Robin Hobb, “Fool’s Assassin (The Fitz and The Fool Trilogy, #1)”

Robin Hobb è una delle mie scrittrici preferite in assoluto e i suoi romanzi dedicati alle vicende di Fitz mi hanno coinvolto sempre quasi stessi leggendo la storia di una persona a me cara. Anzi, Fitz, The Fool, Nighteyes e tutti gli altri personaggi del mondo dei Six Duchies mi sono entrati nel cuore, pur con le simpatie e antipatie del caso.
È stata durissima pensare che non avrei più saputo nulla di tutti loro, quasi avessi perso degli amici.
Quando lessi la notizia che un nuovo romanzo sarebbe stato in arrivo, mi è scoppiato il cuore di gioia. E quando mi è stata concessa questa arc per poco non mi sono messa a piangere dalla felicità e dall’emozione.

Trovo estremamente difficile scrivere questa recensione per un sacco di motivi diversi.

Innanzitutto, l’amore per la Hobb e le sue opere mi fa essere per forza di parte. Posso scrivere un’opinione cercando di essere imparziale, ma nel complesso la mia valutazione è, non lo nascondo, indiscutibilmente condizionata dai sentimenti.

Altro motivo, più razionale, è che qualunque accenno alla trama risulterebbe già uno spoiler, e chi sta trepidamente aspettando di leggere il romanzo ha tutto il diritto di gustarselo riga per riga.

A grandissime linee, gli eventi narrati si collocano temporalmente molti anni dopo la conclusione di quanto accaduto nella Trilogia dell’Uomo Ambrato.
FitzChivalry Farseer ora si fa chiamare Tom Badgerlock e cerca di condurre i suoi giorni lontano da quella che era stata la sua vita in passato e dalla corte di Catelcervo, benché le cicatrici che si porta dentro siano indelebili e il pensiero a ciò che accadde e agli amici perduti è pressoché costante.
Nello studio della sua casa, c’è una pietra scolpita che raffigura un uomo (Fitz), un lupo (Nighteyes) e un matto (the Fool).
Inaspettatamente, una notte arriva alla ricerca di Fitz un messaggero, che altrettanto misteriosamente scompare, lasciando dietro di sé una scia di sangue. Chi è questo messaggero, cosa gli è davvero accaduto? Quale il messaggio? E il mittente?
Il passato e la vecchia vita di Fitz irrompono di nuovo nel suo nuovo mondo, portando incognite, eventi drammatici e scelte difficili. Niente e nessuno è al sicuro.

La storia si presenta come un lungo prologo di questa nuova trilogia e si districa nel difficile compito di delineare la nuova vita di Fitz, mettendo in luce la sua interiorità rispetto al suo passato rispetto agli anni più recenti, di introdurre personaggi vecchi e nuovi, mettere in moto nuove situazioni e imprevisti che preparano i grandi accadimenti dei libri a seguire.

Di conseguenza, l’andamento della narrazione è piuttosto pacato, eccezione fatta per le pagine più ricche di eventi inattesi.

È innegabile, inoltre, che questo lavoro di tirare le fila del passato e predisporre eventi futuri, a livello narrativo presenti alcuni passaggi che risultano un po’ macchinosi, lenti, oppure lascino il dubbio se siano superflui oppure propedeutici a qualcosa che cosa accadrà poi.
Deve essere stato un arduo onere mettere insieme questa storia e oserei dire non essere il lavoro della Hobb più riuscito, benché sia convinta che una volta terminata questa trilogia, nel suo insieme, possa acquisire maggior valore in una lettura complessiva della saga.

La vera forza ed eccezionalità della Hobb, tuttavia, risiede altrove, nei personaggi.
È ciò che mi colpì quando lessi per la prima volta un suo libro e me la fece amare così follemente: Robin Hobb è magistrale nel cesellare i suoi personaggi, nel renderli persone reali, con tutta la loro gamma di pregi, difetti, interiorità sfaccettata e in divenire.
Non si rimane indifferenti ai personaggi che si incontrano lungo il cammino, li si ama o li si detesta più o meno sentitamente, perché diventano nostri compagni di viaggio, concreti e tangibili, e pertanto capaci di coinvolgerci completamente e scatenare tutte le emozioni possibili.
La Hobb non mostra eroi, ma uomini e donne, benché alcuni di essi capaci di azioni d’eccezione. Ma rimangono sempre persone, compiono le azioni sbagliate, soffrono e gioiscono, amano e odiano come ciascuno di noi – e noi con loro respiriamo, soffriamo e lottiamo ogni istante che ci viene narrato.
La sua grandezza sta nel saper avvicinare al lettore e rendergli familiare, con apparente semplicità, senza grandi declamazioni, queste persone e i luoghi dove si muovono.

Già, perché i Sei Ducati e il mondo degli Elderlings diventano un po’ anche casa nostra, impariamo a conoscerne non solo la geografia, ma la bellezza, i luoghi più amabili e terribili.

Se penso a un altro scrittore che è nel mio personale empireo, J.R.R. Tolkien, per quanta adorazione provi verso di lui, non posso non ammettere che Robin Hobb ha una marcia in più per quanto riguarda i personaggi: non punta tanto, o solo, all’epicità degli avvenimenti e alla grandezza dei suoi protagonisti, li rende così “nostri” e umani, sa toccare e scrutare a fondo e con delicatezza le profondità dell’animo.

Anche in questo romanzo, la Hobb ci presenta un mondo in cui c’è il bene e il male, ma ove non esistono gli assoluti.
Azioni, decisioni, interiorità assumono tutta la gamma umana possibile, perché è la scelta dell’uomo che guida la sua vita e gli eventi, ma soprattutto il fatto di essere anche fallibile. È la vita nei suoi infiniti meandri, anche quelli più ingiusti e crudeli – perché, ad esempio, non c’è azione giusta o nobile che possa mettere al riparo dalla cattiveria altrui e ancor meno dallo scorrere del tempo o da infausti eventi che portano via le persone che amiamo.
Nelle sue pagine, pur travestita da storia fantastica, alla base troviamo il nostro io, la nostra quotidianità, la nostra vita, le nostre emozioni e sentimenti.

Ritrovarmi immersa nella storia di Fitz, pur ammettendone alcuni difetti, è stata una delle migliori cose dell’anno, e sono e sarò eternamente grata a questa donna così straordinaria di aver regalato a tutti e anche a me le sue storie e tutto quello che significano.

Come ringrazio sentitamente la casa editrice Del Rey e Netgalley per avermi dato la possibilità di leggere in anteprima il romanzo.

Per tutte le informazioni su Fool’s Assassin consiglio questo link.

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My Rating: 4.5/5

Robin Hobb
Fool’s Assassin (The Fitz and The Fool Trilogy, #1)
Ed. Del Rey

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