e guidò la più grande rivolta anti-romana delle tribù dell’isola.

Molti sono i modi in cui è stato tramandato il nome della regina, a causa di diverse corruttele presenti in molti manoscritti medioevali, ma è ormai abbastanza certo che la forma corretta sia Boudicca o Boudica, derivante dalla parola celtica *bouda, cioè vittoria (in irlandese *bua e in gallese *buddug). Il nome è attestato in alcune iscrizioni: Boudica in Lusitania, Boudiga a Bordeaux e Bodicca in Britannia. Basandosi sull’evoluzione del gallese e dell’irlandese, Kenneth Jackson conclude che la forma corretta del nome sarebbe stato Boudica.

Le fonti principali su questa regina sono Tacito e Cassio Dione Cocceiano.

Da Tacito si apprende che Budicca fu di famiglia nobile. Nata circa nel 33 d.C., a sette anni venne mandata presso un’altra famiglia, com’era uso, per apprenderne le tradizioni e l’arte militare. Ivi rimase sino all’età di quattordici anni, fino al 47 d.C, all’età di 14 anni, allorché fu data in moglie a Prasutago, ricco re degli Iceni.
Nel 61 d.C., Prasutago, politicamente filo-romano, morì e per testamento decretò che metà del proprio patrimonio sarebbe stato destinato a Roma, l’altra metà alle due figlie. I Romani ignorarono queste volontà testamentarie, e il procuratore Catone Deciano si impadronì dell’intero territorio, trasformandolo in una provincia romana. I suoi soldati sequestrarono tutto ciò che trovarono, provocando le proteste delle figlie e della vedova del re, Boudicca. A tali reazioni, i romani reagirono con il saccheggio del campo reale, la fustigazione della regina e lo stupro delle giovani figlie.

A questo punto la regina non volle lasciare impunito l’oltraggio e tramò vendetta e ribellione.
Innanzitutto, riuscì a raccogliere attorno a sé anche popolazioni vicine, gli Iceni dell’Anglia orientale e i Trinovanti, stanziati a sud di Camulodunum (Colchester), luoghi nei quali il risentimento verso gli invasori era assai forte e radicato.
Allorché il governatore Caio Svetonio Paolino, partì per dirigersi con il grosso delle sue truppe nel Galles settentrionale, ove i druidi erano in agitazione, Boudicca guidò i suoi a Colchester, dove aveva intenzione di attaccare la guarnigione romana, che aveva partecipato alle razzie e alle violenze ai danni della sua gente. Il futuro governatore, Quinto Petillio Ceriale, al comando della VIIII Hispana cercò di riconquistare la città, ma fu sconfitto e ridotto in superiorità numerica mentre attraversava le foreste dell’Anglia orientale.
Caio Svetonio Paolino, apprese le notizie, abbandonò la campagna che stava intraprendendo contro i druidi per raggiungere Londra ed evacuare la popolazione a sud, nel Kent. Quando Boudicca arrivò a Londinuim (Londra), capitanando le sue truppe da un carro da guerra trainato da due cavalli, in città erano rimasti solo poveri e malati. Qui la ragina attuò una strage indiscriminata, incendiando e radendo al suolo quasi ogni cosa.
Lo stesso si ripeté anche nel borgo di Verulanium (St. Albans).

Fu così che venne soprannominata “Dea della Vendetta”.

Riorganizzate le truppe, il governatore Paolino, attese l’esercito capitanato da Boudicca in una stretta pianura delimitata dietro e ai fianchi da foreste. Secondo i cronisti, la regina fece un discorso ai suoi prodi prima di lanciarli in battaglia (nella battaglia di Watling Street, ubicazione sconosciuta e molto dibattuta), ricordando che non era la prima volta che una donna conduceva i britanni in guerra. In prima linea assieme ai suoi, Boudicca, brandendo la lancia e spronando i cavalli che trainavano la sua biga, attaccò. La linea britannica si infranse contro il muro di scudi romano mentre sui fianchi si facevano strada la fanteria leggera romana e la cavalleria. La rotta dei britanni portò i romani a raggiungere il campo britanno, dove si consumò l’ennesima strage.
Boudicca si sottrasse alle spade romane suicidandosi con il veleno.

Questa regina è stato descritta come donna potente, autorevole, come si evince ad esempio da questa descrizione viene da Dione Cassio:

«Era una donna molto alta e dall’aspetto terrificante. Aveva gli occhi feroci e la voce aspra. Le chiome fulve le ricadevano in gran massa sui fianchi. Quanto all’abbigliamento, indossava invariabilmente una collana d’oro e una tunica variopinta. Il tutto era ricoperto da uno spesso mantello fermato da una spilla. Mentre parlava, teneva stretta una lancia che contribuiva a suscitare terrore in chiunque la guardasse.»

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4 thoughts on “Boudicca, la Regina della vendetta degli Iceni

    1. Grazie della stima, Daniele, ma per me sono post riciclati da vecchi blog e riempitivi, e non ho velleità di pubblicazione. :p

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